30 Ott, 2026

Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura. Chi sono le vittime dell'elicottero. Meloni: «Vite spezzate»

Le vittime dell'elicottero precipitato in Bosnia

Due militari dell’Aviazione dell’Esercito di Viterbo e due appartenenti alla Croce Rossa hanno perso la vita nello schianto. Undici i feriti, nessuno in pericolo di vita. La premier e Crosetto rendono omaggio ai caduti al Circo Massimo


Hanno un nome e una storia i quattro italiani morti nello schianto dell’elicottero militare in Bosnia-Erzegovina. Sono il sergente Simone Ruggia, il sergente Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci. Due militari dell’Aviazione dell’Esercito e due appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, impegnati in una missione nell’ambito dell’operazione Eufor Althea.

A ricordarli è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto ha deposto un mazzo di rose al Villaggio della Difesa, allestito al Circo Massimo in vista del 4 novembre.

«Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Oggi il mio pensiero è per loro e per chi li ama», scrive la premier su X, invitando i cittadini a portare un fiore in memoria delle vittime.

Chi erano Simone Ruggia e Claudio Marchesi

Il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi erano in servizio al Comando Aviazione dell’Esercito (Aves) di Viterbo. Entrambi appartenevano al primo reggimento «Antares» del Centro Addestrativo, la struttura che si occupa della formazione dei piloti e dei tecnici e dello sviluppo delle tecniche di impiego degli aeromobili.

Claudio Marchesi, 35 anni, era originario di Orvieto, dove vive la sua famiglia. Appassionato di sci e calcio, sport che aveva praticato da ragazzo, sui social aveva pubblicato una fotografia sulla neve accompagnata da una frase: «Da quando ho cominciato a camminare mi piace correre».

Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci

Le altre due vittime appartenevano al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Sono il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, rispettivamente medico e infermiere.

Un altro operatore della Croce Rossa, componente del team di evacuazione medica, è rimasto ferito nell’incidente.

Lo schianto durante l’addestramento: undici feriti

L’elicottero CH-47 sarebbe partito giovedì mattina da Viterbo e, dopo uno scalo all’aeroporto militare di Pratica di Mare, avrebbe raggiunto la Bosnia-Erzegovina.

Il velivolo, impegnato nell’operazione Eufor Althea, è precipitato durante un’attività addestrativa. A bordo si trovavano complessivamente quindici persone.

Il bilancio è di quattro morti e undici feriti. Tutti i sopravvissuti stanno ricevendo le cure necessarie e, secondo le informazioni disponibili, nessuno versa in pericolo di vita. Tra loro ci sarebbe anche un militare viterbese che avrebbe riportato fratture alle costole.

L’omaggio di Meloni e Crosetto al Circo Massimo

«Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura». La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sceglie di ricordare i quattro caduti chiamandoli per nome.

In un messaggio pubblicato su X, accompagnato da un video dell’omaggio al Circo Massimo, la premier spiega la decisione di trasformare il Villaggio della Difesa in uno spazio di raccoglimento aperto ai cittadini.

«Abbiamo voluto che il Villaggio della Difesa, allestito in vista del 4 novembre, diventasse un luogo di raccoglimento aperto a tutti. Stringerci a chi soffre, custodire il ricordo di chi abbiamo perso, accompagnare i feriti e i loro cari in queste ore difficili».

Poi l’invito: «A chi vorrà venire al Circo Massimo, chiedo un gesto semplice: portate un fiore. In quel fiore ci saranno il vostro affetto, il vostro rispetto, il grazie dell’Italia».

«So che nessuna parola può colmare un’assenza così grande. Ma esserci è un dovere», aggiunge la presidente del Consiglio. E conclude: «Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura: non vi dimenticheremo».

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