6 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

6 Lug, 2026

Omicidio Charlie Kirk, in aula i video dell’attacco: i pm chiedono la pena di morte

Charlie Kirk

Nello Utah è iniziata l’udienza preliminare contro il 23enne accusato di aver ucciso il commentatore conservatore nel 2025. In aula anche la famiglia di Kirk


I procuratori dello Utah hanno iniziato a presentare il caso contro Tyler Robinson, il 23enne accusato di aver ucciso il commentatore, attivista, conservatore, Charlie Kirk nel settembre 2025. L’obiettivo dell’accusa è convincere il giudice che ci siano prove sufficienti per mandarlo a processo e, in caso di condanna, chiedere la pena di morte.

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La famiglia in aula

L’udienza, prevista per cinque giorni, si è aperta oggi, lunedì 6 luglio, in un tribunale dello Utah. I genitori di Kirk e la vedova Erika sono arrivati poco prima dell’inizio. È la prima volta che la famiglia si trova nella stessa aula con l’uomo accusato dell’omicidio. Secondo i media americani, con loro in tribunale c’era anche Donald Trump Jr.

In una dichiarazione diffusa prima dell’udienza, i familiari hanno chiesto rispetto e privacy:

«Ogni procedimento giudiziario è un doloroso promemoria della sua morte e della perdita che ha cambiato per sempre le nostre vite e quelle dei suoi figli».

L’agguato all’università

Kirk è stato ucciso con un proiettile al collo il 10 settembre 2025 mentre parlava alla Utah Valley University. Secondo i procuratori, il Dna collegherebbe Robinson all’arma usata nell’attacco. L’accusa sostiene anche che il giovane avrebbe confessato l’omicidio in un biglietto lasciato al suo coinquilino e partner.

Robinson si è consegnato alla polizia il giorno dopo la sparatoria. È accusato di omicidio aggravato, ma non ha ancora formalizzato una dichiarazione di colpevolezza o innocenza. I suoi avvocati hanno cercato di bloccare la richiesta della pena capitale.

Il nodo della pena di morte

In questa fase lo Stato deve dimostrare che esistono elementi sufficienti per ritenere che il reato sia stato commesso e che l’imputato ne sia responsabile. Se il giudice riterrà solide le prove, il caso andrà a processo.

I pm intendono sostenere che la sparatoria mise in pericolo anche altre persone presenti all’evento. È una circostanza aggravante che, secondo l’accusa, renderebbe il delitto punibile con la pena di morte.

I video e la testimonianza dell’agente

L’accusa ha annunciato che intende mostrare in aula diversi video della sparatoria. I familiari di Kirk hanno lasciato il tribunale poco dopo l’inizio della prima testimonianza.

A parlare per primo è stato Chris Bagley, ex agente della polizia della Utah Valley University. Ha raccontato i momenti precedenti allo sparo e il panico subito dopo: «Tutti si sono alzati. Molte persone urlavano e correvano in direzioni diverse».

L’agente ha spiegato di aver cercato eventuali altre vittime e poi di aver delimitato l’area per preservare le prove. All’inizio la polizia pensava di avere già fermato il tiratore. Poi Bagley ha notato che un edificio vicino aveva una visuale diretta sul punto in cui Kirk stava parlando. Salito sul tetto, ha trovato elementi che, secondo lui, indicavano la presenza di un cecchino, compresa una traccia nel terreno di ghiaia.

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