17 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

17 Lug, 2026

Le tv Usa si dividono sul discorso di Trump: chi lo ha trasmesso e chi no

Il discorso di Trump

Il discorso di Trump in prima serata del presidente spacca le reti tv americane. CBS e Fox vanno in diretta con verifiche e cautele, mentre CNN, ABC e NBC scelgono di non offrirgli una tribuna senza filtri


Per le televisioni americane non è stata una normale diretta presidenziale. Il discorso in prima serata di Donald Trump sulla sicurezza elettorale ha spaccato le principali reti televisive, riaprendo un dibattito che negli Stati Uniti accompagna ormai ogni sua apparizione pubblica: è giusto trasmettere in diretta un presidente che da anni diffonde affermazioni contestate sul voto?

La Casa Bianca aveva compiuto un passo insolito chiedendo formalmente alle grandi emittenti di interrompere il palinsesto per mandare in onda il discorso. La richiesta ha trasformato la scelta editoriale delle reti in una notizia.

Il caso della diretta tv

Nel suo intervento Trump ha attaccato apertamente NBC e ABC per aver deciso di non interrompere la programmazione serale, sostenendo che la scelta dovrebbe addirittura costare loro «la revoca della licenza».

Le due reti che hanno invece trasmesso il discorso sono state CBS e Fox News, ma con modalità molto diverse. CBS ha costruito la copertura alternando il discorso a verifiche dei fatti e analisi giornalistiche, una tecnica definita negli Stati Uniti «truth sandwich», che consiste nel contestualizzare le affermazioni prima e subito dopo la loro diffusione.

Le reti che hanno detto sì

Anche all’interno della stessa CBS non sono mancate le critiche. Il senatore democratico Mark Warner, intervistato subito dopo il discorso, ha sostenuto che fosse compito dei giornalisti contestare in tempo reale le affermazioni del presidente. Il conduttore Tony Dokoupil ha replicato che era esattamente ciò che la rete stava facendo.

Perfino Fox News, tradizionalmente vicina a Trump, ha accompagnato la diretta con avvertenze. La corrispondente dalla Casa Bianca Aishah Hasnie ha precisato che l’emittente «non ha visto le prove» citate dal presidente e «non è in grado di verificarne l’accuratezza». Un messaggio ribadito anche dal volto della rete Bret Baier.

Perché ABC, NBC e CNN hanno scelto un’altra strada

ABC, NBC e CNN hanno invece deciso di non trasmettere integralmente il discorso in diretta. CNN ha spiegato la scelta ricordando «la lunga storia di dichiarazioni palesemente false del presidente sulle elezioni» e ha preferito seguire l’intervento mostrando solo i passaggi ritenuti più rilevanti, accompagnati da verifiche e contestualizzazioni.

Anche NBC e ABC hanno optato per una copertura differita, trasmettendo speciali informativi subito dopo la conclusione dell’intervento e mettendo in evidenza che molte delle informazioni presentate da Trump erano già note.

MSNBC ha inizialmente mandato in onda circa un quarto d’ora del discorso prima di interrompere la diretta per analizzare le dichiarazioni del presidente.

Trump attacca le emittenti

Il presidente ha trasformato le scelte editoriali delle reti in un nuovo terreno di scontro politico, accusando ABC e NBC di voler nascondere la verità e sostenendo, senza prove, che le emittenti non avrebbero interrotto il palinsesto perché consapevoli della «corruzione» del sistema elettorale.

Ha inoltre rilanciato le sue critiche contro le televisioni nazionali, arrivando ad affermare che dovrebbero perdere le licenze di trasmissione. In realtà le reti televisive nazionali non sono titolari di licenze federali: a essere autorizzate sono le singole emittenti locali affiliate.

Il dilemma dei media americani

Dietro le decisioni prese giovedì sera c’è un dibattito che dura ormai da anni nelle redazioni americane. Da una parte il valore giornalistico di un discorso del presidente degli Stati Uniti, dall’altra il rischio di offrire una piattaforma senza filtri a dichiarazioni che potrebbero rivelarsi false o fuorvianti.

Come ha sintetizzato un dirigente televisivo citato dalla CNN, «non siamo più nel 1974». Oggi, con lo streaming, i social network e i siti delle stesse emittenti, esistono molti modi per garantire ai cittadini l’accesso alle dichiarazioni del presidente senza rinunciare al dovere di verificarle e contestualizzarle.

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