25 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

25 Giu, 2026

Donnarumma lascia Fs, Salvini apre la fase due dopo i disservizi sui treni

L’amministratore delegato di Fs Stefano Donnarumma chiuderà i dossier più importanti prima di consegnare le dimissioni. Dopo i recenti disservizi ferroviari e l’irritazione di Salvini, il Mit parla di conclusione anticipata del mandato e di una nuova fase


Stefano Donnarumma si prepara a lasciare la guida di Ferrovie dello Stato. L’amministratore delegato di Fs, secondo quanto fanno sapere fonti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nei prossimi giorni «chiuderà i dossier più importanti prima di consegnare le dimissioni». La decisione arriva dopo un incontro con Matteo Salvini e segna la conclusione anticipata del mandato.

Il ministro ha ringraziato Donnarumma «per il lavoro svolto» e gli oltre 90 mila dipendenti del gruppo, ma al tempo stesso dal Mit arriva il messaggio politico: Fs deve aprire una nuova fase, dopo il raggiungimento degli obiettivi Pnrr e dopo settimane segnate da disservizi sulla rete ferroviaria.

L’addio anticipato

Salvini e Donnarumma, spiegano fonti del ministero, «concordano sulla conclusione del mandato in anticipo rispetto ai tempi previsti». L’obiettivo dichiarato è far partire la «fase due» dell’azienda, chiusi positivamente gli obiettivi del Pnrr, con una figura scelta dall’interno.

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La decisione sarà formalizzata nei prossimi giorni, quando l’amministratore delegato avrà completato il passaggio sui dossier considerati più importanti. Il cambio al vertice arriva in un momento delicato per il gruppo, tra cantieri, investimenti, obiettivi europei e pressione politica sulla qualità del servizio.

I disservizi e l’irritazione di Salvini

A pesare sul rapporto tra il ministro e l’amministratore delegato sono stati anche i recenti disservizi lungo le tratte ferroviarie. La scorsa settimana Salvini aveva espresso irritazione per i ritardi e le criticità registrate sulla rete, alimentando le voci su un possibile allontanamento di Donnarumma. Martedì, dopo un tavolo al Mit, il rapporto sembrava essersi rasserenato. Lo stesso Donnarumma aveva lasciato intendere che il confronto fosse stato costruttivo. Il ministero aveva anche sottolineato un miglioramento della puntualità dei treni e attribuito diversi disagi a furti di rame, manomissioni e guasti di convogli di altre compagnie ferroviarie.

La fase due di Fs

Dopo il nuovo incontro, però, è arrivata l’accelerazione. Il Mit parla ora di una «fase due» per Ferrovie dello Stato. Nella ricostruzione del ministero, il gruppo ha raggiunto risultati positivi sui target Pnrr, con Fs vicina al traguardo dei 25 miliardi di euro, e ha sostenuto uno sforzo rilevante per coniugare investimenti e cantieri.

Salvini ha evidenziato anche il miglioramento della puntualità, indicato dal Mit nel 7% a giugno 2026 rispetto allo stesso mese del 2025, e il ritorno all’utile per 30 milioni di euro nell’ultimo bilancio dell’azienda. Ma la scelta di chiudere il mandato in anticipo segnala la volontà politica di aprire una nuova stagione al vertice del gruppo.

Una scelta interna per il dopo Donnarumma

Il successore dovrebbe arrivare dall’interno. È questa l’indicazione arrivata dal ministero: una figura scelta dentro il gruppo per guidare la nuova fase di Fs.

Tra le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni c’è il nome di Gianpiero Strisciuglio, attuale amministratore delegato di Trenitalia. Nessuna decisione ufficiale è stata però annunciata. La partita si aprirà formalmente dopo le dimissioni di Donnarumma e dopo la chiusura dei dossier ancora sul tavolo.

Cantieri, Pnrr e treni sotto pressione

Il cambio al vertice arriva mentre Ferrovie dello Stato è impegnata su più fronti. Da una parte ci sono i cantieri legati agli investimenti e al Pnrr, indicati dal Mit in circa 1.300 al giorno. Dall’altra resta il tema più visibile per i viaggiatori: ritardi, guasti, cancellazioni e disservizi sulle linee ferroviarie.

Il ministero difende i risultati raggiunti, ma la successione anticipata indica che la pressione politica sui trasporti resta alta. Dopo la fase degli obiettivi Pnrr, il governo chiede a Fs una nuova gestione, più centrata su servizio, puntualità e tenuta della rete.

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