26 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

26 Giu, 2026

Ucraina, oltre 600 droni sulla Russia: Mosca teme l’attacco in profondità

Mosca

La difesa russa parla di 660 droni abbattuti in una notte, uno dei numeri più alti dall’inizio della guerra. Esplosioni anche in Crimea, mentre cresce l’allarme per possibili provocazioni russe contro Baltici o Polonia


Nella notte la difesa aerea russa ha abbattuto 660 droni ucraini, secondo quanto annunciato dal ministero della Difesa di Mosca. È uno dei numeri più alti dall’inizio della guerra. I velivoli sono stati intercettati in oltre una decina di regioni, compresa quella di Mosca, oltre che in Crimea, nel Mar Nero e nel Mar d’Azov.

Il punto

L’attacco conferma il salto di scala della campagna ucraina con droni a lungo raggio contro il territorio russo. Kiev punta da mesi soprattutto alle infrastrutture energetiche e logistiche, con l’obiettivo di colpire le risorse che finanziano lo sforzo bellico del Cremlino. Mosca, intanto, denuncia una delle offensive più massicce mai registrate.

Sviluppi militari

Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha dichiarato che almeno 47 droni diretti verso la capitale sono stati intercettati. «Gli specialisti dei servizi di emergenza stanno lavorando dove sono caduti i detriti», ha scritto su Telegram, senza segnalare vittime o danni.

Un attacco definito «massiccio» ha colpito anche la regione di Tula, circa 180 chilometri a sud di Mosca. Il governatore Dmitry Milyaev ha riferito che un’abitazione privata è stata danneggiata nel distretto di Shchekino e che una donna è rimasta ferita.

La Crimea sotto pressione

Esplosioni sono state segnalate anche a Kerch, in Crimea, nei pressi del porto dei traghetti che collega la penisola alla Russia. Secondo Ukrinform, nell’area è scoppiato un incendio e il ponte di Kerch è stato nuovamente chiuso al traffico per precauzione.

Altre esplosioni sarebbero avvenute a Krasnoperekopsk e nell’area dell’aeroporto militare di Saky, a Novofedorivka. Gli attacchi ucraini contro le strutture di supporto dell’esercito russo in Crimea hanno già causato problemi logistici a Mosca, colpendo carburante, elettricità e trasporti.

L’allarme sul fianco Est della Nato

Secondo il Guardian, due Paesi del fianco orientale della Nato avrebbero avvertito che la Russia starebbe preparando una possibile «provocazione» contro gli Stati baltici o la Polonia, per testare la coesione dell’Alleanza.

L’intelligence lettone parla di segnali che indicherebbero possibili azioni militari o ibride. Non si tratterebbe, secondo queste valutazioni, di un attacco su vasta scala, ma di iniziative come droni, missili o altre operazioni pensate per mandare un messaggio: smettere di sostenere l’Ucraina, oppure affrontare conseguenze dirette.

Prospettive

La guerra dei droni sta diventando sempre più centrale. L’Ucraina colpisce in profondità il territorio russo, mentre Mosca potrebbe cercare di alzare la pressione sul fianco orientale della Nato senza aprire formalmente un secondo fronte. Il rischio, ora, è che la pressione militare sul territorio russo si traduca in nuove mosse ibride contro i Paesi europei più esposti.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA