Il taglio riguarda solo il gasolio e costa 125 milioni di euro. Escluso l’aumento delle accise sui tabacchi dopo il no di Lega e Forza Italia. Giorgetti frena sulle nuove spese
Il diesel costerà 17 centesimi in meno fino al 6 agosto. Lo sconto, deciso dal governo con un decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri e da un successivo decreto interministeriale di Mef e Mase, vale circa 125 milioni di euro e potrebbe non essere l’ultimo: se la crisi in Medio Oriente dovesse continuare a spingere i prezzi del petrolio, l’esecutivo è pronto a intervenire di nuovo.
«Faremo tutto quello che possiamo per non lasciare soli i cittadini e chi manda avanti la nazione», ha assicurato la premier Giorgia Meloni, definendo il provvedimento «una risposta tempestiva e responsabile», pur riconoscendo che «non risolve il problema».
Lo sconto vale fino al 6 agosto
La riduzione riguarda esclusivamente il gasolio e nasce dalla combinazione tra il meccanismo delle accise mobili e la riduzione dell’Iva.
Secondo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il provvedimento costa «attorno ai 125 milioni di euro», una cifra «molto, molto rilevante» considerato che copre soltanto pochi giorni.
L’obiettivo del governo è contenere il prezzo del diesel sotto la soglia psicologica dei 2 euro al litro, il carburante che pesa maggiormente sui costi di trasporto, agricoltura e, indirettamente, sui prezzi pagati dalle famiglie.
Il governo pronto a prorogare gli aiuti
Il provvedimento scadrà il 6 agosto, ma Palazzo Chigi non esclude una proroga. «Monitoreremo i prezzi», ha spiegato Giorgetti, osservando che il Brent, dopo aver superato i 100 dollari al barile durante l’escalation tra Stati Uniti e Iran, è tornato sotto i 90 dollari grazie alle prospettive di una tregua.
Anche Matteo Salvini ha lasciato aperta la porta a nuovi interventi. «Siamo stati il primo Paese in Europa ad approvare un taglio di 17 centesimi sul diesel. Se questa maledetta guerra tra Stati Uniti e Iran dovesse continuare, evidentemente dovremo intervenire anche dopo il 6 agosto», ha detto il vicepremier a Zona Bianca.
Il governo valuterà eventuali nuove misure in vista del Consiglio dei ministri del 4 agosto.
Salta l’aumento delle sigarette
Per finanziare il taglio era stata presa in considerazione anche un’ipotesi di aumento delle accise sui tabacchi.
Secondo fonti della maggioranza, la proposta sarebbe stata avanzata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari durante il fine settimana.
L’idea è però tramontata dopo il confronto tra Giorgia Meloni e i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, entrambi contrari all’aumento del prezzo del tabacco. Alla fine le coperture arriveranno dalle accise mobili maturate a giugno, dalle sanzioni Antitrust e dal Fondo per gli interventi strutturali di politica economica.
Le critiche di consumatori e opposizioni
L’intervento non convince le associazioni dei consumatori. Per il Codacons lo sconto è «deludente e insufficiente» e consentirà un risparmio di circa 8,5 euro per un pieno, con il prezzo del gasolio destinato comunque a restare sopra i 2 euro al litro.
L’Unione nazionale consumatori definisce invece «vergognoso» il mancato intervento anche sulla benzina.
Critiche arrivano anche dalle opposizioni. Il Partito democratico accusa il governo di procedere «per approssimazioni successive, senza una strategia chiara». Il Movimento 5 Stelle parla di «nulla mischiato al niente», mentre Angelo Bonelli (Avs) sostiene che l’esecutivo abbia speso 125 milioni di euro «per ridurre il prezzo del gasolio di appena 17 centesimi».
Di segno opposto il giudizio della Cisl, che ha espresso apprezzamento per il provvedimento.
Giorgetti frena sulle nuove spese
Prima del Consiglio dei ministri Antonio Tajani ha rilanciato le proposte di Forza Italia per la prossima legge di Bilancio: riduzione dell’Irpef dal 35 al 33%, taglio delle tasse sulle tredicesime e abolizione del bollo per auto e moto.
Giorgetti, pur riconoscendo che il futuro scostamento di bilancio potrà offrire nuovi margini di manovra dopo il via libera europeo, invita però alla prudenza.
«Aprirà spazi significativi di bilancio, ma dovranno essere utilizzati in modo intelligente e mirato», ha spiegato il ministro dell’Economia, lasciando intendere che non intende trasformare l’ultima manovra della legislatura in un «assalto alla diligenza».































