26 Ott, 2026

«Può sviluppare una strategia rivoluzionaria»: procura chiede il carcere per Siher

Youssef Siher

Per i magistrati milanesi, Youssef Siher, ritenuto la mente del Movimento 17 ottobre, avrebbe capacità informatiche e organizzative per mobilitare migliaia di persone. Nel computer non sono state trovate le istruzioni per i raduni nelle piazze


La Procura di Milano ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per Youssef Siher, il ricercatore trentenne italiano di origini marocchine ritenuto dagli inquirenti la mente del canale social «Movimento 17 ottobre».

Secondo i magistrati, l’uomo avrebbe capacità informatiche e organizzative tali da poter «sviluppare una strategia rivoluzionaria», anche attraverso la mobilitazione di migliaia di persone nelle piazze.

È uno degli elementi contenuti nella richiesta presentata dalla pm dell’antiterrorismo Francesca Crupi, che coordina le indagini insieme al procuratore Marcello Viola. Per l’accusa sussistono sia il pericolo di fuga che quello di reiterazione del reato.

Il gruppo social con quasi 9 mila follower

Nella richiesta dei magistrati, Siher viene descritto come una persona con «un profilo di spicco nel movimentismo», capace di dimostrare una «particolare abilità» nell’organizzazione attraverso i social network.

In pochi giorni, secondo la Procura, sarebbe riuscito a creare un gruppo che conta attualmente quasi 9 mila follower. Gli inquirenti ritengono che la maggior parte degli aderenti fosse propensa a mettere in atto «condotte criminose contro l’ordine pubblico».

La rapidità con cui il canale è cresciuto e la capacità di raggiungere un numero elevato di persone sono tra gli elementi utilizzati dall’accusa per sostenere il rischio che Siher possa ripetere le condotte contestate.

Le istruzioni per le piazze e il piano per evitare i controlli

Secondo i pm, le competenze informatiche del ricercatore gli consentirebbero di elaborare comunicati capaci di «concentrare in piazza migliaia di persone». Le indicazioni che sarebbero state destinate agli utenti del canale rivelerebbero, nella ricostruzione dell’accusa, «un chiaro disegno strategico».

In particolare, i luoghi di ritrovo annunciati a Milano sarebbero stati scelti in modo da ostacolare i controlli delle forze dell’ordine. Si tratta di valutazioni contenute nella richiesta cautelare, sulle quali dovrà pronunciarsi il giudice.

I canali bloccati, ma nel computer non sono state trovate le istruzioni

Un elemento significativo emerge però dalle perquisizioni informatiche. Sabato 24 ottobre, dopo l’intervento degli investigatori, i canali social riconducibili al movimento sono stati bloccati. Le istruzioni che avrebbero dovuto indicare le piazze milanesi in cui concentrarsi non sono state quindi diffuse.

E, secondo quanto riferito dall’ANSA, nel notebook di Siher gli investigatori non hanno finora trovato traccia di quelle istruzioni. Un dato che resta distinto dalle valutazioni della Procura sulle capacità organizzative del ricercatore e sulla pericolosità delle condotte ipotizzate.

Spetterà ora al giudice valutare gli elementi presentati dall’accusa e decidere sulla convalida del fermo e sull’eventuale applicazione della custodia cautelare in carcere.

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