Gli Houthi alleati yemeniti dell’Iran aprono un nuovo fronte contro le rotte energetiche saudite. Gli Stati Uniti bombardano l’Iran per la dodicesima notte consecutiva, mentre il Brent sfiora i 98 dollari al barile
Dodicesima notte consecutiva di attacchi americani contro l’Iran e nuova escalation in Medio Oriente, dove il conflitto si estende ormai al controllo delle rotte dell’energia. Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di bombardamenti contro obiettivi militari iraniani, tornando a impiegare anche il bombardiere strategico B-1, mentre Teheran risponde colpendo basi americane in Kuwait e minacciando di bloccare completamente il traffico petrolifero nello Stretto di Hormuz.
Nel frattempo gli Houthi yemeniti rivendicano l’attacco a due petroliere saudite nel Mar Rosso e i Pasdaran affermano che una petroliera è andata in fiamme nello Stretto di Hormuz dopo un’esplosione, mentre altre due hanno invertito la rotta. I timori di una guerra sempre più concentrata sulle vie del petrolio fanno correre i mercati: il Brent sfiora i 98 dollari al barile.
Gli Usa tornano a colpire con i B-1
Il Comando Centrale americano (CentCom) ha annunciato di aver completato una nuova serie di attacchi. Nel mirino infrastrutture marittime, depositi di missili e droni, sistemi di sorveglianza costiera e difese aeree.
Secondo Axios, Washington è tornata a utilizzare anche il bombardiere strategico B-1, impiegato per colpire obiettivi dei Pasdaran. Il velivolo, decollato da una base nel Regno Unito, può trasportare decine di missili da crociera o una ventina di bombe da circa 900 chilogrammi e il suo impiego rappresenta una nuova escalation della campagna militare americana.
Il CentCom afferma inoltre di aver deviato nove navi mercantili e di averne fermata una nell’ambito del blocco navale contro l’Iran, aggiungendo che oltre 50 mila militari americani restano schierati nella regione.
La risposta iraniana e la minaccia su Hormuz
Teheran sostiene di aver colpito con droni tre basi americane in Kuwait, prendendo di mira depositi di munizioni, serbatoi di carburante e infrastrutture logistiche nelle basi di Al-Doha, Ali Al-Salem e Arifjan.
Il comando militare iraniano ha inoltre avvertito che, se gli Stati Uniti dovessero colpire ponti, centrali elettriche o altre infrastrutture civili della Repubblica islamica, «non passerà nemmeno una goccia di petrolio» attraverso lo Stretto di Hormuz.
Anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha ribadito che qualsiasi attacco alle infrastrutture iraniane sarà seguito da una risposta «forte e decisiva», promettendo una reazione «occhio per occhio». Eventuali attacchi deliberati contro infrastrutture civili potrebbero configurare violazioni del diritto internazionale.
Houthi all’attacco nel Mar Rosso
A complicare il quadro sono gli Houthi yemeniti, alleati dell’Iran, che hanno annunciato di aver attaccato due petroliere saudite accusate di aver violato il blocco navale imposto nel Mar Rosso.
Secondo il gruppo, una delle due navi sarebbe stata colpita con missili balistici, missili da crociera e droni. Le autorità saudite hanno confermato un attacco a una petroliera, precisando però che l’equipaggio è rimasto illeso.
Contemporaneamente i Pasdaran sostengono che tre petroliere dirette attraverso lo Stretto di Hormuz abbiano tentato di attraversare una zona minata: una sarebbe esplosa prendendo fuoco, mentre le altre due avrebbero invertito la rotta.
Petrolio e gas in rialzo
L’allargamento del conflitto alle principali rotte energetiche mondiali ha immediatamente spinto al rialzo le quotazioni dell’energia.
Il Brent sale fino a quasi 98 dollari al barile, mentre il Wti supera gli 89 dollari. In crescita anche il gas europeo, con i futures di Amsterdam in rialzo di circa l’1%.
Rubio: «Gli Houthi si sono fatti raggirare dall’Iran»
Da Manila, dove partecipa al vertice dell’Asean, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha accusato Teheran di aver trascinato gli Houthi nel conflitto. «Spero che riducano la tensione. Gli Houthi finora erano stati intelligenti a restarne fuori, ma si sono fatti raggirare dagli iraniani», ha dichiarato.
Rubio ha poi ribadito che Washington continuerà gli attacchi finché la leadership iraniana non sarà pronta a negoziare: «Il prezzo continuerà ad aumentare ogni notte finché non torneranno alla ragione».
Diplomazia ferma e tensione crescente
Secondo il New York Times, la strategia americana fatta di bombardamenti e blocco navale non ha finora fermato gli attacchi iraniani né riportato Teheran al tavolo negoziale.
Nel frattempo la Giordania ha annunciato di aver intercettato quattro missili iraniani e sei droni diretti verso obiettivi nella regione, mentre Washington ha firmato un nuovo accordo con l’Arabia Saudita che apre la strada alla cooperazione sul programma nucleare civile del regno, ulteriore tassello di un confronto che coinvolge ormai l’intero Medio Oriente.






























