29 Ott, 2026

Sciopero generale domani, dai trasporti alla scuola: chi si ferma e dove sono i cortei

La mobilitazione contro carovita, guerra e riarmo coinvolge pubblico e privato. Il sindacato conferma la protesta nonostante la precettazione dei trasporti. Il Viminale prepara il piano di sicurezza per i cortei. A Milano due manifestazioni verso la periferia nord, possibile arrivo in Tangenziale


Venerdì 30 ottobre l’Italia si prepara a una giornata di sciopero generale, con possibili disagi per scuole, sanità, uffici pubblici e trasporti. L’Unione sindacale di base (Usb) ha proclamato una mobilitazione nazionale di tutte le categorie pubbliche e private contro il carovita, la guerra e il riarmo, con manifestazioni e presidi in oltre 50 città.

Il sindacato conferma la protesta anche nei trasporti, nonostante la precettazione disposta dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Intanto il Viminale rafforza il dispositivo di sicurezza: il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riunito prefetti, questori e vertici delle forze di polizia per predisporre un piano volto a garantire le manifestazioni pacifiche e isolare chi dovesse provocare violenze.

A Milano, dove sono attesi due cortei destinati a confluire nella zona di Loreto, la Questura ha concordato un percorso verso la periferia nord, con la possibilità che i manifestanti raggiungano la Tangenziale.

Sciopero del 30 ottobre: chi si ferma e quali servizi sono a rischio

Lo sciopero generale riguarda lavoratori del settore pubblico e privato, dalla scuola alla sanità, dagli uffici all’agricoltura, fino alle attività portuali.

Per il personale ferroviario e delle autostrade l’astensione era stata programmata a partire dalle 21 di giovedì 29 ottobre, mentre nella sanità la protesta è prevista dall’inizio del primo turno di venerdì fino alla conclusione dell’ultimo.

La situazione è però diversa per i trasporti, dove è intervenuta la precettazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il provvedimento è stato disposto in considerazione delle norme che limitano gli scioperi nei giorni immediatamente precedenti e successivi alle festività, in questo caso la commemorazione dei Defunti del 2 novembre.

Non è quindi possibile dare per scontato il blocco di treni, autobus e metropolitane: l’effettiva entità dei disagi dipenderà dalle adesioni e dalle comunicazioni delle aziende di trasporto.

La precettazione dei trasporti, Usb conferma lo sciopero

La decisione del ministero è stata contestata dall’Unione sindacale di base, che ha annunciato di voler mantenere l’astensione anche nei settori interessati dalla precettazione.

Il sindacato sostiene che il provvedimento sia illegittimo e conferma la mobilitazione pur riconoscendo il rischio di sanzioni particolarmente pesanti per i lavoratori.

Al centro della protesta ci sono la richiesta di aumenti salariali, la riduzione dei prezzi dell’energia, degli affitti e dei mutui, il rafforzamento dei servizi pubblici e l’opposizione all’aumento delle spese militari.

Usb parla di una mobilitazione contro quella che definisce «l’economia di guerra imposta dal governo Meloni» e denuncia il peggioramento delle condizioni di vita di lavoratori e famiglie.

La giornata si inserisce anche in una protesta internazionale dei lavoratori portuali contro il traffico di armi, che secondo gli organizzatori coinvolge oltre cento scali in 17 Paesi.

Milano, due cortei verso la periferia

A Milano la Questura ha concordato un percorso verso la periferia nord per i due cortei previsti venerdì in occasione dello sciopero generale. Le manifestazioni dovrebbero confluire nella zona di piazzale Loreto, per poi dirigersi lungo via Padova verso la Tangenziale, che alcuni gruppi non escludono di occupare.

Il concentramento dei sindacati e dei gruppi pro Palestina è previsto alle 10 in piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione Centrale. Gli studenti universitari e delle scuole superiori si ritroveranno invece alle 9.30 in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico.

Entrambi i cortei dovrebbero percorrere l’asse corso Buenos Aires-piazzale Loreto-via Padova, evitando il centro cittadino. La Questura ha confermato l’itinerario verso nord, precisando che non è stato formalmente disposto un divieto di accesso al centro.

Gli organizzatori puntano a riunire i due spezzoni della manifestazione. Le stime circolate alla vigilia ipotizzano una partecipazione fino a 10mila persone.

La mobilitazione è accompagnata dalle occupazioni studentesche. Dopo la Statale e gli istituti superiori Caterina da Siena e Tito Livio, anche gli studenti dell’Università Bicocca hanno occupato un’aula per aderire alle proteste contro il carovita e per il diritto allo studio.

Alle iniziative partecipano i Collettivi studenteschi, Osa, Cambiare Rotta e Milano in Movimento.

Il percorso verso la periferia arriva dopo le tensioni e i tafferugli del 17 e 18 ottobre, che hanno alimentato polemiche sui danni provocati durante le manifestazioni nel centro cittadino.

Piantedosi riunisce prefetti e questori

Il Viminale ha predisposto un dispositivo di sicurezza per le manifestazioni previste in oltre 50 città italiane.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha presieduto una riunione in videoconferenza con prefetti, questori e vertici delle forze di polizia di tutti i capoluoghi di regione. Al centro dell’incontro, l’analisi delle possibili criticità e la gestione dell’ordine pubblico nelle aree più sensibili.

Secondo quanto comunicato dal ministero, sarà attivato un «articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente, garantire la sicurezza di tutta la comunità, isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze».

Le forze dell’ordine saranno affiancate dai rinforzi messi a disposizione dal Viminale, con un presidio capillare del territorio.

«Gli allarmi ci sono, perché avete visto questo modo di attivazione delle piazze molto insidioso, ma nulla diverso rispetto a quello che abbiamo trattato finora», ha dichiarato Piantedosi, a margine delle celebrazioni per il 35esimo anniversario della Direzione investigativa antimafia.

Il ministro ha espresso fiducia nella capacità di prefetti, questori e forze di polizia di gestire anche gli elementi imprevedibili delle manifestazioni.

Durante la riunione ha inoltre rinnovato il proprio apprezzamento per il lavoro degli operatori impegnati nelle ultime settimane nella gestione delle proteste.

Ultima Generazione aderisce allo sciopero

Alla mobilitazione parteciperanno anche gli attivisti di Ultima Generazione, che hanno annunciato la loro adesione allo sciopero generale indetto da Usb con lo slogan «Contro il carovita. No alla guerra. No al riarmo».

«Saremo insieme a tante persone nelle piazze italiane; le stesse piazze e le strade che nelle settimane scorse hanno visto la mobilitazione di studenti e di lavoratori del settore agricolo e dell’autotrasporto», afferma il movimento.

Gli attivisti criticano la legge di bilancio del governo Meloni, sostenendo che le risorse destinate alla difesa e al riarmo penalizzino sanità, scuola, trasporti pubblici e welfare.

Secondo Ultima Generazione, il peggioramento delle condizioni economiche di milioni di famiglie rende necessario rilanciare la mobilitazione sociale.

La giornata di venerdì sarà dunque un banco di prova sia per la capacità di mobilitazione dei sindacati di base sia per la gestione dell’ordine pubblico. Resta soprattutto da capire quale sarà l’effettiva adesione nei trasporti dopo l’ordinanza di precettazione.

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