Secondo Axios, l’intesa quadro tra Israele e Libano sarà annunciata e firmata a Washington. Sullo sfondo i raid nel sud del Libano, le accuse di Hezbollah e il progetto Roma-Parigi per una coalizione post Unifil
Israele e Libano avrebbero raggiunto un accordo quadro, destinato a essere firmato oggi a Washington. La notizia, anticipata da Axios, arriva mentre il fronte libanese resta attraversato da nuove tensioni militari e mentre Italia e Francia provano a costruire una coalizione per il dopo Unifil.
L’accordo tra Israele e Libano
Secondo Axios, funzionari israeliani e libanesi confermano che l’annuncio dell’accordo quadro è atteso oggi a Washington. Sul terreno, Hezbollah denuncia nuove violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele, dopo raid nel sud del Libano e nell’area di Nabatiye.
A fare da sfondo c’è il vertice di Antibes tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron. Francia e Italia, definite da Macron «partner naturali e indispensabili», intendono lanciare una coalizione per un meccanismo post Unifil, con l’obiettivo di rafforzare la sovranità libanese dopo la scadenza del mandato della missione Onu.
La cornice resta delicatissima. Hezbollah chiede il ritiro «incondizionato» delle forze israeliane dal Libano, mentre il presidente libanese Joseph Aoun ha accolto positivamente gli sforzi di Francia e Italia per costruire una coalizione che possa subentrare alla missione Unifil.
I raid israeliani e le accuse di Hezbollah
La tregua resta fragile. Hezbollah ha accusato Israele di una nuova «palese violazione» del cessate il fuoco dopo l’uccisione di tre persone in un raid israeliano con drone contro un’auto nel sud del Libano, sulla strada tra Zawtar Sharqiye e Mayfadun.
Secondo l’agenzia nazionale libanese Nna, due raid aerei israeliani hanno colpito i dintorni di Nabatiye, nel sud del Paese. Si tratterebbe delle prime incursioni condotte da caccia israeliani dall’entrata in vigore del cessate il fuoco di sabato scorso. Altri raid avevano preso di mira nella notte Beit Yahoun, nel distretto di Bint Jbeil.
Italia e Francia sul dopo Unifil
Il vertice di Antibes ha dato un segnale politico preciso. Macron ha annunciato, insieme a Meloni, l’intenzione di creare una coalizione per il dopo Unifil, in collaborazione con l’Unione europea e le Nazioni Unite. L’obiettivo è evitare che il Libano torni a essere il punto di partenza di una nuova escalation regionale.
Il presidente libanese Aoun ha plaudito agli sforzi di Roma e Parigi. Il mandato della missione Unifil scadrà a dicembre e il negoziato sul nuovo meccanismo di sicurezza potrebbe diventare uno dei punti chiave della stabilizzazione del fronte nord di Israele.
Hormuz e la nuova tensione con l’Iran
Intanto resta alta anche la tensione con Teheran. Trump ha accusato l’Iran di aver violato il cessate il fuoco dopo gli attacchi contro navi nello Stretto di Hormuz. Secondo il presidente americano, Teheran avrebbe lanciato almeno quattro droni d’attacco contro imbarcazioni in transito: uno avrebbe colpito il ponte superiore di una nave da carico, mentre altri tre sarebbero stati abbattuti dagli Stati Uniti.
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Il canale iraniano Press Tv riferisce però che sarebbe stata stabilita una linea di comunicazione diretta tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz per prevenire incidenti e ridurre le tensioni.
Roma e Teheran
Resta aperto anche il caso politico con l’Italia. Dopo le parole del segretario generale della Nato Mark Rutte sui «500 aerei Usa decollati dalle basi italiane verso l’Iran», il ministero degli Esteri iraniano ha accusato Roma di essere «complice» della guerra di Trump.
Meloni ha già corretto la ricostruzione, spiegando che l’Italia non ha partecipato al conflitto e che le basi sono state concesse solo per attività logistiche e tecniche, non per operazioni cinetiche.
La guerra dei droni in Russia
Sul fronte ucraino, Mosca sostiene di aver abbattuto nella notte 660 droni ucraini sul proprio territorio, uno dei numeri più alti dall’inizio del conflitto. Secondo le autorità russe, i droni sarebbero stati intercettati in oltre una decina di regioni, compresa quella di Mosca, oltre che in Crimea, nel Mar Nero e nel Mar d’Azov.
Il dato conferma il salto di scala degli attacchi ucraini in profondità contro il territorio russo, mentre secondo il Guardian due Paesi del fianco orientale della Nato temono possibili provocazioni russe contro Baltici o Polonia.
Prospettive
L’accordo tra Israele e Libano, se confermato, sarebbe il primo passo politico su un fronte rimasto per mesi sospeso tra tregua fragile e rischio di escalation. Ma la sua tenuta dipenderà da tre fattori: il comportamento di Israele sul terreno, la posizione di Hezbollah e la capacità di costruire un meccanismo internazionale credibile per il dopo Unifil. L’Italia e Francia provano a entrare da protagoniste.






























