22 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

22 Mag, 2026

Trump rilancia la Nato a Est: 5mila soldati in Polonia. Caos al Pentagono

Il presidente Usa ribalta la linea del Pentagono e conferma nuove truppe in Polonia. Rutte applaude ma chiede agli alleati europei più responsabilità nella difesa Nato


Il presidente Trump scrive su X. Più truppe in Polonia. E al solito, sorprende il Pentagono. L’annuncio dell’invio di 5mila soldati americani ribalta la decisione presa appena una settimana fa dal Dipartimento della Guerra. Congelare il dispiegamento di migliaia di militari nell’Europa orientale. Una mossa che riapre il dossier Nato mentre cresce la pressione russa sul fianco est dell’Alleanza.

Trump cambia linea sui soldati in Europa

L’annuncio del presidente americano ha colto di sorpresa anche funzionari del Pentagono. Solo pochi giorni fa Washington aveva infatti deciso di cancellare il trasferimento di oltre 4mila soldati in Polonia. Sempre nell’ambito della riduzione della presenza militare Usa in Europa.

Trump ha spiegato la nuova decisione con un messaggio pubblicato sui social, collegandola alla vittoria del presidente conservatore polacco Karol Nawrocki, apertamente sostenuto dalla Casa Bianca. Il presidente ha anche confermato l’intenzione di ridurre progressivamente il peso militare degli Stati Uniti nel continente europeo, spingendo gli alleati Nato ad assumersi maggiori responsabilità. Insomma caos.

Il Pentagono nel caos

Nelle ultime settimane il Dipartimento della Difesa americano aveva annunciato: il ritiro di circa 5mila soldati dalla Germania. La cancellazione di alcuni programmi militari europei. il rinvio del dispiegamento di truppe in Polonia. Decisioni che avevano provocato forti tensioni con Varsavia e critiche bipartisan al Congresso americano, preoccupato che un ridimensionamento delle forze Usa nell’Est Europa potesse essere interpretato da Mosca come un segnale di debolezza.

Secondo il Nyt, alcuni militari erano già arrivati in Polonia con mezzi ed equipaggiamenti quando il Pentagono aveva improvvisamente bloccato tutto.

Rubio agli alleati: «Perché siete nell’Alleanza?»

A complicare ulteriormente il quadro sono arrivate anche le parole del segretario di Stato Marco Rubio. Prima della ministeriale Nato in Svezia ha criticato alcuni alleati europei per non aver consentito agli Stati Uniti di utilizzare basi militari nella guerra con l’Iran.

«Se Paesi come la Spagna negano agli Usa l’utilizzo delle basi, allora perché sono nella Nato? È una domanda legittima», ha dichiarato Rubio.

Secondo Reuters, il clima dentro l’Alleanza resta teso anche per le continue oscillazioni della Casa Bianca sulla presenza militare americana in Europa e per la richiesta agli alleati di assumersi una quota maggiore della sicurezza continentale. La tensione è aumentata anche dopo le pressioni di Trump sulla Groenlandia, territorio della Danimarca, altro membro Nato.

Rutte: «Bene Trump, ma l’Europa deve fare di più»

L’annuncio di Trump è stato accolto positivamente dal segretario generale della Nato Mark Rutte. «Accolgo questa decisione con favore, ora i nostri comandanti studieranno i dettagli», ha dichiarato arrivando alla ministeriale Esteri Nato. Rutte ha però sottolineato che il vero obiettivo resta costruire «un’Europa più forte dentro una Nato più forte», riducendo gradualmente la dipendenza dagli Stati Uniti.

«Ciò a cui assisterete sarà un processo graduale in cui gli europei assumeranno un ruolo più importante».

Gli aiuti a Kiev e il peso della guerra

Rutte ha anche lanciato un messaggio agli alleati europei sul sostegno all’Ucraina. Secondo il segretario generale Nato, il peso degli aiuti militari e finanziari a Kiev oggi ricade soprattutto su «sei o sette alleati», una situazione che considera squilibrata. «Serve una distribuzione più equa degli oneri», ha detto, ribadendo però che all’interno della Nato «non esistono dubbi» sul sostegno politico all’Ucraina.

La nuova strategia Usa in Europa

Dietro il caos delle ultime settimane emerge la strategia di Trump: mantenere una presenza militare forte nell’Est Europa ma allo stesso tempo ridurre il coinvolgimento diretto americano nella sicurezza del continente. Una linea che punta a rafforzare il ruolo degli alleati europei senza però lasciare scoperto il fronte orientale della Nato, soprattutto dopo la guerra in Ucraina e il rafforzamento militare della Russia lungo i confini europei.

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