Il conduttore di Report Sigfrido Ranucci scrive su Facebook una riflessione sul rapporto tra verità e potere. Intanto Lavitola è davanti al gip a Rebibbia, Tavares resta latitante e il Comitato etico Rai valuta il futuro del programma
«Ho imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza».
È il nuovo intervento di Sigfrido Ranucci, che affida a Facebook una riflessione dal titolo La voce che spaventa mentre a Rebibbia è in corso l’interrogatorio di garanzia di Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell’attentato dinamitardo contro il conduttore di Report avvenuto il 16 ottobre scorso a Pomezia.
Ranucci: «Avevano visto prima degli altri»
Nel suo post Ranucci richiama alcune delle figure più drammaticamente simboliche della storia repubblicana.
«Muoiono tutti nello stesso modo – scrive – non tanto per la pallottola o per il tritolo, quanto per aver visto un attimo prima degli altri il disegno di cui erano parte, e per aver tentato, con l’ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo a voce alta».
Parole che arrivano nel pieno della nuova fase dell’inchiesta sull’attentato subito dal giornalista e mentre continua anche il confronto politico e interno alla Rai sul futuro della conduzione di Report.
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Lavitola confessa al gip a Rebibbia
Quando ha scritto il post nel carcere romano di Rebibbia era in corso l’interrogatorio di garanzia di Valter Lavitola.
L’ex editore e faccendiere ha confessato di di essere il mandante dell’attentato del 16 ottobre, quando un ordigno esplose davanti all’abitazione di Ranucci a Pomezia.
I magistrati della Direzione distrettuale antimafia gli contestano anche l’aggravante del metodo mafioso.
Tavares resta latitante
Resta invece latitante Gomes Clesio Tavares, factotum di Lavitola e ritenuto dagli investigatori l’intermediario con la banda che avrebbe materialmente piazzato l’ordigno.
L’uomo si troverebbe in Africa e la Procura è pronta ad avviare la procedura per chiederne l’estradizione in Italia. Secondo l’impianto accusatorio, Tavares avrebbe avuto un ruolo centrale nel collegamento tra il presunto mandante e gli esecutori materiali dell’attentato.
Il Comitato etico Rai sul futuro di Report
Parallelamente all’inchiesta giudiziaria si muove anche la Rai. Si è riunito il Comitato etico dell’azienda, chiamato a formulare un parere sulla vicenda che coinvolge Ranucci e sulle possibili conseguenze per la conduzione di Report.
La relazione potrebbe essere trasmessa già oggi all’amministratore delegato, che dovrà poi compiere le proprie valutazioni.
Sul tavolo restano le indiscrezioni su una possibile sostituzione di Ranucci alla guida del programma. Al momento, però, appare improbabile che il nome di un eventuale successore possa emergere in tempi brevi. La vicenda giudiziaria e quella interna alla Rai continuano così a intrecciarsi, mentre Ranucci sceglie di intervenire pubblicamente spostando il discorso su un piano più ampio: quello del rapporto tra verità, potere e rischio personale per chi decide di raccontare ciò che vede.
































