6 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

6 Lug, 2026

Kiev sotto attacco alla vigilia del vertice Nato: 11 morti. Zelensky: «Servono Patriot»

Attacco russo in Ucraina

Mosca lancia 68 missili e 351 droni sulla capitale ucraina e sulla regione circostante. La difesa aerea intercetta droni e missili da crociera, ma non i balistici: Kiev chiede più intercettori


Kiev è stata colpita nella notte da una nuova ondata di missili e droni russi, il secondo grande attacco contro la capitale ucraina in meno di una settimana e alla vigilia del vertice Nato di Ankara, dove la guerra in Ucraina sarà al centro dei colloqui.

Le esplosioni hanno scosso la città per ore. Fumo nero si è alzato su diversi quartieri all’alba, mentre i soccorritori intervenivano tra incendi, palazzi danneggiati e appartamenti sventrati. Il sindaco Vitali Klitschko ha invitato i residenti a restare nei rifugi mentre l’amministrazione militare segnalava missili balistici in arrivo.

Il bilancio a Kiev

Il bilancio dell’attacco è di 11 morti. Sempre numeri provvisori. Lo ha annunciato Klitschko su Telegram, precisando che uno dei feriti è morto in ospedale nella mattinata. I feriti sono almeno 46, 27 dei quali ricoverati. Tra loro ci sono tre bambini.

Le operazioni di soccorso sono ancora in corso e il numero definitivo delle vittime resta in aggiornamento. Danni e distruzioni sono stati registrati in almeno quattro quartieri della capitale: Darnytskyi, Podilskyi, Holosiivskyi e Obolonskyi.

Palazzi colpiti e persone intrappolate

Nel distretto di Podilskyi, gli appartamenti dal quinto al nono piano di un edificio sono stati distrutti. Nel quartiere di Darnytskyi un incendio ha devastato appartamenti tra il secondo e il quinto piano di un palazzo di 25 piani. In un altro complesso, i detriti caduti dopo le esplosioni hanno incendiato alcuni appartamenti di un grattacielo di 30 piani. Secondo le autorità locali, almeno un edificio residenziale è stato colpito direttamente e alcune persone sono rimaste intrappolate tra le macerie.

L’indagine per crimine di guerra

La Procura di Kiev ha aperto un’indagine preliminare per crimine di guerra. Secondo la Procura generale ucraina, l’epicentro degli impatti e della caduta dei frammenti di armi russe si trova nei distretti di Darnytskyi e Podilskyi. Per Kiev, l’attacco conferma ancora una volta la natura indiscriminata dei raid russi contro aree urbane e infrastrutture civili.

Il buco nella difesa aerea

Il dato più allarmante arriva però dall’Aeronautica militare ucraina: nella notte le difese non sono riuscite ad abbattere nessuno dei 29 missili russi che viaggiavano su traiettoria balistica. «L’indicatore è basso, per usare un eufemismo», ha detto il colonnello Yuriy Ignat, portavoce dell’Aeronautica, citato da Ukrainska Pravda. Il problema, ha spiegato, è la carenza di intercettori per i sistemi Patriot, gli unici in grado di fermare efficacemente i missili balistici.

«Serve qualcosa per abbattere i missili balistici. I sistemi ci sono, serve un rifornimento costante di missili», ha aggiunto Ignat. Secondo Kiev, Mosca sta sfruttando proprio la scarsità di intercettori PAC-2 e PAC-3, concentrando sempre più gli attacchi sui vettori balistici.

Il post di Zelensky

«La scorsa notte Kiev è stata colpita da un massiccio attacco russo. La Russia ha lanciato 68 missili e 351 droni d’attacco. Le operazioni di intervento sono ancora in corso. Danni sono stati registrati in più di 10 punti della città, compresi edifici residenziali. Al momento è confermato che, tragicamente, undici persone sono state uccise». Scrive su X il presidente ucraino.

«I nostri militari hanno fatto bene oggi nell’intercettare droni e missili da crociera, ma purtroppo non i missili balistici russi. E la ragione sta nell’insufficiente fornitura di missili intercettori. È di importanza cruciale che il mondo — prima di tutto gli Stati Uniti e i nostri partner europei — esca dal vertice Nato di Ankara con decisioni forti a sostegno della nostra difesa aerea, e quindi della protezione della vita delle persone comuni. Finché i missili Patriot resteranno nei depositi dei nostri alleati, la Russia sarà soltanto incoraggiata a continuare a «sconfiggere» edifici residenziali. Gli Stati Uniti e l’Europa hanno forza sufficiente per fermare questo terrore».

La rivendicazione di Mosca

Il ministero della Difesa russo ha rivendicato il raid sostenendo di aver colpito impianti militari-industriali e infrastrutture energetiche a Kiev. Secondo Mosca, l’attacco è stato condotto con armi di precisione a lungo raggio, terrestri, aeree e navali, oltre che con droni d’attacco. Tra gli obiettivi indicati dalla Russia ci sarebbero anche aeroporti militari nelle regioni di Dnipropetrovsk, Poltava, Cherkasy, Chernihiv e Kiev.

Il vertice Nato ad Ankara

L’attacco arriva mentre Volodymyr Zelensky si prepara a partecipare al vertice Nato in Turchia. Il presidente ucraino aveva avvertito nelle scorse ore che la Russia stava preparando «un nuovo massiccio attacco» contro la capitale.

Il vertice di Ankara si apre martedì e sarà dominato dalla risposta dell’Alleanza alla guerra in Ucraina. Per Kiev, dopo due raid devastanti in pochi giorni, la richiesta agli alleati è sempre la stessa: più difesa aerea, più intercettori, più Patriot.

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