La Germania richiama gli accordi del 2025 e conferma il ritorno delle procedure di Dublino verso l’Italia. Sullo sfondo la crisi di Ceuta e la stretta annunciata dalla Danimarca
La Germania tira dritto sui trasferimenti dei richiedenti asilo verso l’Italia e si dice sorpresa dalle tensioni con Roma. Berlino conferma che le procedure previste dal regolamento di Dublino saranno applicate anche nei confronti dell’Italia, in particolare per i casi successivi all’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo.
«Siamo un po’ sorpresi dell’agitazione sulla questione e delle divergenze» con Roma, ha dichiarato la portavoce del ministero dell’Interno tedesco, rispondendo a una domanda sulle espulsioni dalla Germania verso l’Italia dei cosiddetti dublinanti.
Berlino richiama gli accordi con Roma
Secondo il governo tedesco, il punto era già stato chiarito nei rapporti bilaterali tra i due Paesi.
La portavoce ha ricordato che Germania e Italia collaborano da tempo sulla politica migratoria e sull’attuazione del sistema europeo comune di asilo. Nell’autunno del 2025 Berlino aveva chiuso accordi bilaterali con Italia e Grecia stabilendo che le norme di Dublino sarebbero tornate a essere applicate con l’entrata in vigore del nuovo sistema europeo comune di asilo, nel giugno 2026.
«Questo significa che le espulsioni di Dublino saranno eseguite anche verso l’Italia», ha precisato la portavoce.
Al momento, ha aggiunto, le procedure riguarderebbero soprattutto i casi maturati dopo l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo.
Cosa significa il ritorno delle regole di Dublino
Il principio alla base del sistema di Dublino stabilisce quale Stato membro sia responsabile dell’esame di una domanda di protezione internazionale. In determinate circostanze, un migrante che si trova in un Paese europeo può quindi essere trasferito nello Stato ritenuto competente per la sua richiesta.
È proprio su questi trasferimenti che si apre ora un nuovo fronte tra Berlino e Roma. La posizione tedesca è netta: gli accordi raggiunti in precedenza prevedevano il ritorno all’applicazione delle procedure e, per Berlino, non ci sarebbe quindi ragione di contestarne adesso l’esecuzione.
La crisi di Ceuta e lo scontro europeo
Il confronto tra Germania e Italia arriva mentre la crisi di Ceuta ha riaperto in tutta Europa il dibattito sui movimenti migratori, sui controlli alle frontiere e sulla tenuta dello spazio Schengen.
Nelle ultime ore anche la Danimarca ha annunciato di essere pronta a rafforzare drasticamente i controlli nel caso in cui si verificasse una nuova ondata migratoria attraverso il continente.
La premier Mette Frederiksen, intervenendo al Folketing durante un dibattito urgente sulla situazione di Ceuta, ha spiegato che Copenaghen potrebbe arrivare, «in ultima istanza», anche alla chiusura completa delle frontiere.
Frederiksen: «Non esiteremo un secondo»
«Una politica migratoria rigorosa è fondamentale per la Danimarca e per l’Europa», ha dichiarato Frederiksen, definendo «inquietanti» le immagini provenienti dall’enclave spagnola.
La premier ha assicurato che il governo danese continuerà a monitorare la situazione e non esiterà «nemmeno per un secondo» a introdurre nuove misure nel caso in cui riprendessero movimenti consistenti di migranti attraverso l’Europa.
Tra le opzioni indicate ci sono l’estensione dei controlli già esistenti e, nello scenario più estremo, la chiusura completa delle frontiere con controlli di polizia su chiunque entri in Danimarca.
Secondo Frederiksen, la polizia dispone già di piani di emergenza per una situazione di questo tipo e i controlli potrebbero essere rafforzati con poche ore di preavviso.































