7 Nov, 2026

Nvidia, gli 007 Usa: “Il ceo Jensen Huang ebbe una relazione con una presunta spia cinese”. La società: rapporto solo professionale

Gli Stati Uniti ritengono che Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, abbia avuto una relazione sentimentale con una donna cinese reclutata da Pechino per raccogliere informazioni sul colosso dei semiconduttori. È quanto riferisce il Financial Times, che cita fonti vicine al dossier. Si tratta di accuse non provate in sede giudiziaria e riportate da fonti anonime. Nvidia respinge ogni lettura in chiave di spionaggio.

Il memo dell’intelligence

Secondo il quotidiano britannico, funzionari americani avrebbero redatto all’inizio dell’anno un documento basato su informazioni raccolte dalle agenzie di intelligence. Nel memo si concluderebbe che Huang ebbe una relazione con Alice Huang, il cui nome cinese sarebbe Huang Le. La donna è indicata come dirigente di Megaspeed, società di data center con sede a Singapore.

Il New York Times aveva già scritto nei giorni scorsi che Alice Huang sarebbe stata reclutata dal ministero della Sicurezza di Stato cinese per raccogliere informazioni sull’amministratore delegato. Secondo la ricostruzione, l’obiettivo era anche esercitare un’influenza perché Nvidia fornisse alla Cina i suoi chip più avanzati per l’intelligenza artificiale.

Il ruolo di Megaspeed

Megaspeed fa parte della rete di partner cloud di Nvidia. È questo il punto che interessa maggiormente Washington, dove le vendite di chip avanzati alla Cina sono da tempo al centro dello scontro politico e delle restrizioni sulle esportazioni. Anche i Repubblicani al Congresso stanno esaminando con attenzione i legami di Huang con la donna. Secondo The Week, tre commissioni della Camera gli avrebbero chiesto di comparire a un’audizione a porte chiuse alla fine del mese.

La posizione di Nvidia

Dopo l’articolo del New York Times, Nvidia ha dichiarato in un comunicato che i suoi partner cloud non le chiedono di sollecitare modifiche alla legislazione statunitense né di promuovere le vendite in Cina. Interpellata sulla notizia della presunta relazione, la società ha rinviato alle precedenti dichiarazioni di Jensen Huang, secondo cui il rapporto con Alice Huang era di natura puramente professionale. In altre ricostruzioni, l’azienda ha rifiutato di commentare i rapporti personali tra i due.

Nvidia sostiene inoltre che nessuna informazione sensibile sia stata ceduta ai suoi partner cloud. Al momento non risultano accuse formali né procedimenti a carico di Huang o dell’azienda.

Un dossier che pesa sui rapporti Usa-Cina

Il caso arriva in una fase delicata per Nvidia. Il gruppo è stato più volte nel mirino del Congresso per la strategia sulla Cina. L’estate scorsa i senatori Elizabeth Warren e Jim Banks avevano scritto a Huang, alla vigilia di un suo viaggio a Pechino. Gli avevano chiesto di non incontrare aziende sospettate di aiutare Pechino ad aggirare i controlli americani, in particolare quelle legate ai settori militare e dell’intelligence. In seguito l’amministrazione Trump ha autorizzato la vendita di chip H200 a clienti cinesi approvati, escludendo i modelli più avanzati.

Cosa resta da chiarire

Restano aperti diversi punti. Non è noto il contenuto integrale del memo né su quali elementi si basi la conclusione degli 007. Non sono chiari i tempi della relazione e se abbia avuto effetti concreti sulle decisioni commerciali o sulla sicurezza dei dati dell’azienda. Sarà determinante l’eventuale audizione al Congresso, dove Huang potrebbe essere chiamato a rispondere. Finora, in assenza di conferme ufficiali, il quadro resta quello di un’indagine politica e di intelligence, non di un’accusa accertata.

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