Iniziata ieri a Roma l’Assemblea Costitutente di Futuro Nazionale, il partito del generale Roberto Vannacci
Per il generale Vannacci ieri era il grande giorno, il giorno della Costituente di Futuro Nazionale che proseguirà anche oggi. All’arrivo, appena incrociati i giornalisti, si è introdotto così: «Siamo la feccia, i figli di nessuno e siamo fieri di esserlo», insistendo sulla retorica della “sporca dozzina” già impiegata in settimana nell’ormai virale e commentatissima intervista tv a Ottoemezzo, da Lilli Gruber.
Ieri, all’Auditorium della Conciliazione di Roma, era il giorno dei delegati locali. Oggi sarà quello degli onorevoli, i deputati che il nuovo partito del generale ha scippato agli ex-alleati della coalizione di centrodestra. E una delle notizie di giornata è proprio in questa dichiarazione di Vannacci: «Io non ho mai parlato di adesione al centrodestra, è il centrodestra che ne parla, sembrano siano aspettative di questo centrodestra».
La crescita di Fn
Vannacci, insomma, si mostra ben consapevole del fatto che il suo partito sta crescendo nei sondaggi, rosicchiando alcuni consensi (pochi) agli scontenti della coalizione attualmente al governo e attirando una fetta di astensionisti abituali ed ex grillini. Queste, almeno, sono le valutazioni di sondaggisti e analisti interpellati ieri su questo giornale.
Nel corso della giornata il generale non si è sottratto alle domande dei giornalisti. Dopo un lungo intervento sul palco, il leader di Futuro Nazionale ha tenuto una conferenza stampa durata oltre un’ora. Anche qui un’altra frecciata ai leader del centrodestra: «Io per educazione ho invitato tutti i leader dei partiti politici presenti nell’emiciclo parlamentare. Sarebbe stato corretto secondo me rispondere. Che non siano venuti è un problema loro, non mio. Sono venuti alcuni rappresentanti che ho ringraziato personalmente». In effetti qualcuno c’era, ma certo non i leader.
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Poi è intervenuto sull’infelice uscita del parlamentare grillino, che in Aula ha accusato la premier Meloni di aver indossato delle ginocchiere per prendere più comodamente ordini da Trump e Netanyahu: «Non l’avrei recepita come una possibile offesa sessista, e la stessa cosa avrei fatto con il termine ‘cortigiana’. Ma io non sono una donna e quindi non posso rispondere».
Proprio in Aula, in settimana, Meloni ha attaccato i fedelissimi del generale, accusandoli di votare in Parlamento insieme alla sinistra.
Vannacci ieri ha replicato così: «Non ho risposto al presidente del Consiglio perché se avrà una domanda da farmi, me la fa direttamente e avrò l’onore e il piacere di risponderle. Mi risulta che abbia parlato alla ‘sporca dozzina’ e loro hanno replicato alle parole del presidente del Consiglio. Al premier Meloni rispondo quando mi interpellerà». Poi, ancora, le vecchie critiche all’Unione Europea, al riarmo e alla posizione pro-Ucraina delle cancellerie europee: «La retorica della minaccia russa che ci dovrebbe spingere a spendere 800 miliardi per riarmarci non regge. E’ un feticcio per rilanciare l’industria, specie tedesca, che è affossata dal green deal».
La coalizione si compatta
Intanto, però, la coalizione di centrodestra sembra compattarsi: il ministro del made in Italy Lollobrigida afferma che Vannacci si è chiamatro fuori dalla coalizione votando la sfiducia al governo. Maurizio Lupi, di Noi Moderati, rincara la dose: «Vannacci è agli antipodi del centrodestra, lui è il Polo Sud, noi siamo il Polo Nord». In serata arriva la presa di posizione del segretario di Forza Italia e ministro degli esteri Antonio Tajani: «Io non ho paura mai di nessuno. Non mi occupo degli altri, cerco di occuparmi insieme a tutta la nostra grande squadra di quello che dobbiamo fare noi a cominciare da un’azione forte per ridurre la pressione fiscale. A noi interessano i problemi dei cittadini. Gli altri facciano ciò che vogliono».
I cortei della Capitale
La giornata, a Roma, era particolarmente calda. Non solo per i 30 gradi segnati dal termometro, ma per i vari cortei previsti in diversi quartieri della Capitale. Uno dedicato a Remigrazione e Riconquista, indipendente dall’iniziativa di Vannacci e che vedeva Casapound tra i promotori. Nel frattempo, cartelli con Roberto Vannacci ritratto a testa in giù e bandiere della Palestina davanti al Colosseo dove si sono riuniti gruppi di manifestanti per il corteo antifascista che ha sfilato fino a piazza Vittorio. In piazza sindacati, tra cui la Cgil, l’Anpi, le associazioni e la rete No Kings. Studenti dei collettivi Osa e Cambiare Rotta, con i movimenti per il diritto all’abitare, si sono invece radunati in piazzale del Verano diretti a Porta Pia, dove si trova il ministero delle infrastrutture e dei Trasporti.


























