Il Parlamento approva con 468 voti favorevoli il primo provvedimento legislativo del processo di disarmo. Nessuna indicazione, invece, sul futuro di Abdullah Öcalan, detenuto dal 1999
Il Parlamento turco ha approvato una legge che apre a un’amnistia limitata per i militanti curdi del Pkk che depongono le armi, segnando un primo passo legislativo nel processo che punta a chiudere decenni di conflitto tra Ankara e il Partito dei Lavoratori del Kurdistan.
Il provvedimento è stato approvato con 468 voti favorevoli, 88 contrari e sei astensioni. Il testo prevede la possibilità per alcuni combattenti del Pkk di abbandonare la lotta armata e tornare alla vita civile.
Il primo passo verso la fine del conflitto
La legge rappresenta una svolta nel lungo conflitto tra lo Stato turco e il Pkk, segnato per decenni da violenze e scontri.
L’obiettivo è accompagnare il processo di disarmo attraverso una forma limitata di amnistia destinata ai militanti che accettano di deporre le armi e rientrare nella società civile. Il provvedimento non prevede dunque un’amnistia generalizzata, ma introduce un percorso specifico per una parte degli appartenenti all’organizzazione.
Il nodo Öcalan resta aperto
La legge non chiarisce però quale sarà il destino di Abdullah Öcalan, fondatore e leader storico del Pkk.
Öcalan, 77 anni, è detenuto dal 1999 e sta scontando l’ergastolo in regime di isolamento. È stato proprio lui a farsi promotore del processo che ha portato all’attuale fase di disarmo e alla svolta politica culminata nel voto del Parlamento.
Il testo approvato dai deputati turchi non contiene tuttavia alcun riferimento alla sua posizione né a eventuali modifiche delle condizioni della sua detenzione. La sorte del leader curdo resta così uno dei nodi politici più delicati di un processo che, con il voto di Ankara, entra ora in una nuova fase.































