15 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

10 Giu, 2026

Belfast in fiamme, rivolte anti-immigrati dopo l'accoltellamento

Rivolte a Belfast

Un uomo accusato di tentato omicidio dopo un’aggressione con coltello a Belfast scatena proteste e violenze anti immigrati. Starmer condanna gli scontri, mentre la polizia denuncia episodi di intimidazione e attacchi contro famiglie straniere


Violente proteste anti-immigrati sono scoppiate martedì sera a Belfast e in altre città del Regno Unito dopo l’incriminazione di un uomo di 30 anni, ritenuto originario del Sudan, accusato di tentato omicidio per un’aggressione con coltello avvenuta nella capitale dell’Irlanda del Nord.

L’attacco, avvenuto lunedì sera nella zona nord di Belfast, ha causato il ferimento di un uomo. È ricoverato in ospedale con gravi ferite agli occhi, alla schiena e al volto.

Un video dell’aggressione, diffuso sui social e diventato rapidamente virale, mostra un uomo che immobilizza la vittima a terra e la colpisce ripetutamente prima dell’intervento di passanti e polizia.

Case e auto incendiate a Belfast

La diffusione delle immagini ha innescato manifestazioni che in alcune aree sono degenerate in violenze. A Belfast gruppi di persone mascherate hanno incendiato abitazioni, automobili, un autobus e diverse barricate.

Disordini sono stati segnalati anche a Newtownabbey, dove sono state date alle fiamme alcune vetture, e nella cittadina di Kilkeel. Manifestazioni più piccole si sono svolte anche a Glasgow, Bangor e Londra.

La primo ministro dell’Irlanda del Nord, Michelle O’Neill, ha accusato gruppi di uomini mascherati di «cacciare le famiglie dalle loro case», definendo gli episodi «pura teppaglia».

Le accuse di razzismo e xenofobia

Diversi esponenti politici hanno denunciato il carattere xenofobo delle proteste. Claire Hanna, parlamentare di Belfast, ha accusato gruppi estremisti di sfruttare la vicenda per alimentare tensioni razziali. «Stiamo assistendo a una sorta di pogrom basato sulla razza», ha dichiarato alla BBC, sostenendo che alcuni manifestanti stiano prendendo di mira persone esclusivamente per il colore della pelle.

Secondo la polizia nordirlandese, nelle ultime ore si sono registrati «episodi sporadici di disordine» e numerosi atti vandalici.

Case incendiate e famiglie evacuate

A Belfast i vigili del fuoco e i soccorritori hanno dovuto evacuare diverse famiglie immigrate dalle abitazioni finite nel mirino dei manifestanti e date alle fiamme. Nella notte sono stati incendiati anche veicoli e un autobus di linea, mentre in alcune zone della città cassonetti in fiamme sono stati utilizzati per bloccare le strade.

Starmer: «Nessuna tolleranza per queste violenze»

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito l’accoltellamento di Belfast «orribile» e «sconvolgente», ma ha condannato con forza anche le successive violenze.

«Non ho alcuna tolleranza per scene così aberranti di violenza nelle nostre strade», ha dichiarato il premier.

Anche Michelle O’Neill ha invitato alla calma: «L’aggressione è stata terribile, ma è pericoloso usare quell’episodio per colpire persone innocenti che stanno semplicemente cercando di vivere, lavorare e crescere le proprie famiglie».

Il messaggio di Starmer

Le scene viste a Belfast la scorsa notte sono state scioccanti e completamente inaccettabili. Non c’è alcuna giustificazione per la violenza e i disordini che abbiamo visto minacciare le nostre comunità, né per coloro che li hanno incoraggiati, online o altrove. È chiaro che la scorsa notte alcune persone sono state prese di mira a causa delle loro origini e non lo tollererò. I responsabili subiranno tutto il peso della legge. La priorità deve essere fare appello alla calma, ed è ciò che faccio ora.

Chi è il sospettato

Secondo la polizia, l’uomo arrestato sarebbe arrivato nel febbraio 2023 in Irlanda del Nord dopo essere transitato da Parigi e Dublino. Dopo aver chiesto asilo, aveva ottenuto il permesso di rimanere nel Regno Unito fino al 2028. Gli investigatori precisano che, allo stato attuale, non esistono elementi che colleghino l’accoltellamento ad attività terroristiche. Il sospettato resta in custodia ed è accusato di tentato omicidio, possesso di arma da taglio in luogo pubblico e minacce di morte.

L’episodio arriva in un momento di forte tensione sul tema dell’immigrazione nel Regno Unito, dove nelle ultime settimane diversi casi di cronaca sono stati utilizzati da gruppi dell’estrema destra per alimentare proteste e campagne contro i migranti.

Il repost su X di Nigel Farage

Farage, leader di Reform UK non commenta direttamente. Si limita e repostare questo: «L’orrore che avete visto a Belfast è il risultato diretto delle fallimentari politiche sull’immigrazione portate avanti dai Conservatori e dal Partito Laburista. Reform ha già annunciato un divieto totale di visti per chiunque provenga dal Sudan. Adesso basta

Musk e Tommy Robinson

Tra i promotori delle proteste sui social c’è stato anche Tommy Robinson, esponente dell’estrema destra britannica con numerose condanne alle spalle, che ha invitato i suoi sostenitori a scendere in piazza dopo quello che ha definito un «attacco degli invasori contro la nostra gente». Elon Musk ha rilanciato sui social alcuni messaggi e indicazioni sui luoghi di ritrovo delle manifestazioni.

Il contesto dell’Irlanda del Nord

L’Irlanda del Nord è la parte meno multiculturale del Regno Unito: secondo i dati citati dal New York Times, appena il 3,4% della popolazione appartiene a minoranze etniche. Negli anni successivi agli Accordi del Venerdì Santo del 1998, però, l’immigrazione è cresciuta progressivamente, soprattutto nelle aree urbane come Belfast, rendendo il tema sempre più sensibile sul piano politico e sociale.

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