Maxi attacco di droni contro la regione di Mosca, mentre la Russia colpisce Kharkiv con missili. La guerra entra in una nuova fase di attacchi sempre più profondi e massicci
Una notte di droni sulla regione di Mosca, con centinaia di velivoli lanciati verso la capitale russa, edifici danneggiati e almeno tre feriti. E, dietro la crescente capacità dell’Ucraina di colpire obiettivi sempre più lontani dal fronte, una trasformazione tecnologica che sta cambiando la guerra: immagini satellitari ad alta definizione che possono arrivare ai reparti sul campo in pochi minuti e consentire di individuare e attaccare bersagli mobili prima che scompaiano.
Secondo il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin, nella notte sono stati lanciati verso la regione circa 620 droni, 180 dei quali sarebbero stati intercettati e distrutti. I servizi di emergenza sono intervenuti nelle aree interessate dalla caduta dei detriti.
A Kolomna sono stati danneggiati un ufficio anagrafe, un negozio e le finestre di un edificio residenziale. I detriti di un drone hanno provocato un incendio in un padiglione commerciale vicino al centro commerciale Globus, secondo quanto riferito dal governatore della regione di Mosca Andrey Vorobyov.
Tre persone sono rimaste ferite. Nel distretto di Ramenskoye una bambina di 10 anni è stata colpita da una scheggia alla mano dopo la caduta di un drone su un’abitazione ed è stata ricoverata. Nel distretto di Bogorodsky una donna ha avuto bisogno di cure mediche dopo essere stata raggiunta dai detriti di un drone, mentre a Kolomna è rimasto ferito un uomo di 27 anni.
10 morti nel villaggio di Pechenihy
Sono almeno dieci le vittime di un attacco missilistico russo che ha colpito il villaggio di Pechenihy, nella regione nordorientale di Kharkiv. Lo ha reso noto il governatore locale Oleh Syniehubov attraverso il canale Telegram, precisando che nel raid sono rimaste ferite altre otto persone.
Il bombardamento ha provocato danni a dieci abitazioni private, oltre che a un bar, a un ufficio postale, a un negozio e ad almeno sette automobili.
Kiev: 1,47 milioni russi uccisi o feriti
Sarebbero 1.210 i militari russi messi fuori combattimento nell’arco delle ultime 24 ore, secondo quanto riferisce l’agenzia ucraina Ukrinform citando un post su Facebook dello Stato Maggiore delle Forze Armate di Kiev. Il bilancio complessivo delle perdite russe dal 24 febbraio 2022 salirebbe così a circa 1.469.970 effettivi tra caduti e feriti.
Nello stesso aggiornamento, le forze ucraine sostengono di aver distrutto dall’inizio del conflitto 12.274 carri armati, 25.162 mezzi corazzati da combattimento, 48.155 sistemi di artiglieria, 2.040 lanciarazzi multipli e 1.577 sistemi di difesa aerea.
A questi si aggiungono 439 aerei, 354 elicotteri, 5.010 missili da crociera, 35 tra navi da guerra e imbarcazioni e 2 sottomarini. Nel conteggio figurano inoltre 467.459 droni tattico-operativi, 2.292 sistemi robotici terrestri, 135.891 veicoli e autocisterne e 4.547 mezzi speciali. I dati, diffusi da fonte militare ucraina, non sono verificabili in modo indipendente.
Dai satelliti ai droni in pochi minuti
L’offensiva arriva mentre emerge con sempre maggiore chiarezza quanto sia cambiata la capacità tecnologica dell’esercito ucraino. Secondo un reportage del New York Times, nell’ultimo anno Kiev ha drasticamente ridotto il tempo necessario per portare le immagini satellitari dalle strutture di intelligence alle unità impegnate sul campo.
Fino a un anno fa potevano trascorrere giorni prima che una fotografia satellitare raggiungesse i reparti in prima linea. Un ritardo enorme in una guerra nella quale un deposito, un sistema antiaereo, un veicolo o un gruppo di soldati può cambiare posizione rapidamente. Oggi, in alcuni casi, le immagini possono essere disponibili in appena 15 minuti, anche se più spesso occorrono alcune ore.
È un salto tecnologico particolarmente importante per i droni a lungo raggio. Un bersaglio individuato dallo spazio può essere verificato poco prima dell’attacco, consentendo agli operatori di stabilire se si trovi ancora nella posizione prevista.
La caccia ai bersagli mobili
Il Nyt racconta il caso di due operatori ucraini impegnati nel sud del Paese. Il loro obiettivo era una casa, a circa 50 chilometri di distanza, nella quale si riteneva si trovassero alcuni operatori di droni russi.
Una squadra di supporto ha fornito ai militari una nuova immagine satellitare. La presenza di un’automobile nel vialetto indicava che gli uomini potevano essere ancora nell’edificio. Il bersaglio è stato così confermato prima del lancio del drone.
Dopo l’attacco, una nuova fotografia satellitare ha mostrato due grandi aperture nel tetto della casa.
Il satellite arriva al fronte
A rendere possibile questa accelerazione è anche il crescente ricorso alle società satellitari commerciali. L’accesso alle immagini, un tempo riservato soprattutto ai comandi superiori per la pianificazione strategica, si è esteso alle unità operative.
Una delle tecnologie utilizzate consente di ricevere le immagini su dispositivi portatili attraverso i quali gli operatori possono cercare gli obiettivi, programmare le rotte dei droni e coordinare gli attacchi.
La disponibilità di fotografie frequenti dello stesso territorio permette inoltre di confrontare immagini scattate in momenti diversi. Tracce apparse improvvisamente in un campo, alberi abbattuti o un terreno appena ripulito possono rivelare la presenza di mezzi, depositi o postazioni nascosti.
È una risposta all’evoluzione stessa del conflitto. I grandi concentramenti di carri armati, mezzi logistici e soldati che caratterizzavano le prime fasi della guerra sono diventati bersagli troppo facili per i droni. Mezzi e uomini vengono quindi dispersi e nascosti, rendendo sempre più difficile localizzarli con i soli sistemi di ricognizione tradizionali.
La guerra si sposta nello spazio
L’Ucraina ha già utilizzato l’intelligence satellitare per colpire infrastrutture logistiche nelle zone occupate e in Crimea. A giugno, secondo il New York Times, militari del 422° Reggimento separato dei sistemi senza pilota hanno sfruttato immagini satellitari per individuare installazioni russe utilizzate per disturbare i segnali Starlink nella regione occupata di Zaporizhzhia. La stessa unità ha partecipato anche a operazioni contro sistemi di difesa aerea russi in Crimea.
I satelliti commerciali possono oggi osservare la stessa zona più volte nell’arco di una giornata. La quantità di territorio analizzabile è aumentata enormemente e, soprattutto, le informazioni non rimangono più necessariamente ai livelli superiori della catena di comando.
In una guerra nella quale i droni sono diventati uno dei principali strumenti per colpire uomini, mezzi e infrastrutture, la vera competizione non riguarda più soltanto chi possiede il velivolo migliore o l’esplosivo più potente. Riguarda chi riesce a vedere per primo il bersaglio e a trasmetterne la posizione prima che si sposti.
L’attacco che nella notte ha portato centinaia di droni fino alla regione di Mosca mostra la dimensione raggiunta dalla guerra a distanza. Ma la trasformazione più profonda avviene ancora più in alto: dallo spazio arrivano informazioni che, nel giro di minuti, possono trasformarsi in coordinate, rotte di volo e attacchi sul terreno.
































