20 Ott, 2026

Autotrasporto, l’allarme sui costi energetici: a rischio una filiera da oltre 800 miliardi

Il mondo dell’autotrasporto è essenziale per la logistica, l’import-export e la distribuzione delle merci in Italia e l’aumento dei costi energetici e il rischio di un blocco prolungato mettono sotto pressione l’intero sistema economico, con ripercussioni particolarmente rilevanti sul Mezzogiorno e sulla filiera agroalimentare


Evitiamo di sottovalutare la grave e pericolosa emergenza denunciata dal mondo dell’autotrasporto. La serie di blocchi e le richieste avanzate in questi giorni non vanno in alcun modo considerate come forme di gratuito contenzioso; stiamo vivendo un grave rischio che, in assenza di una motivata risposta da parte del Governo, si assista ad un lungo blocco dell’intero comparto.

Parlo di pericolosa emergenza per via di due dati: la logistica nel 2025 ha raggiunto un valore, per la miriade di attività svolte, di 114 miliardi di euro e l’import – export di 696 miliardi di euro, due dati che sono strettamente legati alla efficienza della distribuzione, alla efficienza di ciò che chiamiamo supply chain, cioè il processo che porta un bene dalla sua forma iniziale al consumatore finale, cioè alla efficienza della logistica e della distribuzione capillare delle merci. Una distribuzione che, per quasi il 90%, avviene grazie proprio all’autotrasporto.

Autotrasporto, una filiera strategica da oltre 800 miliardi

Sembra strano ma la logistica e l’import – export assicurano circa il 45% del Prodotto Interno Lordo del Paese (114 + 696 = 810 miliardi di euro) e questo 45% è assicurato, in modo dominante, proprio dal mondo dell’autotrasporto. In passato, in particolare circa 40 anni fa, abbiamo avuto un blocco dei TIR per 4 giorni e l’intero Paese ha potuto verificare non tanto i fastidi prodotti da un blocco così lungo quanto la crisi preoccupante di alcuni comparti vitali come gli ospedali, l’approvvigionamento farmaceutico, il vasto ed articolato comparto agro alimentare, il sistema aereo, ecc.

Quello che in fondo crea un senso di sconforto è che il territorio più colpito, o meglio, quello che ha generato una immediata denuncia, una immediata reazione sia stato il Mezzogiorno, un reazione che ha immediatamente fatto scoprire quello che era stato già denunciato dalla Coldiretti e cioè: quasi il 50% dei prodotti agroalimentari vede come ambito territoriale di riferimento proprio il Mezzogiorno. Quindi ancora una volta stiamo scoprendo un cambio di paradigma di ciò che fino a pochi anni fa ritenevamo un ambito territoriale in perenne decrescita, un ambito che invece è diventato motore della crescita dell’intero Paese. Ebbene, questa misurabile constatazione generata da una emergenza legata alla esplosione dei costi energetici produce, a mio avviso, cinque convincimenti da approfondire.

Costi energetici, servono interventi urgenti del Governo

Primo: il mondo dell’autotrasporto è senza dubbio un riferimento chiave della crescita e dello sviluppo. Secondo: il Mezzogiorno, quello formato da 8 Regioni, sì quello in cui il reddito pro capite medio si ferma a 21.000 euro mentre al centro nord supera il valore medio di 32.000 euro con punte di 40.000, rappresenta il 50% della produzione agro alimentare. Terzo: è necessario ed urgente disporre di un tesoretto mirato all’immediato superamento di emergenze come quella che stiamo vivendo, cioè di un tesoretto capace di intervenire per evitare impennate così rilevanti del costo dei prodotti energetici, impennate che si verificheranno sempre più nel tempo e che non saranno legate solo ad eventi bellici.

Quarto: il blocco dell’autotrasporto produce subito una crisi in tutti i comparti del nostro sistema economico. Quinto: la supply chain prima richiamata viene praticamente distrutta e in tal modo si perde ogni possibilità di ottimizzare il processo produttivo e quello distributivo e, per alcuni prodotti, entra in crisi anche il sistema just in time

Non è facile fare la stima del danno prodotto da un blocco dell’autotrasporto sono sicuro però che nei giorni successivi al primo giorno il danno cresce in modo esponenziale. Per questo motivo spesso qualcuno ha ritenuto l’atteggiamento dell’intero comparto “ricattatorio”, cioè la forza della loro indispensabilità diventa condizione per ottenere subito provvedimenti adeguati. Ritengo che da sempre questa è stata una interpretazione scorretta perché non tiene conto della loro capacità a garantire, davvero, un valore di oltre 800 miliardi di euro, ad assicurare una sistematica e misurabile crescita del Paese.

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