Il missile balistico ipersonico Oreshnik può trasportare testate nucleari ed è stato usato dalla Russia nei raid contro Kiev. Per gli analisti è anche uno strumento di pressione psicologica contro Nato ed Europa
L’Oreshnik, che in russo significa “nocciolo”, è un missile balistico ipersonico a medio raggio sviluppato dalla Russia e utilizzato finora solo poche volte nella guerra in Ucraina. Mosca lo ha impiegato per la prima volta nel novembre 2024 e poi di nuovo nei raid del 2026 contro Kiev e Leopoli.
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Perché preoccupa l’Occidente
La caratteristica che rende l’Oreshnik particolarmente temuto è la capacità di trasportare più testate contemporaneamente, ognuna diretta verso obiettivi diversi. Una tecnologia normalmente associata ai missili balistici intercontinentali.
Secondo Vladimir Putin, il missile sarebbe praticamente impossibile da intercettare perché vola a oltre dieci volte la velocità del suono. Kiev sostiene che durante un attacco abbia raggiunto circa 13mila chilometri orari.
Il messaggio del missile
L’Oreshnik può trasportare sia testate nucleari sia convenzionali, anche se negli attacchi contro l’Ucraina non risultano impiegate componenti nucleari. Secondo Reuters, nei raid precedenti Mosca avrebbe usato anche testate “dummy”, cioè prive di esplosivo, soprattutto per mostrare la capacità del sistema e inviare un messaggio politico e militare all’Occidente.
Un’arma più politica che militare
Diversi analisti occidentali ritengono che l’Oreshnik abbia soprattutto una funzione intimidatoria. L’obiettivo sarebbe dimostrare che la Russia possiede missili ipersonici capaci di colpire rapidamente Ucraina ed Europa e compatibili con armamenti nucleari. Mosca avrebbe quindi usato il missile anche per aumentare la pressione psicologica su Nato e alleati europei di Kiev.
Gli Oreshnik anche in Bielorussia
Dal 2025 la Russia ha avviato la produzione seriale degli Oreshnik e ne ha trasferiti anche in Bielorussia, alleato strategico del Cremlino sul fianco orientale della Nato.

































