Caso Garlasco, Alberto Stasi esce dal carcere: ill Tribunale di sorveglianza gli concede l’affidamento in prova ai servizi sociali
Alberto Stasi esce dal carcere di Bollate e ottiene l’affidamento in prova ai servizi sociali. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Milano accogliendo l’istanza della difesa, su cui la Procura generale aveva dato parere favorevole. Si tratta della stessa procura che sta valutando la richiesta di revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Stasi come unico responsabile dell’omicidio di Garlasco. L’ex fidanzato di Chiara Poggi si è sempre proclamato innocente per quel delitto.
La notizia, anticipata dal Tg La7, è stata confermata all’ANSA da fonti qualificate. Stasi era in regime di semilibertà.
La concessione dell’affidamento in prova non è collegata con l’eventuale procedimento di revisione del suo processo, per la quale la difesa presenterà istanza.
L’ordinanza entro 5 giorni
Alberto Stasi è comunque ancora in attesa del provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Milano sull’affidamento in prova ai servizi sociali. Ciò perché i giudici, dopo l’udienza che si è svolta nel pomeriggio di oggi in gran segreto, sono tecnicamente in riserva dopo la camera di consiglio, e dovrebbero depositare l’ordinanza entro cinque giorni.
Dalla Procura generale, diretta da Francesca Nanni e col sostituto pg Valeria Marino, è arrivato parere positivo per la sua buona condotta da detenuto, anche in semilibertà, in questi anni e per le relazione positive dell’équipe del carcere di Bollate. Parere che, assieme ai tempi (fine pena nel 2028, detenuto dal 2015 con pena definitiva di 16 anni per il delitto di Garlasco) e ai benefici già ottenuti (prima il lavoro esterno e poi la semilibertà) porta come una sorta di automatismo all’affidamento in prova ai servizi sociali per scontare la pena residua.
Le domande dei magistrati
Alberto Stasi era presente in aula, nell’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza. E ha risposto, come accade in questi casi, alle domande dei magistrati che di solito vertono sulla vita in carcere, sul lavoro e sui comportamenti dietro le sbarre.
A lui, in particolare, sono state poste pochissime domande e l’udienza è durata circa mezz’ora. La sostituta pg Valeria Marino ha dato il suo parere favorevole all’affidamento in prova ai servizi sociali, sottolineando la buona condotta, le relazioni positive del carcere e in particolare dell’area educativa. Ma anche il comportamento tenuto dal condannato dopo un’intervista televisiva, per la quale la Procura generale milanese aveva chiesto di annullare con rinvio il provvedimento con cui Stasi aveva ottenuto la semilibertà nell’aprile 2025. La Cassazione, però, l’aveva confermata.
Il risarcimento ai Poggi
La pg oggi ha messo in luce anche il fatto che l’ex bocconiano era presente in aula, pronto al confronto e con atteggiamento pacato. Non ha fatto più interviste e, sempre secondo il parere positivo della Procura generale, ha accettato la condanna. Anche se ovviamente può continuare a proclamarsi innocente. E sta risarcendo i familiari di Chiara Poggi.
Un percorso di volontariato
L’udienza di oggi si inserisce in un percorso naturale per i detenuti a fine pena. Potrà continuare a lavorare dove già lavora, ossia come contabile in uno studio in centro a Milano. Di solito in questi casi, è stato chiarito, al lavoro si affianca anche un percorso di volontariato. Nel provvedimento, che sarà depositato entro cinque giorni, il Tribunale indicherà le prescrizioni, come l’orario di rientro, il fatto che non potrà lasciare l’Italia, né semmai anche rilasciare interviste. Tecnicamente non sarà libero, anche se non dovrà più rientrare in carcere la sera, come accadeva con la semilibertà. Finirà di scontare la pena in affidamento, misura alternativa al carcere che può essere revocata se non si rispettano indicazioni e prescrizioni.
Non tornerà a Garlasco
Secondo La7, Stasi non tornerà a vivere a Garlasco, ma in una casa che prenderà in affitto in un paese vicino a Milano.
La nuova inchiesta
Dopo che la Procura di Pavia ha chiuso l’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi nei confronti di Andrea Sempio, ritenendolo responsabile del delitto avvenuto il 13 agosto 2007, si aprono nuovi scenari e tra questi che Alberto Stasi colui che è stato il fidanzato di Chiara Poggi, condannato a 16 anni, torni uomo libero.
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