Odissea, il nuovo colossal di Christopher Nolan, Odyssey, che dir si voglia, è già un caso prima dell’uscita: migliaia di dislike al trailer e polemiche sul casting di Lupita Nyong’o, Elliot Page e Zendaya
«In sto trailer si vedono tutte le epoche tranne che l’antica Grecia». O anche. «Ulisse in versione Pietro Savastano mi mancava.. ‘Mo ce ripigliamm tutt’ chell che è ‘o nuost’». «Se non mi mettono il capitolo di Laoconte in cui ho preso 4 al liceo giuro che faccio un casino», commenta un altro.
Il trailer italiano ufficiale dell’Odissea di Christopher Nolan ha quasi 4 milioni di visualizzazioni. L’originale, americano, arriva a 49 milioni. L’ultimo trailer ufficiale in inglese ha 6 milioni di visualizzazioni. I pollici all’ingiù sono 660 mila. L’Odissea non va. Su Youtube i dislike continuano ad aumentare.
Odissea o Odyssey se si può far di peggio, il nuovo colossal sull’opera di Omero, arriva nelle sale italiane il 16 luglio. Ma nelle platee social non si bisbiglia più.
Non è mai successo prima
Non a un trailer, meno che mai ad un film di Nolan, uno dei registi più apprezzati di Hollywood. Eppure, i canali ufficiali della Universal Pictures, casa di produzione del film, sono inondati di dissensi. E l’Odissea non è ancora cominciata.
Un caso senza precedenti su YouTube
Non è una cosa è rara solo per Nolan, lo è in generale per contenuti YouTube. Lo scopo è ottenere più like che dislike, soprattutto su video con molte visualizzazioni. Perdiamoci nei numeri. Nolan ha circa 9,2 dislike per ogni like. In percentuale, significa che i like sono il 9,8%, i dislike il 90,2%. Quindi, almeno in base ai dati desunti, la bocciatura, è epica, plebiscitaria.
Se messe in relazione alle visualizzazioni, le reazioni diventano anche più eloquenti. Le reazioni totali sono il 12,2% delle visualizzazioni, di cui appena l’1,2% di like, contro l’11% di dislike. In pratica, ogni mille visualizzazioni, il trailer ha prodotto circa 12 like e 110 dislike. Pertanto, si può affermare con assoluta certezza che, per ora, quello che viene definito sentiment, ovvero l’umore del pubblico davanti a un contenuto, è molto negativo: molta attenzione, pochissima approvazione.
Questa situazione è inusuale perché, di solito, quando un trailer arriva a milioni di visualizzazioni, la maggioranza del pubblico è sempre passiva. Guarda, magari neanche tutto il trailer, e passa. Interagisce una minima parte. E se parliamo di Nolan, l’ammirazione dei fan tende a sovrastare i dissensi.
La cosa lascia ipotizzare che ci sia stata una forte mobilitazione, più o meno spontanea, per questioni che esulano dal film stesso.
Perché il trailer viene contestato
Il film non è ancora uscito nelle sale ed è stato visto in anteprima solo da pochi addetti ai lavori. È plausibile immaginare che i dissensi provengano da qualcosa.
Sui social, in effetti, si parla soprattutto del casting. In particolare, di Lupita Nyong’o scelta per il ruolo di Elena di Troia «dalle bianche braccia»

Dell’attore transgender Elliot Page per il ruolo del compagno di Ulisse Elpenore (prima si pensava ad Achille) e, in ultimo, di Zendaya per il ruolo di Atena «dagli occhi azzurri». Che in effetti in Dune ce li aveva azzurri. Ma era la spezia a concederle il colore del mare.
I commenti contro il casting
Il popolo social ha già soprannominato la nuova Elena di Troia (in inglese Helen of Troy) «Helen of Detroit», ma i commenti con più mi piace sotto il trailer sono: «The face that emptied a thousand seats», con 46 mila like; «The Odyssey: Downtown LA edition», con 30 mila like. «Peak Hollywood Garbage», con 26 mila like. «I paid nothing to see this trailer and I already want my money back», 25 mila like.
Anche l’Italia va forte. «Odisseo, Perseo, Teseo…un sacco di seo!!!». «Quando ho visto l’annuncio del trailer mi è venuta una SYNCOPY».
Le parole di Lupita Nyong’o
Le recenti dichiarazioni di Lupita Nyong’o («Elena di Detroit», secondo i detrattori) non hanno di certo aiutato a calmare le acque. L’attrice, in un’intervista di promozione con Lauren Veneziani, ha criticato Omero, sostenendo che non avrebbe considerato molto la prospettiva femminile nell’Odissea. Ma non si è limitata a questo. In una seconda intervista, per il canale YouTube Jake’s Takes, ha dichiarato: «Direi. Allora, Omero, che ne pensi del tempo dato sullo schermo a queste donne, considerando quanto poco tempo hai dedicato loro?. E poi mi girerei verso di lui con uno sguardo tipo: Eh? Ti ricordi di noi?».
L’intervento di Elon Musk
A far discutere è arrivato anche Elon Musk. In un post virale su X mostra l’alto numero di dislike del trailer e scrive.
«Christopher Nolan ha profanato Omero e si è inginocchiato pur di rispettare le regole woke necessarie per vincere un Oscar. Che verme».

Musk ha anche criticato lo storico Tom Holland (omonimo dell’attore di Spider-Man). Holland aveva difeso il film sostenendo di averlo visto già due volte e di considerarlo un buon adattamento cinematografico del mito. Musk lo ha insultato su X. È la conferma che si è creata una mini guerra al mondo woke dell’Odissea.
Dal caso Biancaneve alla prova del botteghino
Da un punto di vista promozionale, è indubbio che l’operazione sia riuscita. Il trailer è diventato un caso, sotto molti aspetti un unicum: se ne discute ovunque e il film è già al centro del dibattito pubblico. Sarà interessante capire se questo si tradurrà in pubblico pagante.
Il precedente più simile è quello del live action Disney di Biancaneve. Anche lì il film è rimasto per mesi al centro di polemiche e scontri culturali, eppure si è rivelato incapace di concretizzare il rumore. Secondo The Numbers, il film ha incassato circa 205,7 milioni di dollari nel mondo, a fronte di un costo di produzione di 269,4 milioni. Esclusi i costi di marketing e promozione.
Oggi Nolan ha gli occhi di tutti puntati sul suo film. Raggi laser, pronti a colpire. Cecchini.






























