12 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

12 Ago, 2026

Mattarella a Sant’Anna di Stazzema: «Le guerre sono tornate»

Nell’82° anniversario dell’eccidio, Mattarella richiama le guerre del presente. Tajani, Conte e il sindaco Verona rilanciano pace, antifascismo e democrazia.


«Le guerre sono tornate a gettare la loro ombra sui nostri giorni». Nell’ottantaduesimo anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella individua nel sacrario civile della frazione toscana una delle «radici della Repubblica».

Quelle di una memoria da intendere non soltanto come ricordo del passato, ma come monito per un presente nuovamente segnato dai conflitti.

Nel 2025 sono stati registrati 65 conflitti armati con almeno uno Stato coinvolto, il numero più alto dall’inizio delle rilevazioni nel 1946.

Il sacrario civile di Sant’Anna di Stazzema durante l’anniversario dell’eccidio

Mattarella: memoria e guerre del presente

Il 12 agosto 1944, nel piccolo paese della Versilia, le SS naziste, con la complicità dei fascisti, massacrarono 560 civili. Solo 350 vittime vennero successivamente identificate; tra loro, 65 erano bambini di età inferiore ai dieci anni. Oggi come 82 anni fa, «le volontà di potenza e i propositi di dominio si riaffacciano», «manifestandosi in forme anche inedite», osserva Mattarella. Senza indicare un singolo fronte, Mattarella richiama un contesto internazionale in cui i conflitti armati, la competizione tra potenze e il ritorno di linguaggi di odio mettono alla prova la democrazia.

L’eccidio di Sant’Anna è per il capo dello Stato «simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo, facendo prevalere l’orrore dell’annientamento». Fare memoria è perciò un «atto di liberazione» che si rinnova. La vittoria sul nazifascismo aprì la strada alla rinascita democratica del Paese, ma le conquiste civili non sono acquisite una volta per tutte. I loro «presupposti etici», osserva Mattarella, «vanno rinnovati e rinsaldati»: difendere pace, libertà, pluralismo e diritti resta una responsabilità affidata a ogni generazione.

Sulla scia delle parole del presidente della Repubblica si sono collocati i due interventi chiave della commemorazione, quello del ministro degli Esteri Antonio Tajani, primo esponente del governo di centrodestra a partecipare all’anniversario dell’eccidio, e quello del presidente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte

Tajani: «I fascisti furono complici»

Tajani ha ricordato che la strage fu compiuta dai nazisti «con la complicità dei fascisti italiani»: il sacrificio delle vittime, compresi bambini e neonati, «deve servire a costruire la pace». Il ministro ha poi richiamato le guerre ancora aperte, dall’Ucraina al Medio Oriente, e la necessità di contrastare «il germe della violenza», delle dittature e dei conflitti, rivendicando l’impegno del governo perché la pace sia fonte di ispirazione dell’azione politica.

Conte: Costituzione e antifascismo

Giuseppe Conte ha legato la memoria dell’eccidio alla Costituzione, definita come una risposta diretta agli anni della dittatura fascista. «Qui a Sant’Anna di Stazzema, in questo sacrario laico, ogni cittadino che si riconosce nei valori repubblicani rinnova il proprio giuramento alla Costituzione», ha detto il leader del Movimento 5 Stelle. La Carta, ha aggiunto, fu scritta per affermare «mai più fascismo» e per rifondare lo Stato sulla centralità della persona, sull’eguaglianza, sul lavoro, sulla libertà di espressione e sulla partecipazione democratica. Da qui il richiamo a non abbassare la guardia contro «ideologie o prassi ispirate al fascismo», senza «cedimenti» né ambiguità verso rigurgiti nostalgici. Per Conte, Sant’Anna resta un luogo che impone una scelta pubblica: conservare la verità sulla strage, proteggere la democrazia e onorare quanti hanno perso la vita per quei principi.

L’ex presidente del Consiglio ha poi chiamato in causa anche la retorica patriottica della destra al governo: «Chi si professa patriota dovrebbe essere qui per onorare la patria», ha detto sostenendo che non ci si può sottrarre dal ricordare chi non si piegò alla dittatura e sacrificò la propria vita per la libertà del Paese. Conte incalza la politica esortandola ad«avere il coraggio di costruire percorsi diplomatici, negoziati, condizioni per una pace giusta e duratura. L’Europa non può rassegnarsi a una nuova corsa al riarmo come unico orizzonte politico, ma deve essere protagonista di diplomazia e di pace».

La legge contro la propaganda fascista

A riportare la commemorazione sul terreno delle iniziative concrete è stato il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona. Dal palco ha chiesto a Tajani di sollecitare la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda e la diffusione di simboli fascisti, promossa proprio da Sant’Anna e sostenuta da oltre 250mila firme. Il testo è fermo in commissione Giustizia. «Sant’Anna non è soltanto un luogo di commemorazione», ha detto Verona, «qui si costruisce una parte essenziale della coscienza democratica dell’Italia e dell’Europa». Per il sindaco è un appello che intreccia la memoria della strage con il presente. Non soltanto il rifiuto della guerra, ma anche il contrasto alla normalizzazione di simboli, linguaggi e nostalgie del fascismo.

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