21 Ott, 2026

Ricina, riconvocato primario Rianimazione ospedale di Campobasso

Da sinistra, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita

Nell’ambito dell’inchiesta sull’avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, è stato riconvocato in Questura a Campobasso il primario del Cardarelli. Qui le due donne furono visitate


Nel pomeriggio del 21 ottobre 2026, in Questura a Campobasso, nell’ambito dell’inchiesta sul giallo di Pietracatella, è stato nuovamente sentito Vincenzo Cuzzone. E’ il primario del reparto di Rianimazione del Cardarelli di Campobasso, l’ospedale dove Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita erano state visitate per una sospetta intossicazione alimentare dopo il malessere accusato nei giorni di Natale. Malessere che poi le portò, invece, alla morte per avvelenamento da ricina. Fu lui, con la sua équipe, che tentò il tutto per tutto per rianimare, senza riuscirci, prima la quindicenne Sara e poi sua madre Antonella.

“Un semplice approfondimento”

Il responsabile della terapia intensiva è rimasto all’interno degli uffici di via Tiberio per 45 minuti. È stato riconvocato per chiarire meglio alcuni particolari sulla vicenda. Cuzzone ha nuovamente risposto a domande sulle condizioni di Sara e Antonella, poi decedute. Ma avrebbe anche potuto dover rispondere a quesiti sul ruolo dei medici tuttora indagati. “E’ stato un semplice approfondimento su questioni inerenti la nostra gestione. Magari tutto riformulato in modo più chiaro – ha detto lo stesso primario lasciando la Questura –. Ho risposto per quello che mi è stato chiesto in modo oggettivo, per quello che è stato di mia competenza”.

Attesa dalla Germania

“Dalla Germania non sono pervenuti risultati”. Lo chiarisce la procuratrice di Larino Elvira Antonelli, titolare dell’inchiesta sul duplice avvelenamento. La precisazione riguarda gli accertamenti affidati agli specialisti del Robert Koch-Institut di Berlino, Christian Herzog e Sylvia Worbs, nominati consulenti nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di madre e figlia decedute tra il 27 e il 28 dicembre 2025. Gli specialisti tedeschi sono stati incaricati di svolgere una serie di accertamenti sui campioni biologici delle vittime, sui reperti alimentari sequestrati nell’abitazione della famiglia e sul sangue di Gianni e Alice Di Vita per la ricerca di eventuali anticorpi contro la ricina.

A questi accertamenti si è aggiunto il materiale raccolto durante il sopralluogo tecnico del 30 luglio nell’abitazione di Pietracatella, effettuato dagli specialisti tedeschi insieme agli investigatori italiani e al Bka. In quell’occasione furono acquisiti 131 campioni e reperti, successivamente destinati agli approfondimenti di laboratorio. Nelle scorse settimane la Procura aveva già fatto sapere di essere ancora in attesa degli esiti degli accertamenti tedeschi. La comunicazione di oggi chiarisce dunque che, al 21 ottobre, dalla Germania non è ancora pervenuto alcun risultato.

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