Le fiamme producono pirocumulonembi, enormi nubi che alimentano venti e trasportano le braci a chilometri di distanza. La Francia registra già la peggiore stagione di incendi della sua storia. Una nuova ondata di caldo minaccia di aggravare l’emergenza
I vigili del fuoco in Spagna e Francia stanno combattendo contro il tempo per contenere i roghi. Decine di incendi boschivi prima dell’arrivo di una nuova ondata di caldo estremo, prevista nei prossimi giorni. Le temperature in aumento, i venti forti e la vegetazione ormai secca, rischiano di alimentare le fiamme. Tutto sfugge al controllo.
Le fiamme attorno a Bordeaux, Madrid e Valencia hanno già costretto centinaia di migliaia di persone a lasciare le proprie case, distrutto abitazioni, interrotto collegamenti ferroviari e mobilitato oltre 4.000 pompieri. È una delle più gravi emergenze incendi che abbiano colpito l’Europa occidentale negli ultimi anni.
«Il cielo era rosso», racconta al Nyt Atika Farhati, 77 anni, una delle oltre 300 mila persone evacuate tra Francia e Spagna: «Possiamo solo chiederci come andrà a finire».

Dall’alto del suo appartamento, vicino a Bordeaux, ha visto il fronte di fuoco avanzare fino a costringerla a rifugiarsi in un centro di accoglienza.
La Francia teme il peggior anno della sua storia
La situazione più critica resta quella della Gironda, nel sud-ovest della Francia. Qui gli incendi hanno già devastato oltre 100 mila acri di boschi e costretto almeno 200 mila persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Una delle più grandi evacuazioni in tempo di pace mai organizzate nel Paese.
Le fiamme sono ormai arrivate a pochi chilometri da Bordeaux, capitale mondiale del vino. Tutti i collegamenti ferroviari verso sud della città sono stati sospesi. Il sindaco Thomas Cazenave ha avvertito che potrebbero essere disposte nuove evacuazioni.
Il presidente Emmanuel Macron ha convocato una riunione di crisi all’Eliseo prima di raggiungere personalmente la Gironda. Intanto il governo prepara misure di sostegno per le attività economiche delle aree colpite.
Secondo il primo ministro Sébastien Lecornu, il 2026 è già diventato il peggior anno mai registrato per gli incendi in Francia, nonostante manchino ancora due mesi alla fine dell’estate. «Il nostro Paese sta vivendo una stagione senza precedenti», ha scritto sui social.
Dall’inizio dell’anno sono già andati in fumo 116.085 ettari di territorio e sono stati registrati 13.566 incendi, superando il record del 2022, quando erano bruciati circa 72 mila ettari.
Per Sophie Brocas, prefetta della regione, quello della Gironda è «un incendio mai visto prima in Francia».
«Non è un fuoco che si sposta semplicemente da un punto A a un punto B seguendo il vento. È un incendio che crea il proprio vento e salta per chilometri».
Durante la notte le fiamme hanno rallentato grazie a condizioni meteorologiche leggermente più favorevoli, consentendo ai soccorritori di rafforzare le linee di contenimento e creare nuove fasce tagliafuoco con il supporto dei mezzi aerei. Ma le autorità avvertono che nessuno degli sfollati potrà rientrare finché gli incendi non saranno completamente sotto controllo.
Madrid ha due giorni per evitare il peggio
Anche la Spagna vive ore decisive. Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha spiegato che i vigili del fuoco hanno una finestra di appena due giorni per riuscire a contenere il gigantesco incendio alle porte di Madrid prima dell’arrivo del nuovo picco di calore.
Secondo il ministero della Transizione ecologica, quello che minaccia la capitale è già il più grande incendio della storia recente del Paese.
Le condizioni meteorologiche previste per la settimana sono preoccupanti: temperature superiori ai 38 gradi, umidità molto bassa e raffiche di vento potrebbero rendere nuovamente incontrollabili numerosi fronti.
Un nuovo fronte si apre vicino a Valencia
Mentre Madrid continua a combattere il suo incendio più pericoloso, un secondo fronte si è aperto nella provincia orientale di Castellón. Qui il peggioramento del rogo ha costretto altre 16 mila persone ad abbandonare le proprie case e minaccia ora un parco naturale.
In visita nelle aree colpite, il premier Pedro Sánchez ha spiegato che solo nell’ultima settimana gli incendi hanno devastato oltre 100 mila acri di territorio in tutta la Spagna. «Questa emergenza climatica sta superando tutte le soglie e tutte le scale che gli scienziati avevano previsto per la Spagna e per l’Europa», ha detto, invitando gli sfollati ad attendere il via libera delle autorità prima di rientrare.
Le vittime e le evacuazioni
In Spagna il bilancio è di almeno due morti, registrati nelle province di Castellón e Valencia. In Francia, finora, non sono state segnalate vittime. Le evacuazioni continuano ad aumentare.
Tra Gironda e Landes le autorità francesi hanno ordinato l’evacuazione di oltre 220 mila persone. In Spagna circa 60 mila residenti hanno lasciato le aree attorno a Madrid, mentre altre 16 mila persone sono state evacuate vicino a Valencia.
Il fuoco crea il suo meteo
L’intensità degli incendi ha ormai raggiunto livelli tali da generare perfino un proprio sistema meteorologico. Il calore sviluppato dalle fiamme ha prodotto nubi temporalesche note come pirocumulonembi, enormi colonne di aria calda che alimentano venti propri, trasportano braci a chilometri di distanza e possono accelerare in modo imprevedibile la propagazione degli incendi.
È uno dei fenomeni che, secondo le autorità francesi, ha contribuito a rendere quasi impossibile fermare il gigantesco rogo della Gironda.
Chi è rimasto a difendere il proprio villaggio
Mentre migliaia di persone lasciavano le proprie case, qualcuno ha deciso di restare. Guillaume Bos, 36 anni, proprietario di terreni forestali nel villaggio di Le Temple, a ovest di Bordeaux, ha aiutato agricoltori e volontari a difendere le abitazioni con trattori e cisterne d’acqua.
«I pompieri erano impegnati altrove e siamo rimasti praticamente da soli», racconta ancora al Times. «Un nostro amico ci ha chiamato mentre piangeva dicendo che la sua casa stava per bruciare. Siamo corsi lì».
Il gruppo è riuscito a salvare gran parte del paese, ma sei abitazioni sono andate completamente distrutte e circa il 90% della foresta circostante è stato divorato dalle fiamme. «Con l’adrenalina non pensi, agisci soltanto. Adesso però la realtà fa male. Intorno a noi è tutto bruciato a perdita d’occhio».
































