Alta velocità, dieci arresti domiciliari e misure cautelari. Nel cantiere di Grottaminarda contestato anche l’impiego di calcestruzzo con valori di resistenza inferiori a quelli previsti. L’opera vale circa 5,8 miliardi di euro
Fra Napoli e Bari gli antagonisti no-Tav non avranno bisogno di intervenire: per il momento ci ha pensato la magistratura.
Sono in tutto una ventina i provvedimenti cautelari emessi dal Giudice per le Indagini preliminari di Napoli, Federica Girardi, nei confronti di imprenditori, funzionari pubblici e incaricati di pubblico servizio i quali, secondo la procura e la Guardia di Finanza, avevano allestito un sistema di rapporti corruttivi che avrebbe agevolato determinate imprese nell’ottenimento delle commesse sui lavori dell’Alta Velocità in quella tratta, nell’esecuzione e contabilizzazione dei lavori, nonché nei controlli e nei pagamenti.
Oggi il Gip ha autorizzato dieci arresti domiciliari, sette obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria (in due casi accompagnati dalla sospensione dall’esercizio del pubblico servizio) e tre sospensioni.
Denaro, orologi, automobili e vacanze
Denaro e orologi, automobili e vacanze, anche assunzioni, per favorire determinate imprese nell’aggiudicarsi contratti e commesse: è la radice, secondo la ricostruzione degli inquirenti, di un sistema in cui abbondano irregolarità di vario genere, dall’utilizzo di materiali scadenti allo sfruttamento della manodopera, lavoratori costretti a turni che si protraevano anche fino a venti ore, retribuzioni inadeguate, irregolarità relative ai permessi di soggiorno, violazioni delle norme in materia di sicurezza e nello smaltimento dei materiali.
Il calcestruzzo scadente nel cantiere
Gli accertamenti hanno fatto emergere, fra l’altro, una presunta frode nelle pubbliche forniture relativa al calcestruzzo impiegato nel cantiere di Grottaminarda, fra Avellino e Benevento, dove sarebbero stati rilevati valori di resistenza inferiori a quelli previsti dal progetto. Il Gip sottolinea la «straordinaria gravità» dell’impiego di calcestruzzo di scarsa qualità e non conforme alle prescrizioni, sotto il profilo oltretutto della sicurezza dell’opera.
I 14mila euro nelle scatole dei panettoni
È stato il pm Henry John Woodcock a coordinare le indagini, che si sono protratte per mesi prima di far scattare i provvedimenti: fra le note più colorite un intervento della GdF napoletana che risale al Natale scorso, quando i finanzieri trovarono 14mila euro in contanti, nascosti in scatole di panettoni e biscotti destinati a persone coinvolte nella gestione delle commesse.
Gratteri: «È il sistema normativo che non funziona»
Nicola Gratteri ha commentato la vicenda: «È il sistema normativo che è soprattutto preventivo che non funziona – ha detto il procuratore della Repubblica di Napoli, interpellato in proposito – Come, ad esempio, l’idea che per qualsiasi opera si costruisca è possibile il subappalto». Subappalto che sarebbe l’anello più debole nella catena degli appalti pubblici: «Sappiamo che spesso quando c’è un passaggio, uno step, lì c’è la mazzetta e poi la difformità all’opera».
La Tav Napoli-Bari è finanziata anche con risorse del Pnrr: l’impegno economico complessivo per l’opera ammonta a circa 5,8 miliardi di euro.






























