La riforma torna alla Camera il 28 settembre per la terza lettura. La maggioranza abbandona il secondo turno e conferma la soglia del 42%. Restano aperti il nodo della norma “anti-cespugli” e quello delle preferenze
La nuova legge elettorale arriverà nell’Aula della Camera lunedì 28 settembre per la terza lettura, dopo le modifiche apportate dal Senato. La data è stata stabilita dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
Intanto la maggioranza ha definito alcuni dei punti più delicati della riforma: tramonta definitivamente l’ipotesi del ballottaggio, mentre resta fissata al 42% la soglia oltre la quale scatterà il premio di maggioranza. Rimangono invece ancora questioni da sciogliere, a cominciare dalla cosiddetta norma “anti-cespugli”.
Salta definitivamente il ballottaggio
La riunione degli sherpa di maggioranza sulla legge elettorale è terminata dopo poco più di due ore. Il confronto ha portato all’abbandono definitivo dell’ipotesi di un secondo turno nel caso in cui nessuna coalizione raggiunga la soglia prevista.
Resta invece al 42% la percentuale necessaria per ottenere il premio di maggioranza. È uno dei punti centrali del nuovo sistema su cui la maggioranza sta lavorando in vista dell’approvazione definitiva.
Resta il nodo della norma “anti-cespugli”
Non è stato ancora sciolto il nodo della cosiddetta norma “anti-cespugli”, una delle questioni rimaste aperte dopo il confronto tra le forze della maggioranza.
In Assemblea dovrà inoltre essere nuovamente votata la modifica sulle preferenze introdotta durante l’iter parlamentare.
È in corso anche una riflessione sulla possibilità di estendere ai caregiver il voto fuorisede.
Niente modifica per i sindaci candidati
Non passa invece la proposta contenuta in un emendamento di Fratelli d’Italia che avrebbe ristretto i tempi entro i quali i sindaci devono dimettersi nel caso in cui decidano di candidarsi alle elezioni politiche.































