Le prime navi iraniane superano la zona del blocco navale statunitense mentre si avvicina la firma dell’intesa tra Washington e Teheran. Il Papa saluta il risultato dei negoziati e il G7 sostiene il percorso diplomatico
Le prime petroliere iraniane hanno superato la zona del blocco navale imposto dagli Stati Uniti, segnando uno dei primi effetti concreti dell’intesa raggiunta tra Washington e Teheran.
Mentre il G7 e il Papa salutano con favore l’accordo tra Washington e Teheran che sarà firmato venerdì in Svizzera. È il primo effetto concreto dell’intesa raggiunta dopo mesi di guerra e negoziati e arriva mentre Donald Trump parla già di una «seconda fase» del processo diplomatico.
Secondo la piattaforma di monitoraggio marittimo TankerTrackers, alcune petroliere di Teheran hanno attraversato l’area sottoposta alle restrizioni statunitensi dopo circa due mesi di blocco. Un passaggio che anticipa la riapertura delle rotte energetiche e commerciali del Golfo.
Il G7: «Un’opportunità storica»
Dal vertice del G7 è arrivato un sostegno compatto all’intesa tra Iran e Stati Uniti. In una dichiarazione congiunta, i leader hanno accolto con favore l’accordo raggiunto sotto la guida del presidente Trump, definendolo «un’opportunità storica» per impedire all’Iran di acquisire armi nucleari e per rafforzare la stabilità regionale.
I Paesi del G7 hanno inoltre espresso sostegno alla missione internazionale guidata da Francia e Regno Unito per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, proteggere le navi mercantili e verificare la rimozione delle mine eventualmente posizionate durante il conflitto.
Trump: «Ora arriva la fase due»
Parlando a margine del G7, Trump ha spiegato che l’accordo entrerà ora in una nuova fase negoziale. «Abbiamo concluso il nostro accordo con l’Iran e dovrebbe avere successo. Ora passa a una seconda fase che penso sarà in realtà più facile», ha dichiarato il presidente americano.
Secondo quanto emerso nelle ultime ore, il memorandum che sarà firmato venerdì al Bürgenstock di Lucerna prevede la fine delle ostilità, la riapertura delle rotte marittime e l’impegno iraniano a non sviluppare armi nucleari. Scatterà quindi una finestra di sessanta giorni per negoziare il testo definitivo sul nucleare, sulle sanzioni e sullo sblocco dei beni iraniani congelati.
Nelle ultime ore Teheran ha annunciato anche la revoca del blocco statunitense sui porti iraniani, mentre indiscrezioni di stampa riferiscono che Washington sarebbe pronta a consentire una graduale ripresa delle esportazioni petrolifere della Repubblica islamica.
La gratitudine del Papa
«Esprimo la mia soddisfazione per il raggiungimento di un accordo tra la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America quale incoraggiante risultato di un paziente lavoro di dialogo e di negoziazione», ha affermato il Pontefice. Papa Leone XIV ha espresso «gratitudine ai Paesi che si sono impegnati per favorire l’incontro tra le parti e rendere possibile tale intesa», auspicando che l’accordo contribuisca a rafforzare fiducia, sicurezza e stabilità in Medio Oriente.
Anche il segretario generale della Nato Mark Rutte ha elogiato il risultato, sostenendo che l’intesa può garantire che l’Iran non entri mai in possesso di armi nucleari.
Restano le incognite
Nonostante il clima di ottimismo, restano aperti diversi interrogativi. Israele continua a contestare alcuni aspetti dell’intesa, soprattutto sul fronte libanese, mentre persistono dubbi sulle reali intenzioni di Teheran riguardo al programma nucleare.
Da Pechino arrivano inviti alla prudenza sulla seconda fase dei negoziati. Intanto però il ritorno delle petroliere iraniane nelle rotte commerciali e il sostegno di G7, Nato e Santa Sede mostrano che la tregua diplomatica sta già producendo i suoi primi effetti concreti ancora prima della firma ufficiale.

































