10 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

9 Ago, 2026

Viaggi in Spagna, cosa cambia per gli italiani e i timori per l’impatto sul turismo

Per andare in Spagna, fino al 7 settembre, nuovi controlli a campione per gli italiani. Sono le misure di Madrid in risposta alla sospensione dell’accordo di Schengen dopo la crisi di Ceuta


La Spagna allarga i controlli per i viaggiatori italiani in arrivo dall’Italia. Nello scontro diplomatico con l’Italia, da ieri Madrid ha varato misure in risposta alla sospensione dell’accordo di Schengen dopo la crisi migratoria di Ceuta. In base alle nuove regole introdotte dal governo del premier Pedro Sanchez, i passeggeri provenienti dall’Italia in arrivo nei porti e negli aeroporti spagnoli sono sottoposti a controlli – a volte a campione. Per ora fino al 7 settembre. Inizialmente, il protocollo è stato adottato negli aeroporti Barajas di Madrid e El Prat di Barcellona.

Controlli: come funziona

I controlli alle frontiere spagnole per chi arriva dall’Italia consistono nella verifica dell’identità. Gli agenti chiedono quindi di mostrare la carta d’identità o il passaporto validi per l’espatrio. E, nel caso dei cittadini di Paesi terzi, del visto o del permesso di soggiorno. Le misure vengono applicate in modo casuale, quindi non tutti vengono fermati per il controllo. Secondo fonti ministeriali spagnole, citate da La Vanguardia, gli aeroporti più interessati, a causa dell’elevato volume di traffico proveniente dall’Italia, sono Madrid, Barcellona, Malaga, Siviglia, Valencia, Alicante, Palma e Ibiza. Per quanto riguarda i porti, sono interessati tutti quelli del Mediterraneo che accolgono navi da crociera, come Barcellona, Valencia, Ibiza e Maiorca.

La polizia spagnola boccia i controlli

Sui media spagnoli trova spazio la nota del principale sindacato spagnolo delle forze dell’ordine, Jupol. Il giudizio per la decisione del governo Sanchez è negativo: “E’ un’improvvisazione politica che aggraverà la crisi del corpo. Il governo decide di imporre un carico supplementare agli agenti che sono già al limite. Questo, con ogni probabilità, metterà ulteriormente sotto pressione i controlli danneggiando le condizioni di lavoro degli agenti e il servizio prestato ai cittadini”, si legge nella nota che critica “una misura improvvisata, una vendetta politica contro l’Italia che non tiene conto delle reali esigenze. Il governo mobilita risorse per una misura di carattere politico negli aeroporti” ma “non è stato capace di dispiegare le unità specializzate di cui la polizia nazionale aveva bisogno per fronteggiare la più grave crisi migratoria degli ultimi anni a Ceuta”.

Sos turismo, i viaggiatori

Le associazioni del settore, intanto temono un impatto negativo sul turismo sia perché i controlli possono provocare ritardi, sia perché i cittadini, nell’incertezza, potrebbero voler rinunciare al viaggio. La testata spagnola El Pais ha riportato le testimonianze di alcuni viaggiatori, come Giovanni che si è imbarcato a Roma su un aereo diretto all’aeroporto El Prat di Barcellona. “All’arrivo, la polizia ci ha divisi in due gruppi. Hanno chiesto i documenti agli italiani. Spero che questa situazione finisca al più presto”, ha ammesso.

Fonti interne alla Polizia Nazionale presso l’aeroporto di Barcellona hanno confermato che, in pratica, nel primo giorno i controlli nello scalo catalano sono stati effettuati in modo del tutto casuale, concentrandosi nelle prime ore di fatto sui voli provenienti da Roma e poi man mano su altri scali. Jorge Villoslada è spagnolo e viaggia spesso tra Roma e Barcellona. “È successa una cosa molto strana. All’arrivo, la Polizia ci ha chiesto cosa ci facessimo in Spagna. Ho mostrato loro il mio documento d’identità e mi hanno lasciato andare. Chi non aveva documenti spagnoli è stato portato in una stanza per essere identificato”, ha raccontato.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA