Un uomo di 44 anni tenta di dare fuoco alla ex moglie e madre dei suoi figli a Bari, dopo averla raggiunta sul posto di lavoro. Salva grazie alla sorella
Ha aggredito la ex moglie e madre dei suoi due bambini ancora piccoli, provando a darle fuoco. Per questo un uomo di 44 anni è stato arrestato a Bari dalla Polizia con le accuse di tentato femminicidio e maltrattamenti in famiglia. L’episodio risale al 9 ottobre 2026, quando l’indagato ha raggiunto la vittima mentre era a lavoro, in centro a Bari. Tra i due è scoppiata una lite poi degenerata. L’uomo ha cosparso il corpo della donna di alcol etilico, provando a darle fuoco. L’accendino però gli è sfuggito di mano e la ex moglie ha reagito, salvandosi.
La scena ripresa dalle telecamere
Quando l’uomo ha perso l’accendino, secondo le ricostruzioni emerse finora, c’è stata una colluttazione tra i due ex coniugi al termine della quale la donna, presa dalla disperazione, si è impossessata a sua volta dell’accendino per darsi fuoco. Resasi conto di quello che aveva appena fatto, è riuscita a sfilarsi i vestiti mentre la sorella, presente alla scena, è riuscita a metterle la testa sotto l’acqua. Fortunatamente, la donna non ha riportato lesioni gravi. Tutta la scena è stata registrata dalle telecamere di videosorveglianza presenti nel posto di lavoro e le immagini, assieme alla denuncia presentata dalla vittima che ha raccontato anche dei maltrattamenti subiti nel corso del tempo, hanno permesso agli agenti della squadra mobile di Bari di arrestare l’uomo e portarlo in carcere.
Le minacce prima dell’aggressione
Le indagini hanno fatto emergere una serie di messaggi minatori inviati dall’uomo poche ore prima dell’aggressione. In uno di questi avrebbe scritto all’ex moglie: “Facciamo una scommessa, giacché vuoi giocare, o la benzina a te o la benzina a tua madre”. Secondo gli investigatori, il 44enne avrebbe poi rincarato la dose con altre minacce: “Tu muori prima di me oggi, vengo là e ti sbrano, ti uccido”. Le indagini hanno accertato maltrattamenti fisici e psicologici iniziati nel 2010 e andati avanti anche dopo la separazione. A dicembre 2025 la donna lo aveva già denunciato.
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