12 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

9 Giu, 2026

Ponte sullo Stretto, indagine per corruzione: presunte pressioni sulla Corte dei Conti

Ponte sullo Stretto

La Procura di Roma ipotizza un tentativo di condizionare il giudizio della Corte dei Conti sul progetto del Ponte sullo Stretto. Perquisizioni a carico di tre persone, tra cui un ex presidente aggiunto della magistratura contabile


La Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. L’inchiesta non riguarda l’opera in sé, ma presunti tentativi di influenzare il controllo di legittimità esercitato dalla Corte dei Conti sul progetto definitivo.

Su delega dei magistrati, i carabinieri del Ros hanno eseguito perquisizioni nei confronti di tre persone: un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, andato in pensione nel febbraio scorso, un avvocato già componente del consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina Spa e un imprenditore.

Le presunte pressioni sulla Corte dei Conti

Secondo quanto riferito dalla Procura, le indagini avrebbero documentato condotte finalizzate a condizionare l’esame della Corte dei Conti relativo all’approvazione del progetto definitivo dell’infrastruttura. L’ipotesi accusatoria sostiene che l’avvocato e l’imprenditore avrebbero cercato di ottenere un orientamento favorevole al progetto avvicinando il magistrato contabile e prospettandogli un sostegno per future nomine in enti pubblici dopo il pensionamento.

L’obiettivo, secondo gli investigatori, sarebbe stato quello di favorire gli interessi della società Stretto di Messina Spa durante la fase di valutazione dell’opera.

Le promesse di incarichi dopo il pensionamento

Nella nota della Procura si afferma che il magistrato avrebbe fornito aggiornamenti costanti sull’andamento della procedura all’interno della Corte dei Conti. Agli atti dell’indagine figurano inoltre presunte informazioni riservate sugli orientamenti di altri magistrati contabili e sull’evoluzione della discussione in camera di consiglio.

Secondo l’accusa, il giudice avrebbe anche manifestato interesse a ricoprire incarichi di prestigio dopo la fine della carriera, tra cui la presidenza dell’Autorità Antitrust o ruoli ai vertici di società partecipate. Gli inquirenti contestano inoltre la presunta divulgazione a soggetti terzi di informazioni coperte da segreto.

Perquisizioni in tre regioni

Le perquisizioni sono state eseguite a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone. Nel corso delle attività investigative sono stati sequestrati dispositivi elettronici e documentazione che verranno ora analizzati dagli investigatori per verificare la loro eventuale rilevanza rispetto alle ipotesi di reato contestate.

La Procura sottolinea che le accuse sono al momento oggetto di accertamento e che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.

La replica della società Stretto di Messina

La società Stretto di Messina ha preso le distanze dall’inchiesta. «Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la società è totalmente estranea», ha dichiarato l’amministratore delegato Pietro Ciucci.

La società ha assicurato la massima collaborazione con gli inquirenti e ha ribadito di voler proseguire il lavoro per la realizzazione dell’opera «con massima trasparenza». «La società prosegue nel suo impegno di realizzare il Ponte sullo Stretto per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal governo, conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei Conti», ha aggiunto Ciucci.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA