6 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

6 Lug, 2026

Farmaci e dipendenze, il doppio business miliardario delle mafie

Controlli dei Nas sui farmaci

Il furto delle 80 fiale di fentanyl all’Israelitico riaccende i riflettori sul rischio per tutta la filiera dei farmaci rispetto all’interesse delle mafie



Il furto delle 80 fiale di fentanyl dalla farmacia dell’Ospedale Israelitico di Roma è il sintomo di un mercato che ha smesso di considerare i medicinali un bersaglio secondario. Domani gli ispettori del ministero della Salute entreranno nella struttura per verificare dove la catena della sicurezza si sia spezzata. Ma, al di là delle eventuali responsabilità (si cerca un basista), quel furto riporta sotto i riflettori un business miliardario che attraversa l’Europa e che vede le organizzazioni mafiose protagoniste di un traffico sempre più sofisticato.

Antitumorali e immunosoppressori

Da una parte ci sono i farmaci destinati ad alimentare il mercato delle cosiddette droghe alternative: fentanyl, ossicodone, nuovi oppioidi sintetici, sostanze che, se sottratte ai circuiti sanitari, possono finire nelle mani degli spacciatori. Dall’altra ci sono i medicinali ad altissimo costo, soprattutto gli antitumorali, immunosoppressori, biologici e farmaci reumatologici, rubati su commissione per essere rivenduti all’estero, dove il loro prezzo può raggiungere cifre proibitive mentre in Italia vengono garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale. Una doppia economia criminale. Da un lato alimenta le dipendenze. Dall’altro specula sulla malattia. E in entrambi i casi produce profitti enormi.

Farmaci nei caveau

I carabinieri del Nas combattono questo fenomeno da anni. Le grandi aziende farmaceutiche hanno ormai trasformato i propri depositi in autentici caveau, con sistemi di sicurezza degni degli istituti bancari. Per questo le bande hanno modificato strategia. Colpiscono soprattutto le farmacie ospedaliere, i magazzini intermedi, i grossisti e persino i trasportatori. Gli anelli più vulnerabili della filiera. Le indagini hanno dimostrato l’esistenza di organizzazioni estremamente specializzate, capaci di conoscere in anticipo la disponibilità dei medicinali, gli orari, le modalità di custodia e perfino le caratteristiche dei lotti da sottrarre. In molti casi agiscono su commissione grazie a basisti interni alle strutture sanitarie.

Il fenomeno italiano

L’Italia conosce bene questo fenomeno. Il colpo più clamoroso fu messo a segno 13 anni fa nella farmacia dell’ospedale Poma di Mantova: dove sparirono medicinali per circa 700 mila euro; altri assalti interessarono ospedali lombardi e strutture sanitarie in diverse regioni. Secondo gli studi di Transcrime, in appena due anni e mezzo il giro d’affari dei furti diventò milionario con un centinaio di episodi censiti e un interesse sempre più marcato della criminalità organizzata. Le relazioni dei Carabinieri e dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) descrivono un sistema ormai consolidato.

Rischio deterioramento

Una volta usciti dalla filiera ufficiale, quei medicinali non possono più essere considerati sicuri. Basta una conservazione inadeguata, temperature superiori ai limiti previsti o una semplice interruzione della catena del freddo per compromettere l’efficacia terapeutica. Eppure le organizzazioni criminali riescono a riciclarli attraverso una rete di fatture false, documentazione contraffatta e società illegali. In passato le indagini portarono al ritrovamento in Germania di farmaci antitumorali provenienti dall’Italia, deteriorati perché conservati in garage e magazzini improvvisati, in alcuni casi persino diluiti o manomessi prima di essere rimessi in commercio. È il volto più cinico di questo traffico: guadagnare sulla pelle di pazienti oncologici.

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Viagra e Cialis

Per questo l’Aifa ha costruito negli anni un sistema di allerta rapida che coinvolge farmacie, ospedali, grossisti, trasportatori, aziende farmaceutiche e forze dell’ordine. Ogni furto deve essere segnalato tempestivamente per consentire l’aggiornamento della banca dati Fakeshare e impedire che i lotti rubati possano rientrare nel circuito legale.
Ma il mercato illegale non vive soltanto di furti. Esiste un secondo business, altrettanto redditizio, costruito sulla contraffazione. Per produrre farmaci falsificati servono laboratori clandestini, spesso collocati all’estero, dove vengono confezionati medicinali apparentemente identici agli originali. Il settore più redditizio resta quello dei farmaci per la disfunzione erettile, Viagra e Cialis in testa, venduti attraverso piattaforme clandestine, Telegram e Signal. Chi li acquista pensa di risparmiare qualche decina di euro, ma in realtà non ha alcuna certezza sul contenuto delle compresse, sui dosaggi e sulle sostanze utilizzate.

Il dark web

Al centro della vicenda è finita anche la politica. Il deputato di FdI Francesco Ciancitto ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute per far luce sul furto delle fiale di fentanyl. Intanto le mafie continuano a diversificare gli affari. Le maxi operazioni internazionali Viribus, contro il doping, e Shield V, coordinata da Europol contro i medicinali falsificati, hanno portato a centinaia di arresti, allo smantellamento di laboratori clandestini e al sequestro di farmaci per milioni di euro. Un mercato alimentato anche dal web, dal dark web e da chat criptate. Impossibile quantificare il giro d’affari, ma una certezza c’è: quando un farmaco esce dalla filiera legale, a rischio non è soltanto il bilancio dello Stato. È la salute dei pazienti.

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