12 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

11 Mag, 2026

«Sempio alle 9 e mezza a casa della vittima». Per i pm Stasi ha un alibi

Andrea Sempio giovane

Nelle carte della Procura di Pavia un’intercettazione in cui Andrea Sempio sembra svelare l’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio. Legali Stasi: si accelera sulla revisione


Dalla rilettura di un’intercettazione ambientale del 2017 i pm della Procura di Pavia, nelle nuove indagini sul delitto di Garlasco chiuse nei giorni scorsi, arrivano a sostenere anche che Andrea Sempio in uno dei suoi soliloqui “sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio”.

Nelle trascrizioni dell’audio dell’8 febbraio 2017 si legge che il 38enne dice: “È successo qualcosa quel giorno (…) era sempre lì a casa (…) però cazzo (…) alle nove e mezza”.  

In quell’audio di nove anni fa Sempio diceva, per come trascritto: “È successo qualcosa quel giorno … inc (ossia incomprensibile, ndr) … era sempre lì a casa … inc … io non so se lei ha detto che lavorava … inc … però cazzo, oh … inc … alle nove e mezza (9.30) a casa… inc”. In questa conversazione, scrivono l’aggiunto Stefano Civardi e le pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza – “considerato anche quanto emerso” da quella ormai nota del 14 aprile 2025 in cui parlava, per l’accusa, delle chiamate a casa di Chiara Poggi, del video intimo e del rifiuto da parte della studentessa – “l’indagato sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio”.

Il nuovo orario della morte che scagiona Stasi

Nella ricostruzione, basata anche sulla nuova consulenza medico legale di Cristina Cattaneo, gli inquirenti scrivono che, dato per certo che Chiara disattivò l’allarme della villetta alle 9.12, “per semplice somma di orari, essendo trascorsa al minimo mezzora fra l’inizio della digestione” della colazione “e la morte, alle 9.45 Chiara Poggi era viva”. E appare “del tutto irragionevole che possa essere stata uccisa da chi alle 9.35 era a casa propria davanti al proprio computer”, ossia Alberto Stasi, “a 1,7 chilometri di distanza dalla vittima”.

Stasi, dunque, totalmente scagionato dai pm, aveva “un alibi”. Non così, secondo i pm, Sempio, che sulla base di quell’intercettazione sarebbe entrato nella casa verso le 9.30 e alle 9.58 avrebbe telefonato, in base ai tabulati, all’amico Mattia Capra. Sempre secondo la consulenza medico legale, la fase della colluttazione, dell’aggressione e dell’omicidio sarebbe durata circa 15-20 minuti. Per i pm, poi, la serata precedente all’omicidio “è del tutto incompatibile con qualsivoglia evento drammatico” tra Chiara e Alberto, “scoperta scandalosa, litigio passionale”. Come “confermato” da una consulenza informatica, Chiara, mentre Stasi era andato a casa per sistemare il suo cane, “ha semplicemente aperto la cartella ‘immagini'”, scaricando foto del loro soggiorno a Londra, e “ha anche contribuito a scrivere parti della tesi” del bocconiano. E lui, rientrato, “ha continuato” a scrivere la tesi.

Per Stasi, Chiara non parlò mai di ‘avances’ né di Sempio

Per Alberto Stasi Chiara non ha mai fatto riferimento ad approcci legate alle strane chiamate telefoniche ricevute e nemmeno di sospetti su Andrea Sempio. Lo ha detto sentito dagli inquirenti il 20 maggio 2025.

“Chiara ha mai fatto riferimento ad approcci legati a quelle strane chiamate ricevute qualche giorno prima del delitto?. “No, non l’ha fatto”. A rispondere è Alberto Stasi. L’allora fidanzato, condannato a 16 anni, viene sentito dagli inquirenti il 20 maggio 2025. A lei l’avrebbe detto? “Non l’ha fatto. Ragionando in termini ipotetici, credo sarebbe dipeso da altri fattori: se in quel momento l’avesse ritenuto importante, se non era distratta da altre cose”. Stasi ricorda invece l’accenno sulle avances di un collega. Il procuratore Fabio Napoleone gli chiede se Chiara avesse mai citato l’indagato Andrea Sempio. “No”. E se lui ha avuto sentore che qualcuno potesse aver visto i video intimi. “Che io sappia no, anche a distanza di tempo”. Chiara sospettava che il fratello se ne fosse accorto? “Tendo ad escluderlo'”.

Per la nuova ‘Bpa’,l’analisi delle macchie di sangue “ci sono ‘nuove’ tracce sulle scale della cantina (…) Tra queste segni a forma di ‘C’ rovesciata, con angoli squadrati, lasciati in più punti. Per gli inquirenti, il possibile risultato dell’appoggio a terra dell’arma imbrattata di materiale ematico. C’è anche una traccia che fa effetto. È ai margini della pozza all’ingresso. Nessuno finora l’aveva ‘letta’. Sembra lo stampo di una mano. Un palmo sinistro.     Lasciato col sangue. Non c’è impronta (da confrontare). Ma, per gli investigatori, è dell’assassino. Solo lui poteva lasciarla”.

La difesa di Stasi accelera sulla revisione: “Condanna disintegrata, tante nuove prove sulla sua innocenza”

La Procura di Pavia, “mediante un’imponente ed articolata attività investigativa, ha letteralmente disintegrato la sentenza di condanna di Alberto Stasi, evidenziando una serie lunghissima di nuovi elementi di prova che dimostrano l’assoluta innocenza”. Lo affermano gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, spiegando anche che è emerso un “quadro”, che “coinvolge numerosi soggetti”, “spaventoso e gravissimo, avendo fortemente inciso, tra l’altro, sul diritto di Stasi di dimostrare prima la propria innocenza”. Quadro che sarò “oggetto di separata valutazione”. La difesa ora lavora “per accelerare i tempi della revisione”.

Legale Poggi: “Dagli atti non vedo spazio per revisione processo Stasi

“Dalla lettura delle consulenze non emergono realmente elementi che possano sconfessare la sentenza passata in giudicato a carico di Stasi”. Così Gian luigi Tizzoni, l’avvocato della famiglia Poggi, ha commentato gli atti dell’indagine. “Non vedo spazio per una revisione – sostiene Tizzoni -, né dalla consulenza medico-legale della dottoressa Cattaneo, né dalla consulenza informatica di Dal Checco, né dalle consulenze del Ris per quanto riguarda la Bpa”, ovvero l’analisi delle tracce ematiche sulla scena del crimine per ricostruire la dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi. “L’unico tema che rimane da esplorare, e a me dispiace, è l’impronta 33”, quella sul muro delle scale che portavano in cantina, in fondo alle quali è stato trovato il corpo senza vita della giovane.

“Avevo chiesto di sottoporla in incidente probatorio”, che si è tenuto l’anno scorso, “e di farla verificare da un perito terzo”, cosa che però non è avvenuta. “Il nostro dattiloscopista e, leggo negli atti, anche altri, hanno forti perplessità che l’impronta 33 abbia il numero di minuzie per essere attribuita non a Sempio ma a chicchessia”. “Rimango un po’ sorpreso dalla mole di incontri e interlocuzioni con la difesa del condannato, veramente molto frequenti”, aggiunge Tizzoni.

Pg Milano, “Studiamo atti, revisione Stasi questione complicata”

“Abbiamo ricevuto una memoria di cento pagine dalla Procura di Pavia, stiamo cominciando a studiare e analizzare. E’ una questione delicata, complicata, difficile”. Lo afferma la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni sul sollecito ricevuto dai pm pavese di valutare l’eventuale revisione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il delitto di Chiara Poggi. A chi le chiede se la decisione sarà presa in tempi rapidi, Nanni replica: “Le cose vanno fatto in un certo modo” confermando quanto già detto ad aprile scorso sulla necessità di leggere con cura ogni atto e quindi sull’ipotesi di poter chiedere altri faldoni ai titolari della nuova indagine che vede indagato Andrea Sempio. Al momento la difesa di Stasi non ha presentato nessuna richiesta di revisione istanza che potrebbe procedere, in linea teorica, “parallelamente” al processo Sempio.

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