Arabia Saudita, milizie irachene e Houthi starebbero preparando attacchi coordinati contro infrastrutture civili ed economiche del regno, sotto la regia dei Pasdaran
L’Arabia Saudita si prepara alla possibilità di «attacchi multipli e coordinati» contro il proprio territorio da parte degli Houthi yemeniti e di milizie irachene sostenute dall’Iran. A rivelarlo a Cnn è un funzionario saudita, secondo il quale diverse informazioni di intelligence raccolte da Riad, dagli Stati Uniti e da altri Paesi della regione indicano che l’offensiva potrebbe arrivare «in un futuro molto prossimo».
Secondo la fonte, alcune milizie irachene starebbero lavorando «in coordinamento con gli Houthi» e sotto la guida dei Pasdaran. I possibili obiettivi sarebbero soprattutto infrastrutture civili ed economiche: impianti energetici, porti e aeroporti.
L’allarme arriva mentre il conflitto in Medio Oriente continua ad allargarsi e poche ore dopo una nuova escalation nello Yemen, dove gli Houthi hanno rivendicato una vasta offensiva con missili balistici e droni contro le forze governative sostenute dall’Arabia Saudita.
L’allarme dell’intelligence saudita
Il funzionario saudita ha riferito che Riad avrebbe individuato incontri tra esponenti delle milizie irachene, Houthi e membri dei Guardiani della Rivoluzione, oltre a movimenti di droni e missili.
«Penso che vogliano coordinare attacchi sia da nord sia da sud», ha spiegato la fonte a Cnn. Una pressione simultanea, quindi, dall’Iraq e dallo Yemen.
Secondo Riad, l’obiettivo potrebbe essere quello di sabotare il percorso di de-escalation avviato nelle ultime settimane e i negoziati che coinvolgono l’Iran. Il funzionario saudita non ha escluso che dietro il piano possa esserci anche uno scontro interno alla stessa leadership iraniana. «L’Arabia Saudita adotterà tutte le misure necessarie per rispondere a qualsiasi aggressione», ha detto.
Riad ha comunque assicurato di voler proseguire nei tentativi di ridurre la tensione e nei contatti con le autorità irachene.
Gli attacchi contro l’Arabia Saudita
L’allarme arriva dopo settimane di attacchi contro il regno. Gli Houthi hanno lanciato missili dallo Yemen, mentre milizie filo-iraniane irachene hanno utilizzato droni.
Gli Houthi hanno inoltre già rivendicato un attacco contro una petroliera saudita nel Golfo di Aden, uno dei passaggi più delicati per il commercio e il traffico energetico mondiale. Giovedì la coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha riferito che undici civili sono rimasti feriti in un altro attacco Houthi nel sud del Paese, vicino al confine con lo Yemen.
Tra i feriti ci sono sette cittadini sauditi, compresi una donna e un bambino di quattro anni che ha riportato ustioni di secondo grado. Feriti anche un cittadino yemenita, due egiziani e un pachistano. La coalizione ha accusato gli Houthi di aver compiuto «attacchi terroristici utilizzando bombardamenti indiscriminati contro obiettivi civili».
L’offensiva Houthi nello Yemen
Contemporaneamente gli Houthi hanno aperto un nuovo fronte contro le forze governative yemenite. Il portavoce militare del gruppo, Yahya Saree, ha annunciato l’impiego di «un gran numero di missili balistici e droni» contro obiettivi nelle aree di Ruwaik, Al-Abr e Al Thaniyah e contro altre basi nelle province di Marib e Hadramout.
Gli Houthi parlano di una «operazione militare su vasta scala e mirata» che avrebbe provocato «distruzione e incendi» in numerose installazioni e «centinaia» tra morti e feriti tra quelli che definiscono «mercenari nemici sauditi».
Il gruppo afferma di aver agito in risposta a quello che considera un massiccio rafforzamento militare saudita in preparazione di nuove operazioni contro le proprie forze.
Il bilancio delle vittime resta incerto. Al-Arabiya, citando fonti militari, parla di almeno 45 morti tra le forze governative yemenite. Al-Jazeera ha riferito di almeno 30 vittime, mentre fonti mediche citate dall’Afp parlano di 38 militari uccisi e 29 feriti.
Gli Stati Uniti hanno condannato l’offensiva. «I vili attacchi degli Houthi sostenuti dall’Iran costituiscono un altro esempio del loro terrorismo contro gli yemeniti», ha scritto l’ambasciata americana nello Yemen.
Il vertice alla Mecca e l’asse con Turchia e Pakistan
La nuova minaccia arriva alla vigilia di un vertice particolarmente delicato. Oggi Arabia Saudita, Turchia e Pakistan si riuniscono alla Mecca e, secondo fonti regionali citate dalla Cnn, potrebbero annunciare un accordo di difesa comune.
Per Riad il ritorno dello scontro con gli Houthi riapre un fronte mai davvero chiuso. Nel 2015 l’Arabia Saudita aveva guidato una coalizione militare intervenuta nello Yemen contro il movimento sostenuto dall’Iran, senza però riuscire a scalzarlo dal nord del Paese.
Sette anni di guerra hanno devastato lo Yemen e provocato una delle più gravi crisi umanitarie al mondo. Ora il rischio è che quel conflitto torni a saldarsi direttamente con lo scontro regionale tra Iran, Arabia Saudita e Stati Uniti.






























