11 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

11 Ago, 2026

Truth Social perde utenti, ma i post di Trump valgono oro a Wall Street

Truth Social e Trump

A luglio i visitatori della piattaforma Truth Social sono scesi di circa il 36% rispetto a un anno fa. Intanto Trump Media perde 238 milioni nel trimestre e vende agli operatori finanziari un accesso più rapido ai post del presidente


Donald Trump continua a usare Truth Social come uno dei principali megafoni della presidenza. Un singolo post detta l’agenda politica e, quasi immediatamente, scuote i mercati finanziari. Ma ormai è superato, forse i toni, forse le fake news, fatto sta che Truth sta perdendo utenti.

Il traffico di Truth Social è infatti calato nettamente durante l’estate. Secondo le stime di Similarweb, società specializzata nell’analisi del traffico online, a luglio i visitatori mensili sono diminuiti di circa il 36% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un arretramento a doppia cifra era stato registrato anche a giugno.

Il dato è ancora più significativo se confrontato con l’andamento delle principali piattaforme concorrenti, come X e Threads, che invece hanno registrato un aumento di visite negli stessi mesi. Musk sa farlo meglio, non c’è dubbio su questo.

Nei primi sette mesi del 2025 Truth Social aveva totalizzato in media circa 28 milioni di visite mensili. Nello stesso periodo del 2026 la media è scesa a circa 25 milioni.

Howard Polskin, fondatore della newsletter TheRighting e osservatore dei media conservatori americani, intervistato dal New York Times, si è sorpreso soprattutto dalla velocità della flessione. Trump utilizza infatti quotidianamente Truth Social per annunci politici, attacchi agli avversari e comunicazioni che vengono rilanciate dai media di tutto il mondo.

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Trump Media perde 238 milioni nel trimestre

Il calo arriva in un momento particolarmente delicato per Trump Media & Technology Group, la società che controlla Truth Social e che Trump ha contribuito a fondare.

L’azienda ha comunicato una perdita netta di 238,1 milioni di dollari nel secondo trimestre, chiuso il 30 giugno. Secondo Trump Media, una parte consistente del rosso è legata alla diminuzione di valore dei suoi investimenti in criptovalute e altri asset digitali.

Poco più di un anno fa la società aveva investito oltre 2 miliardi di dollari in Bitcoin, puntando su un ulteriore aumento della criptovaluta. La discesa delle quotazioni ha ridotto il valore dell’investimento.

C’è comunque un dato positivo nei conti: i ricavi trimestrali hanno raggiunto 1,7 milioni di dollari, in aumento dell’89% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una parte importante degli introiti continua ad arrivare dalla pubblicità su Truth Social e dagli altri prodotti collegati alla piattaforma.

Il costo di leggere Trump prima degli altri

Trump Media sta però cercando nuove fonti di ricavo. Una punta sul valore finanziario dei messaggi del presidente.

La società ha lanciato un servizio destinato agli operatori di Wall Street che permette di ricevere i post di Trump su Truth Social con un leggerissimo anticipo rispetto alla normale distribuzione pubblica. Il servizio può costare fino a 100 mila dollari al mese.

L’obiettivo è evidente: sfruttare la capacità delle dichiarazioni del presidente di provocare movimenti immediati sui mercati, soprattutto quando riguardano dazi, guerra in Iran o politica economica.

Secondo Kevin McGurn, amministratore delegato ad interim di Trump Media, più di dieci clienti, in gran parte società di trading, hanno già sottoscritto il servizio. L’iniziativa ha però provocato polemiche a Washington. Alcuni esponenti democratici del Congresso sostengono che vendere un accesso anticipato alle dichiarazioni del presidente sollevi problemi di conflitto d’interessi.

Trump Media respinge le accuse. McGurn sostiene che si tratta semplicemente di fornire più rapidamente contenuti comunque destinati a diventare pubblici, pratica secondo la società, già diffusa nel settore dell’informazione finanziaria.

I post di Trump che muovono Wall Street

Il valore commerciale del servizio nasce soprattutto dalla capacità delle dichiarazioni di Trump di influenzare i mercati.

Un’analisi della società di ricerca finanziaria Fundstrat e riportata dal Nyt indica che le dichiarazioni del presidente, pubblicate su Truth Social o pronunciate pubblicamente, hanno coinciso sia con le cinque migliori sia con le cinque peggiori sedute dell’S&P 500 da quando Trump è tornato alla Casa Bianca.

In quattro di quelle giornate, gli scossoni del mercato sono arrivati dopo post del presidente sulla guerra con l’Iran o i dazi.

Non importa se Truth Social perde utenti. Importa quali.

Il titolo Trump Media ha perso circa l’80%

Anche Wall Street, tuttavia, continua a mostrare forti dubbi sulla società. Le azioni di Trump Media hanno perso circa l’80% del loro valore rispetto alla quotazione in Borsa del marzo 2024. Alla chiusura di lunedì il titolo valeva 9,39 dollari.

Trump non ricopre formalmente incarichi nella società, ma suo figlio Donald Trump Jr. siede nel consiglio di amministrazione e supervisiona un trust che controlla le quasi 115 milioni di azioni riconducibili al presidente.

Ai prezzi attuali, la partecipazione di Trump vale circa 1,1 miliardi di dollari. La società, che conta soltanto alcune decine di dipendenti, sta cercando da tempo di diversificare le proprie attività. Tra le operazioni più importanti c’è il progetto di fusione con TAE Technologies, società impegnata nel settore dell’energia da fusione, che dovrebbe essere completato entro la fine dell’anno.

La sfida resta però quella di trasformare l’enorme visibilità politica di Donald Trump in un’attività economicamente sostenibile. Poca Truth, quasi zero social, molto rich.

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