La Polonia conta i suoi morti dopo che ieri un attacco armato ha scosso il centro storico di Cracovia, nel sud del Paese. Poco dopo le 15 un uomo in abiti militari, a bordo di un’auto, ha infatti aperto il fuoco sulla folla nella Rynek Główny, la piazza del Mercato principale, simbolo della città e meta quotidiana di residenti e turisti. Il bilancio fornito dalla polizia è di cinque morti e di almeno una dozzina di feriti, tra cui due agenti. Il sospettato è stato colpito dalle forze dell’ordine e portato in ospedale.
La dinamica dell’attacco
Secondo la ricostruzione della polizia della Piccola Polonia, l’aggressore èentrato in piazza in auto e ha sparato a caso sui passanti dal veicolo in movimento. Radio Rmf Fm ha riferito che si trattava di una Subaru nera senza targa e che l’uomo disponeva di un fucile semiautomatico AR-15. Altre fonti hanno parlato di una divisa mimetica e di un volto coperto da un passamontagna, con simboli riconducibili alla galassia neonazista.
I colpi sono stati segnalati nell’area della Rynek Główny e nella zona di via Sławkowska. I soccorsi sono intervenuti anche in via Dietla. Secondo quanto riferito, l’uomo è stato fermato nei pressi dell’incrocio tra via Stradomska e via Dietla, dopo uno scontro a fuoco con gli agenti. Un video diffuso sui social mostrava un uomo, probabilmente un poliziotto, mentre interveniva sul sospettato a terra.
Un testimone ha raccontato ai media di aver visto gli agenti medicare la ferita sul posto. Le autorità avevano invitato cittadini e turisti a restare lontani dall’area e a rifugiarsi in luoghi sicuri. In serata la piazza era presidiata da polizia e servizi di emergenza.
Il bilancio e le condizioni dell’aggressore
Nelle prime ore le cifre sono cambiate. All’inizio si parlava di due morti e dieci feriti, poi la polizia ha comunicato cinque vittime. Il numero dei feriti oscillava tra dodici e quindici, secondo le fonti. La polizia ha smentito sia la notizia della morte di un agente sia quella della ricerca di un secondo responsabile.
Sulle condizioni del sospettato i resoconti non coincidono del tutto. Alcune fonti lo descrivono come piantonato in ospedale, mentre Rmf Fm ha riferito che sarebbe stato sottoposto a manovre di rianimazione.
Chi è il sospettato
Sempre secondo Rmf Fm, il sospettato è un giovane di 25 anni che avrebbe agito da solo. La polizia aveva precisato che l’autore era uno solo e che si trattava di un cittadino polacco. Non erano state diffuse ufficialmente né le generalità né informazioni sui suoi precedenti.
Il movente resta sconosciuto
Gli investigatori non hanno comunicato alcun movente. Non risultano rivendicazioni e non ci sono attualmente elementi ufficiali per attribuire l’attacco a una matrice terroristica, politica, estremista o personale. Il premier Donald Tusk aveva scritto su X di essere costantemente informato dal ministro dell’Interno sulla “tragica sparatoria” e aveva spiegato che la polizia stava esaminando il contesto e tutte le circostanze dell’attacco. Nel messaggio il termine usato era “attentato“, ma le autorità non hanno ancora indicato una pista.
Alcuni media locali avevano segnalato la presenza, nelle vicinanze, di una manifestazione contro il governo legata alle tensioni sul Tribunale costituzionale. Nessun collegamento tra la protesta e l’attacco era stato accertato.
La reazione delle istituzioni e l’Italia
Dopo l’attacco la Farnesina e l’ambasciata d’Italia a Varsavia si sono attivate per verificare se vi fossero connazionali coinvolti. Al momento non risultano comunicazioni su cittadini italiani tra le vittime. Il quadro resta tuttavia in evoluzione, mentre le autorità polacche mantengono il massimo riserbo sulle indagini.
Cosa resta da chiarire
Restavano da accertare molti elementi: l’identità e il profilo dell’aggressore, la provenienza dell’arma e dell’auto, il numero preciso delle vittime e dei feriti e le loro condizioni. Gli inquirenti avrebbero dovuto verificare anche eventuali complici o contatti. Cracovia, seconda città del Paese con oltre 800mila abitanti e una delle mete turistiche più visitate d’Europa, ha vissuto un pomeriggio di paura destinato ad avere forti ripercussioni sul dibattito sulla sicurezza in Polonia.






























