13 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

13 Ago, 2026

Cisgiordania, ambasciatore Usa: «L’assedio dei coloni a Qusra è terrorismo»

Due famiglie palestinesi sono assediate da giorni a Qusra. Strade bloccate, utenze tagliate e attacchi ripetuti. L’ambasciatore Usa Mike Huckabee parla apertamente di «terrorismo»


L’assedio alle case palestinesi di Qusra, in Cisgiordania, provoca una presa di posizione durissima dell’ambasciatore Usaa in Israele, Mike Huckabee, che definisce «terrorismo» le azioni dei coloni israeliani contro le famiglie del villaggio.

«Le azioni di coloro che hanno compiuto questo orribile atto di terrorismo, volto a intimidire e molestare questa famiglia, sono ripugnanti», ha scritto Huckabee su X. «Non ci sono scuse per un comportamento così violento».

Tra le abitazioni prese di mira c’è anche quella di un cittadino americano. La vicenda sta attirando crescente attenzione anche negli Stati Uniti, mentre sul terreno le famiglie palestinesi coinvolte continuano a denunciare un assedio che dura da giorni.

Famiglie intrappolate nelle loro case

Secondo la ricostruzione del New York Times, due famiglie palestinesi si sono serrate dentro le loro abitazioni da domenica su una collina rocciosa della Cisgiordania, circondate da un gruppo di coloni israeliani. Circa 10-15 persone hanno attaccato ripetutamente le case, anche lanciando pietre e, in un caso, un’ascia.

Una delle famiglie coinvolte è quella degli Hassan, l’altra quella degli Abu Ridi. I residenti raccontano che i coloni hanno bloccato le strade e interrotto acqua ed elettricità, rendendo ancora più difficile resistere all’interno delle abitazioni.

«Non lasceremo la nostra casa, qualunque cosa accada», ha detto Aisha Abu Rida. «Siamo circondati dai coloni israeliani, ma restiamo qui». La donna ha aggiunto: «Anche se dovessimo diventare martiri, chiediamo di essere sepolti nella nostra casa, affinché rimanga a testimonianza dei crimini commessi dai coloni contro di noi e contro il popolo palestinese».

L’esercito arriva, poi i coloni tornano

Mercoledì mattina a Qusra è arrivato anche il comandante dell’esercito israeliano per la Cisgiordania, il maggior generale Avi Bluth. Una delle famiglie gli ha raccontato che le intimidazioni e gli attacchi erano iniziati già a gennaio. Durante la visita, i soldati hanno cercato di disperdere i coloni utilizzando gas lacrimogeni. Ma poco dopo l’esercito ha lasciato la zona e, secondo i residenti, gli attacchi sono ripresi.

«Avevamo un po’ di speranza quando abbiamo visto l’esercito», ha raccontato al Nyt Aisha Hassan. «Ma quando abbiamo visto che non riusciva a fermare i coloni, abbiamo avuto ancora più paura». In serata l’esercito israeliano ha annunciato l’invio di un battaglione aggiuntivo in Cisgiordania con l’obiettivo dichiarato di rafforzare l’ordine e il controllo operativo nell’area.

Una casa appartiene a un cittadino americano

Uno degli immobili coinvolti appartiene a Louai Abu Ridi, 46 anni, originario di Qusra ma emigrato in Ohio nel 2003 e oggi cittadino statunitense.

Abu Ridi ha raccontato di avere investito circa un milione di dollari per costruire una casa nel proprio villaggio d’origine. Gli attacchi dei coloni, iniziati a gennaio, hanno progressivamente danneggiato l’abitazione e spinto suo fratello a trasferirvisi per cercare di proteggerla. L’uomo ha riferito di essersi rivolto anche all’ambasciata americana a Gerusalemme. Gli hanno consigliato di denunciare gli episodi alle autorità israeliane.

Vetri rotti, utenze tagliate e molotov

Le testimonianze raccolte sul posto descrivono una lunga serie di intimidazioni. Ruqaya Hassan ha riferito che i coloni hanno rotto porte e finestre, tagliato le utenze, distrutto pannelli solari e rubato perfino i regali di compleanno ricevuti pochi giorni prima da una bambina di due anni.

Gli episodi son poi diventati progressivamente più violenti. Secondo Hassan, alcuni coloni hanno cercato di spingere una bombola di gas da cucina all’interno della casa attraverso una finestra aperta, oltre ad aver sparato colpi d’arma da fuoco e lanciato molotov contro l’abitazione.

L’ambulanza bloccata per una bambina di due anni

Tra gli episodi più gravi denunciati dalle famiglie c’è quello avvenuto lunedì notte, quando una bambina di due anni ha avuto la febbre alta. La famiglia aveva chiamato un’ambulanza, ma secondo la testimonianza di Aisha Hassan i coloni ne hanno impedito il passaggio tentando di speronarla con un veicolo fuoristrada.

Soltanto il giorno dopo altri soldati sono riusciti a fare arrivare una seconda ambulanza, che ha trasportato la bambina in clinica.

L’esercito israeliano: «Azioni illegali e inaccettabili»

Le forze armate israeliane hanno riconosciuto di aver ricevuto segnalazioni relative alla presa di case e terreni palestinesi a Qusra, definendo le azioni contestate «illegali, ripugnanti e inaccettabili».

L’esercito ha inoltre annunciato provvedimenti disciplinari nei confronti del personale di sicurezza coinvolto in alcuni degli episodi. Il problema, però, sembra andare oltre il singolo villaggio.

Secondo i dati delle Nazioni Unite citati dal New York Times, alla fine di luglio 18 palestinesi erano già stati uccisi da coloni dall’inizio del 2026, uno in più rispetto all’intero 2025. Sui social alcuni coloni hanno inoltre pubblicato video degli attacchi, comprese immagini di moschee incendiate in località palestinesi.

«In Cisgiordania si è perso il controllo»

La situazione viene descritta in termini particolarmente duri anche da Gadi Shamni, generale israeliano in pensione ed ex comandante del Comando centrale. «È un grande fiasco», ha dichiarato. «C’è una perdita di controllo sulla Cisgiordania».

Secondo Shamni, uno dei problemi è il crescente peso degli ambienti favorevoli ai coloni sulle strutture che dovrebbero garantire l’ordine nell’area. L’ex generale ha inoltre sottolineato che molte delle unità militari impiegate in Cisgiordania sono composte da soldati cresciuti negli stessi insediamenti.

«Sono i coloni», ha detto. «Questo è il problema».

Shamni ha auspicato anche un intervento del presidente americano Donald Trump sul premier Benjamin Netanyahu affinché il governo israeliano adotti una linea più dura contro le violenze dei coloni.

Qusra resta sotto assedio

La visita del generale Bluth sembrava inizialmente indicare una volontà di riportare la situazione sotto controllo. Ma l’arrivo dell’esercito ha richiamato nell’area altri coloni, che secondo testimoni e filmati hanno bloccato le strade con pietre e si sono scontrati anche con i soldati. I militari hanno sequestrato un telo e un veicolo fuoristrada, ma alla fine hanno nuovamente lasciato la zona. I coloni erano ancora a Qusra nella notte di mercoledì. L’ambasciatore americano Huckabee non ha parlato genericamente di violenze o abusi: ha utilizzato solo una parola, «terrorismo».

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