25 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

25 Mag, 2026

Ebola, due casi sospetti in Italia dopo il rientro dall'Uganda

Il pronto soccorso infettivologico dell'Ospedale Sacco di Milano

Due persone con febbre alta, vomito e diarrea sono monitorate all’ospedale Sacco di Milano come casi sospetti di Ebola. Bertolaso: «Probabilmente malaria»


Due cooperanti rientrati dall’Uganda con febbre alta, vomito e diarrea sono ricoverati all’ospedale Sacco di Milano e vengono monitorati come casi sospetti di Ebola. Il ministero della Salute ha attivato il protocollo sanitario nazionale, precisando però che «il rischio Ebola in Italia resta molto basso».

I due pazienti, una donna di 33 anni e un uomo di 31, erano tornati in Italia da appena 24 ore dopo una permanenza di tre mesi in un’area dell’Uganda al confine con Congo e Ruanda.

Sorveglianza sanitaria su due famiglie nel Comasco

Il monitoraggio riguarda anche i familiari dei due cooperanti. Le misure di sorveglianza sanitaria sono state attivate nei comuni di Lurate Caccivio e Bulgarograsso, nel Comasco, da dove provengono i due casi sospetti. In totale risultano coinvolte sette persone rientrate dalla stessa area africana. Le autorità sanitarie stanno seguendo due nuclei familiari per verificare eventuali sviluppi del quadro clinico.

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Bertolaso: «Probabilmente malaria»

L’assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso ha invitato alla prudenza, spiegando che al momento l’ipotesi più probabile sarebbe quella della malaria o di un’infezione gastrointestinale. «Pensiamo che la causa possa essere malaria, anche cerebrale, oppure un virus gastrointestinale», ha dichiarato Bertolaso, aggiungendo di confidare in esiti negativi per Ebola.

L’assessore ha anche criticato la diffusione di immagini e dichiarazioni sulla vicenda prima della conclusione degli accertamenti sanitari.

Il Sacco e il protocollo di biocontenimento

I due sono stati trasferiti al Ospedale Luigi Sacco, tra i principali centri italiani specializzati nelle malattie infettive ad alto rischio. La struttura dispone dei più elevati livelli di biocontenimento previsti dai protocolli nazionali e internazionali per la gestione di eventuali casi di Ebola. Il ministero della Salute ha spiegato che il sistema di risposta alle emergenze infettive è «pienamente operativo».

Il focolaio Ebola tra Congo e Uganda

Il monitoraggio in Italia arriva mentre continua a crescere l’allarme per il focolaio di Ebola registrato tra Repubblica Democratica del Congo e Uganda. L’World Health Organization ha parlato di emergenza sanitaria internazionale dopo centinaia di morti registrate nella regione africana. Nelle ultime ore il ministero della Salute italiano ha riunito anche il Comitato sicurezza sanitaria europeo insieme a Istituto Superiore di Sanità, Spallanzani, Sacco e San Matteo di Pavia per coordinare la risposta italiana.

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