Attentato Ranucci, l’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola è stato perquisito dai carabinieri su mandato della Dda. Il 30 giugno erano state arrestate quattro persone, ritenute dagli investigatori gli esecutori materiali dell’azione dinamitarda
Svolta nell’inchiesta sull’attentato contro Sigfrido Ranucci. L’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola è indagato dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma come presunto mandante dell’azione dinamitarda avvenuta nell’ottobre scorso nella Capitale.
La perquisizione
Lavitola è stato sottoposto a perquisizione dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e Frascati, su mandato dei pm della Dda. Nel corso dell’operazione gli investigatori hanno acquisito il telefono cellulare e il computer dell’indagato.
L’ipotesi dei pm
Secondo gli elementi raccolti, Lavitola avrebbe avuto un ruolo di mandante nell’attentato. Il movente resta ancora al centro degli accertamenti. Nella giornata di martedì 30 giugno erano già state arrestate quattro persone, ritenute dagli investigatori gli esecutori materiali dell’azione dinamitarda.
Le accuse
Per il procuratore di Roma Francesco Lo Voi e per i pm Carlo Villani, ora procuratore a Velletri, ed Edoardo De Santis, la banda sarebbe responsabile dell’attacco.
A Lavitola e agli altri quattro indagati vengono contestati, in concorso, la detenzione, il porto in luogo pubblico e l’uso di un ordigno esplosivo, oltre a minaccia e danneggiamento. Tutti i reati sono aggravati dal metodo mafioso.































