Si chiude in meno di ventiquattro ore il caso della nomina di Trifone “Nuccio” Altieri alla presidenza dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). L’ex deputato leghista ha annunciato infatti il passo indietro, al termine di forti polemiche con le opposizioni. Il governo dovrà ora avviare una nuova procedura di nomina.
La nomina e le prime critiche
Il Consiglio dei ministri aveva indicato Altieri per la guida dell’Anac e deliberato l’avvio dell’iter, che prevede poi un passaggio parlamentare. La scelta ha subito acceso lo scontro politico. Le opposizioni hanno parlato di nomina “indecente”, contestando che alla guida dell’organismo anticorruzione andasse un esponente legato alla Lega. Critiche sono arrivate anche per la designazione del deputato leghista Giulio Centemero a commissario della Consob, ma le polemiche si sono concentrate soprattutto su Altieri.
Il nodo dell’incompatibilità
Al centro delle contestazioni c’è la legge che disciplina la nomina del presidente dell’Anac. Le opposizioni l’hanno richiamata per sostenere una presunta incompatibilità, legata a un incarico ricoperto da Altieri nella Lega nel 2024. La Lega ha diffuso una puntualizzazione sul suo ruolo, che però non ha spento le polemiche.
La lettera a Meloni
In serata i capigruppo di Pd, M5s, Avs, Italia Viva e +Europa hanno scritto direttamente alla premier Giorgia Meloni, chiedendole di ritirare la nomina. Il leader del M5s Giuseppe Conte ha definito la scelta “grave“. Carlo Calenda, leader di Azione, ha accusato il governo di occupare le istituzioni, parlando di “metodo Trump” e di un possibile “gioco di scambio“.
Il passo indietro
Poche ore dopo la lettera, Altieri ha ritirato la propria disponibilità con una nota, dopo un colloquio con la presidente del Consiglio. Ha motivato la decisione con “ragioni di opportunità politica, istituzionale e personale“. Ha ringraziato Meloni, il leader leghista Matteo Salvini e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, leader di Forza Italia, per la fiducia e ha espresso amarezza per gli attacchi mediatici e le polemiche.
Cosa succede ora
Con la rinuncia di Altieri la partita per il vertice dell’Anac si riapre. Il governo dovrà individuare un nuovo nome e ripartire con la procedura prevista, mentre le opposizioni, che rivendicano l’esito della loro iniziativa, chiedono una figura di garanzia per un’autorità chiamata a vigilare su trasparenza e corruzione negli appalti pubblici. La vicenda mostra quanto resti delicato il tema delle nomine ai vertici delle istituzioni di controllo.
































