20 Ott, 2026

Lega, Salvini verso il congresso tra malumori e sfide interne: Garavaglia riapre la partita

Il congresso straordinario della Lega di Milano si apre tra tensioni interne, timori per il calo dei consensi e il confronto sul futuro del partito. Massimo Garavaglia sfida il segretario uscente e rilancia l’identità federalista della Lega, mentre Giorgetti e l’area del Nord restano al centro delle manovre. Sullo sfondo, le incognite sulle candidature e la gestione della vecchia Lega Nord.


La Lega, riassumendo, dove va? È la domanda che accompagnerà la settimana politica in vista dell’atteso congresso straordinario del prossimo fine settimana a Milano dopo mesi di malumori, polemiche e calo dei consensi. La novità è che questa volta Salvini avrà uno sfidante di peso e con un lungo pedegree, una carta rimasta coperta fino a una settimana fa e che ha creato molte fibrillazioni. La candidatura di Massimo Garavaglia, nella Lega da prima di Salvini, stimato da tutti, anche dalle opposizioni, fedelissimo di Giorgetti, ex sottosegretario all’Economia, il tessitore di numerose leggi di bilancio, è un acceleratore per il partito di maggioranza. Non è chiara la direzione dell’accelerazione. Di sicuro farà chiarezza.

Ogni coalizione ha le sue (di rogne) e sono tutte importanti. Trattandosi della maggioranza di governo, però, pesano senza dubbio di più. Perché se l’obiettivo di Giorgia Meloni è tenere «in buona forma il partito di Salvini», diventa un problema della premier e del suo cronoprogramma di fine legislatura vedere che invece la Lega e il suo segretario sembrano infilati in una palude inesorabile. Dove il 5% sembra un miraggio.

Garavaglia sfida Salvini e rilancia l’identità federalista

I rumors si rincorrono, le smentite anche, e sarà così fino al congresso di sabato e domenica. Intanto il segretario, dimissionario fino a nuova elezione che molti giudicano blindata, sembra aver perso il controllo del partito. Dei gruppi si vedrà, molto dipenderà dall’esito del caso del capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, il primo nell’estate a dare nome e volto a una protesta interna che va avanti da oltre un anno. C’è chi giura che quello di mercoledì scorso, giorno delle comunicazioni al Parlamento della premier Meloni, sia stato il suo ultimo intervento da capogruppo.

Di sicuro quello stesso giorno la notizia della candidatura di Massimo Garavaglia ha fatto saltare il tavolo rendendo esplicito ciò che molti leghisti pensano da anni ma nessuno aveva mai osato dire: «Caro Matteo, la Lega non sei solo tu… soprattutto la Lega non è quel partito di estrema destra dove tu lo hai posizionato». La Lega «ha perso la sua anima» ripete in questi giorni Garavaglia in cui sta raccogliendo tra i delegati le firme per presentare la candidatura alla segreteria.

Ne ha 70, ne servono 80, e la raccolta è stata più complessa del previsto. Per dire dello stalinismo che domina il bunker della Lega nell’era di Salvini. «Io mi sono candidato per unire, per portare delle istanze che rischiavano di essere tagliate fuori» continua lo sfidante di Salvini, perché «la Lega non è un partito di estrema destra. Bossi ha creato dal niente questo straordinario movimento aperto a tutte le anime politiche, va bene tutto perché quello che unisce il nostro movimento è l’idea federalista di Bossi». E invece istanze dei giovani, diritti, liberalismo, tutto questo si sta perdendo. E a proposito dell’essere liberali: «Dovendo scegliere tra la linea di Borghi e Giorgetti, tutta la vita Giorgetti».

Giorgetti e le candidature, i timori per il futuro della Lega

Ora il punto è che anche il ministro Giorgetti, dopo Fontana, Romeo, per non parlare di Zaia e Fedriga potrebbe finire nella lista dei dannati, di coloro che non saranno ricandidati. Quella di Garavaglia è una candidatura di bandiera, i 700 delegati con potere di voto al Congresso sono tutti di stretta fede salviniana, siamo in campagna elettorale e sarà Salvini, una volta rieletto, ad avere potere di vita e di morte sulle liste. Anche perché rispetto agli attuali novanta seggi circa, tra Camera e Senato, anche vincendo nella prossima legislatura la Lega – come Forza Italia – è destinata a una intensa cura dimagrante.

Da qui le indiscrezioni di alcuni appunti circolati tra Salvini e i suoi fedelissimi – Durigon, Iezzi, Molteni e pochi altri – che riportano i nomi delle candidature sicure. In questa lista non ci sarebbe Giorgetti, neppure Romeo, tantomeno Garavaglia. Si leggono invece i nomi di Alessandro Morelli, Alessandra Locatelli, Nicola Molteni, Andrea Crippa, Roberto Calderoli, Giuseppe Valditara, Giulio Centemero, Alberto Di Rubba e Igor Iezzi.

Salvini smentisce le indiscrezioni sulle liste elettorali

Salvini ha smentito: «Faccio fatica a commentare le fantasie, le bugie e le falsità». Giorgetti è uno degli esponenti storici della Lega, ha attraversato le diverse stagioni del movimento e rappresenta una delle figure di riferimento della sua componente più istituzionale, oltre a essere vicino ad alcuni esponenti dell’area federalista. Non sfugge neppure che è colui che nel governo ha sempre detto dei gran No al suo segretario – dal ponte sullo Stretto alle pensioni – in nome del rigore e della tenuta dei conti pubblici.

L’altro capogruppo, Riccardo Molinari, ha il compito difficilissimo di provare a tenere tutti insieme con una mozione interna che chiede di rimettere il Nord in cima al programma e di «dare rappresentanza a queste istanze anche nell’organismo politico interno». Salvini non ne ha voluto sapere di una Lega confederata, nord, centro e sud e di dover condividere con altri la segreteria e il potere. La cosiddetta mozione nord è l’ultimo treno per tenere unito il partito. Ma ci sono voci di parlamentari in uscita dai gruppi.

C’è la lista Garavaglia. E ci sono gli ex leghisti che hanno presentato un esposto per la gestione della vecchia Lega Nord, ancora viva ma in liquidazione: la Lega Nord continua a ricevere il 2×1000 dell’Irpef pur essendo distinta dalla Lega per Salvini Premier. Si parla di quasi mezzo milione di euro. Ma la Lega Nord ha cessato da anni l’attività politica. Sicuri che sia tutto regolare?

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