Dopo la condanna definitiva del gioielliere, il ministro Nordio avvia l’istruttoria per la grazia a Roggero. Il presidente della Repubblica Mattarella richiama il rispetto delle prerogative costituzionali e invita ad attendere le motivazioni della Cassazione. Il Quirinale: la questione non è di merito ma di metodo e tocca i poteri del Presidente
In meno di 24 ore il caso di Mario Roggero arriva dritto al Quirinale. Nordio va da Mattarella per parlare di grazia e il presidente della Repubblica, con la sua risposta, rievoca origini della Repubblica stessa.
“È dovere del Presidente – avrebbe ricordato Mattarella al ministro della Giustizia – di evitare che si pongano precedenti grazie ai quali accada, o sembri accadere, che egli non trasmetta al suo successore, immuni da qualsiasi incrinatura, le facoltà che la Costituzione gli attribuisce”.
La frase è di Luigi Einaudi, il primo presidente eletto, nel ’48, secondo le regole della Costituzione.
La condanna e la mobilitazione del centrodestra
Il giorno prima la Cassazione aveva confermato la sentenza di appello per il gioielliere piemontese, condannato per aver ucciso due malviventi e averne ferito un terzo, mentre cercavano di allontanarsi dalla sua gioielleria dopo averlo rapinato: 14 anni e nove mesi, oltre a un risarcimento per i parenti delle vittime.
Caso da manuale per uno scontro politico, che sarebbe stato anche più acceso se non fosse capitato nel giorno in cui in Parlamento si votava per la legge elettorale.
Lega e Fratelli d’Italia sono compatti: Roggero si merita la grazia. Lo dice Salvini, lo dice Tajani, e poi Calderoli, Crosetto, tutto il centrodestra avvia una raccolta di firme tra i parlamentari, la foto di Roggero viene esibita in Senato, dai banchi della Lega, addirittura il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, porta la questione all’ordine del giorno in Consiglio regionale.
Il richiamo di Mattarella alla Costituzione
Nel primo pomeriggio il ministro della Giustizia fa sapere di aver avviato l’istruttoria per la grazia. A quel punto Mattarella e Nordio si sentono: serve incontrarsi.
E così il ministro si reca al Quirinale, dove Mattarella gli ricorderà che c’è di mezzo la Costituzione: ancora non è stata resa nota la motivazione della sentenza e il discorso sulla concessione della grazia è prematuro.
La questione non è di merito, ma di metodo – sono sempre fonti del Quirinale a dirlo – ed è una questione che tocca i poteri del presidente della Repubblica. Il quale può concedere la grazia “anche in assenza di domanda”.
Poi Mattarella avrebbe citato le parole di Einaudi. Cautela comprensibile quella del Quirinale visti anche i recenti precedenti che, in materia di grazia, avevano sollevato qualche perplessità nell’opinione pubblica poche settimane fa.
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I dubbi dei difensori sulla grazia
L’ipotesi di un’istanza di grazia del resto non trova perfettamente compatti quelli che sono dalla parte del gioielliere, a partire dal suo collegio difensivo.
“La grazia rappresenta un atto di clemenza del Presidente che necessita di una complessa istruttoria e tempi conseguentemente lunghi – scrive in una nota il professor Sergio Novani per conto dei difensori di Roggero. Il quale, si legge – andrà in carcere a causa della mancata riforma sulla legittima difesa. La stessa che questo governo poteva già fare, accogliendo l’emendamento Ziello di Futuro Nazionale all’ultimo decreto sicurezza”.
L’emendamento prevedeva “una seria valutazione della percezione del pericolo. Il superamento del concetto di proporzionalità tra difesa e offesa. E l’eliminazione dei risarcimenti a favore dei parenti dei delinquenti che costringono la persona perbene a difendersi”.
L’attacco di Ziello al centrodestra
E da destra proprio Edoardo Ziello, chiamato in causa dai difensori di Roggero, critica le forze di Governo. “Qualcuno nel Centrodestra crede di poter strumentalizzare e lucrare voti sull’ingiustizia subita da Mario Roggero. Ma dimentica che tale disgrazia poteva essere evitata se i parlamentari di maggioranza avessero votato a favore del nostro emendamento al decreto sicurezza”, dice.
Ziello è presidente alla Camera del gruppo Futuro Nazionale con Vannacci: “Se il Centrodestra avesse votato il nostro emendamento – aggiunge – Roggero non sarebbe finito in carcere. Un ulteriore esempio di ipocrisia e pessima politica”.
L’attesa del carcere
E il gioielliere? Probabilmente andrà in carcere oggi. Roggero aspetta dalla Procura di Asti l’ordine di carcerazione, poi “si costituirà”, dice il fratello Dante: “La sentenza lo ha certamente provato, ma lui è sempre resiliente”.
La pena troppo pesante anche secondo il sindaco di Grinzane Cavour, Gianfranco Garau, che commenta: “La famiglia di Mario ha sempre lavorato con grande volontà e oggi si trova a dover pagare un prezzo troppo caro per questa vicenda”.
L’ipotesi della candidatura
Al gioielliere non manca solidarietà e verso sera spunta un’altra ipotesi che farà discutere: se Roggero si candidasse alle politiche? È Salvini a parlarne: “Stiamo valutando se la normativa permette una candidatura. Quando gli ho scritto che siamo in qualsiasi modo a disposizione sua e della sua famiglia, in qualsiasi modo legalmente permesso, vuol dire in qualsiasi modo”.































