Sale la tensione tra Italia e Spagna dopo la crisi di Ceuta. Intanto Bruxelles rassicura su Schengen, pressing su Tik Tok e Meta contro la disinformazione, bufera social in Italia
Si alzano i toni della discussione tra Spagna e Italia sul caso Ceuta. Ieri il giornale spagnolo El Pais riportava le critiche del ministro degli affari esteri spagnolo Josè Manuel Albares al Governo italiano. Durante la crisi umanitaria di fine luglio Roma non avrebbe mostrato «solidarietà e sostegno», ma ha agito per «esigenze elettorali interne».
Albares si riferisce alla scelta italiana di sospendere per un mese l’accordo di Schengen con Madrid. In particolare il veto è per i cittadini di paesi terzi provenienti dalla Spagna. Per il ministro si tratta di una presa di posizione immotivata, visto che l’Italia registrerebbe un numero maggiore di ingressi irregolari rispetto alla Spagna. Proprio per questo è stato convocato per giovedì 13 agosto il Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen.
Durante l’incontro sarà ascoltato il ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi, che nei giorni scorsi ha sostenuto che il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere non sono misure prese contro la Spagna.
La Ue: «Nessun effetto duraturo su Schengen»
Nel frattempo, l’Unione Europea fa sapere che ha ricevuto regolare notifica da Roma e Madrid «in merito all’introduzione dei controlli alle frontiere». E che «le autorità spagnole hanno assicurato che gli eventi di Ceuta non avranno effetti duraturi sull’area Schengen». La Commissione sottolinea l’efficienza del lavoro delle autorità spagnole e marocchine nella gestione «dei rimpatri di coloro che sono entrati illegalmente a Ceuta dal Marocco».
Su questo punto torna anche Albares nella visita al presidente di Ceuta Juan Jesús Vivas. Il ministro spagnolo evidenzia la collaborazione con i commissari europei per gli Affari interni e per il Mediterraneo «per lavorare insieme a rafforzare la frontiera più unica che l’UE possiede».
Poi lancia un appello a chi è ancora oltre la frontiera: «Non rischiate la vita, i vostri soldi e il vostro futuro in un’avventura senza speranza. Chiunque entri a Ceuta o Melilla in modo irregolare verrà rimpatriato».
La battaglia contro la disinformazione social
Il ministro si sofferma poi sul contrasto alla disinformazione sui social media. Il governo spagnolo si è impegnato su questo fronte tramite il sito del Ministero.
Gli account ufficiali di ambasciate e consolati, da cui vengono smentite bufale e notizie false. La crisi di Ceuta ha spinto anche Bruxelles a prendere posizione sulla narrazione delle crisi umanitarie.
Ieri il portavoce della Commissione europea Guillaume Mercier ha spiegato che Tik Tok e Meta collaboreranno più strettamente con i fact checker per prevenire una nuova crisi migratoria.
Sotto il coordinamento della Commissione, i verificatori di fatti a conoscenza della situazione locale «possono segnalare qualsiasi disinformazione dannosa relativa, ad esempio, a un potenziale nuovo attraversamento di massa del confine», ha affermato Mercier. La commissaria europea Henna Virkkunen aveva già criticato le piattaforme. Secondo diverse testimonianze di migranti, video e messaggi su TikTok avrebbero fatto credere che il confine fosse stato improvvisamente aperto.
Il caso Riccione-Lega
Anche in Italia è scoppiato un caso disinformazione. Il team comunicazione della Lega ha risposto ieri alla querela da un milione di euro annunciata dalla sindaca di Riccione Daniela Angelini che accusava un video pubblicato su TikTok di aver diffamato la città.
Nel filmato si vedono immagini delle spiagge di Ceuta e la scritta in sovrimpressione: «Pov: è il 2030, sei in spiaggia a Riccione e Matteo Salvini non è ministro dell’Interno». Nella nota il partito definisce il contenuto un meme distopico e respinge le accuse di razzismo, sostenendo che il messaggio riguarda il tema dei confini e dell’immigrazione irregolare. Il comunicato si chiude con un ringraziamento per la «pubblicità gratuita» generata dalla polemica, senza alcuna scusa nei confronti della sindaca.































