24 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

24 Lug, 2026

L'autopsia su Fakir, sangue nei polmoni e schiacciamento. Piantedosi difende i poliziotti

Abderrahim Fakir

L’autopsia sul corpo del 42enne morto al Pilastro è durata sei ore. Il legale della famiglia indica un possibile quadro di asfissia da compressione, mentre si attendono gli esami istologici e tossicologici. Fakir era seguito da un Centro di salute mentale


Sangue vivo nei polmoni e segni di schiacciamento. Sarebbero questi, secondo quanto appreso da diverse fonti, alcuni degli elementi emersi dall’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, 42enne morto domenica scorsa al Pilastro di Bologna durante un intervento di polizia.

L’esame autoptico è durato sei ore. Gli accertamenti dovranno ora stabilire l’origine di entrambi i reperti. In particolare, bisognerà chiarire se lo schiacciamento sia riconducibile a un’eccessiva compressione esercitata quando Fakir era ancora in vita oppure alle manovre rianimatorie effettuate dopo il decesso. Allo stesso modo, resta da verificare se la presenza di sangue nei polmoni sia legata a un eventuale consumo di cocaina o a una compressione eccessiva.

Nelle stesse ore il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha difeso gli agenti, sostenendo che dai video «emerge la correttezza dei poliziotti». Ha anche annunciato l’arrivo di cinquemila bodycam.

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L’autopsia e l’ipotesi dell’asfissia

«Non sono un medico legale, ma ritengo che ci possa essere un indubitabile quadro asfittico da compressione. Bisognerà però attendere le conclusioni peritali», ha detto Fabio Anselmo, avvocato della famiglia Fakir.

«È stato un esame molto complesso, bisogna attendere gli esiti degli approfondimenti», ha spiegato il medico legale Benedetto Vergari, consulente dei quattro volontari della Croce Rossa presenti in via Svevo quando Fakir è morto. La Procura ha disposto ulteriori accertamenti istologici e tossicologici e ha fissato in 90 giorni il termine per il deposito della perizia.

Il fascicolo è aperto per omicidio colposo. Nel registro delle annotazioni preliminari ci sono i due poliziotti intervenuti e quattro operatori della Croce Rossa. Al momento non ci sono indagati.

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Le indiscrezioni sulla Tac

Il Messaggero aveva anticipato che la Tac eseguita sul corpo avrebbe evidenziato una compromissione delle vie respiratorie compatibile con un soffocamento durante la fase di contenimento. Interpellato sulla ricostruzione, Anselmo ha risposto: «Non mi sento di smentirlo», evitando ulteriori commenti.

L’avvocato dei due agenti, Gabriele Bordoni, ha detto invece di voler aspettare le valutazioni dei consulenti tecnici prima di esprimersi sui risultati degli esami. «Per quanto mi è stato riferito dal mio fiduciario medico legale, l’accurata analisi condotta in sede autoptica non ha fatto emergere alcunché riferibile a un’azione eccessiva o violenta da parte dei due agenti».

Fakir era seguito dal Centro di salute mentale

Dagli accertamenti emerge anche che, dopo un accesso al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore il 20 giugno per un problema di natura psichiatrica, Fakir era stato preso in carico dal Centro di salute mentale di Bologna.

Era stato visitato, aveva ricevuto una prima diagnosi, la conferma della terapia e un nuovo appuntamento fissato per i primi giorni di agosto.

Piantedosi: «Dai video emerge la correttezza dei poliziotti»

Intervenendo a L’Aria che tira su La7, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha difeso gli agenti.

«Dai video si evince che i poliziotti si siano approcciati con la delicatezza che ci vuole in questi casi. Chi opera in quei momenti deve prendere decisioni in pochi secondi. Credo che ci sia stata tutta l’attenzione e l’equilibrio necessari. Aspettiamo le indagini della magistratura, ma credo si vada nella direzione del riconoscimento della correttezza degli operatori», ha affermato.

Il ministro ha inoltre annunciato l’avvio della gara per l’acquisto di 5.000 bodycam, prima dotazione destinata alle forze di polizia e destinata ad essere progressivamente estesa.

Le altre indagini

La Procura ha disposto anche il sequestro di computer e telefoni cellulari nell’abitazione dove viveva Fakir e sta acquisendo decine di video realizzati dai residenti del Pilastro per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto durante l’intervento.

L’avvocato Bordoni ha ribadito che i due agenti «vivono come un dramma» la morte del quarantaduenne e ha sostenuto che le registrazioni dimostreranno come abbiano richiesto due volte l’intervento dell’automedica. Su questo però, l’Azienda sanitaria di Bologna ha una ricostruzione diversa.

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