14 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

14 Ago, 2026

Dopo Leavitt, Trump cerca la nuova voce della Casa Bianca: tutti i nomi in corsa

Karoline Leavitt

Da Monica Crowley a Scott Jennings, Jason Miller, Alina Habba e Anna Kelly: nella cerchia di Trump circolano molti nomi, ma nessuno sembra in grado di replicare subito il ruolo costruito da Leavitt


La partenza di Karoline Leavitt dalla Casa Bianca ha colto di sorpresa anche una parte dell’amministrazione Trump. E ora, attorno al presidente, è partita la ricerca del successore.

Il problema è che non c’è un erede naturale.

Nel giro di poche ore sono circolati nomi provenienti dall’amministrazione, dal mondo MAGA e dalla televisione: Monica Crowley, Scott Jennings, Jason Miller, Alina Habba, Anna Kelly. Qualcuno ha fatto anche il nome di Katie Miller, moglie del vicecapo di gabinetto Stephen Miller, ma l’ipotesi sarebbe già stata esclusa da ambienti vicini alla Casa Bianca.

Secondo fonti citate da Politico, l’uscita di Leavitt non era stata pianificata con largo anticipo e Trump intenderebbe quindi prendersi del tempo prima di decidere.

Non c’è un successore designato

Leavitt lascerà formalmente l’incarico alla fine del mese per trascorrere più tempo con la famiglia, dopo essere tornata recentemente dal congedo di maternità per la nascita del secondo figlio. Continuerà però a lavorare con Trump come consigliera esterna.

La Casa Bianca, almeno per ora, non ha indicato chi prenderà il suo posto e non ha chiarito neppure se, in una fase transitoria, alcuni membri dell’amministrazione potranno alternarsi nel rapporto con la stampa, come era già accaduto durante il congedo di maternità di Leavitt. Un alto funzionario ha sintetizzato così la situazione: «Stiamo ancora cercando di capire. Non è stato deciso nulla».

Monica Crowley, Scott Jennings, Miller e Habba

Tra i nomi fatti negli ambienti vicini al presidente c’è quello di Monica Crowley, attuale capo del protocollo di Trump e volto storico dei media conservatori.

Circola anche il nome di Scott Jennings, commentatore della CNN molto vicino alle posizioni repubblicane, oltre a quello di Jason Miller, storico portavoce delle campagne elettorali di Trump. Un’altra possibilità è Alina Habba, ex avvocata personale del presidente e una delle sue più combattive interpreti televisive.

Dentro la stessa struttura della Casa Bianca, invece, viene considerata Anna Kelly, una delle vice di Leavitt, che negli ultimi mesi ha assunto responsabilità sempre maggiori e ha partecipato a numerose trasmissioni televisive.

Katie Miller? «Non succederà»

È stato fatto anche il nome di Katie Miller, ex funzionaria dell’amministrazione Trump e moglie di Stephen Miller. Ma una delle fonti vicine alla Casa Bianca ha liquidato l’ipotesi senza mezzi termini: «Non succederà».

La sensazione è che Trump non voglia limitarsi a una promozione interna automatica, ma condurre una vera ricerca che coinvolga personalità televisive, membri dell’amministrazione e figure del suo cerchio più ristretto.

Il problema non è soltanto andare in tv

La difficoltà principale, però, non è trovare qualcuno capace di difendere Trump davanti alle telecamere. Nel mondo MAGA le alternative non mancano. La parte più difficile sarà replicare ciò che Leavitt faceva lontano dalle telecamere.

Una fonte vicina all’amministrazione ha spiegato che la portavoce era riuscita a combinare due ruoli: essere una difenditrice molto efficace del presidente e, contemporaneamente, mantenere un rapporto costante con i giornalisti durante la preparazione dei loro articoli.

«Chiunque può andare in televisione e ripetere i talking point», ha osservato la fonte. «Il prossimo dovrà eguagliare anche il suo lavoro dietro le quinte con la stampa». Ed è proprio questa combinazione a rendere la successione complicata.

La rivoluzione della sala stampa

Durante il suo mandato Leavitt ha trasformato anche il modo in cui la Casa Bianca gestisce la stampa. Fin dal primo briefing, nel gennaio 2025, aveva annunciato l’apertura della sala a quelli che aveva definito “nuovi media”: podcaster, creator, servizi di streaming e voci provenienti dal mondo conservatore.

La Casa Bianca aveva inoltre assunto direttamente il controllo sulla composizione del pool presidenziale, cioè il ristretto gruppo di giornalisti autorizzato a seguire Trump negli spostamenti e negli eventi più importanti. In precedenza era la White House Correspondents’ Association a organizzare quel sistema.

Il successore di Leavitt dovrà quindi decidere se proseguire sulla stessa linea e soprattutto se mantenere la frequenza dei briefing televisivi che lei aveva riportato al centro della comunicazione presidenziale.

E se Trump decidesse di fare da solo?

C’è infine un’altra possibilità: che Trump riduca il ruolo stesso del nuovo portavoce. Il presidente parla continuamente con i giornalisti, spesso per lunghi scambi improvvisati, e funziona già di fatto come principale portavoce della propria amministrazione.

Durante il suo primo mandato, inoltre, i briefing della Casa Bianca erano progressivamente diminuiti. Stephanie Grisham arrivò addirittura a trascorrere l’intero periodo da portavoce senza tenere una sola conferenza stampa formale.

Leavitt aveva invertito quella tendenza, riportando il briefing televisivo a essere un appuntamento regolare.

Adesso la domanda non è soltanto chi la sostituirà, ma anche se Trump vorrà davvero qualcuno che svolga il ruolo nello stesso modo. Perché trovare un volto televisivo fedele al presidente potrebbe essere relativamente semplice. Trovare un’altra Karoline Leavitt, invece, sembra molto più difficile.

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