L’ondata di caldo continua a colpire l’Europa. In Francia un bambino di tre anni è morto dopo essere rimasto solo in auto, a Parigi il sindaco parla di mortalità in aumento. In Spagna il sistema di monitoraggio MoMo stima 212 decessi. E potrebbe arrivare La polvere del Sahara
L’ondata di caldo continua a colpire l’Europa e il bilancio diventa sempre più pesante. In Francia un bambino di tre anni è morto dopo essere rimasto solo in un’auto a Saint-Gratien, nel Val-d’Oise, nella regione dell’Île-de-France. In Spagna, secondo le stime del sistema pubblico di monitoraggio MoMo, il caldo è collegabile a 212 decessi registrati tra domenica e mercoledì.
Il caldo estremo non sta provocando soltanto emergenze sanitarie. In Francia circa 3.500 scuole sono rimaste chiuse e altre 10.000 hanno modificato gli orari, concentrando le lezioni nelle prime ore del mattino. A Parigi il sindaco Emmanuel Grégoire ha parlato di «mortalità in aumento» e ha lanciato un appello alla prudenza.
Il bambino morto in auto
Il bambino di tre anni è morto mercoledì pomeriggio mentre era solo in un’auto a Saint-Gratien. Secondo quanto riferito da fonti di polizia, il piccolo è stato trovato dai genitori nel veicolo parcheggiato davanti alla loro abitazione. I vigili del fuoco hanno confermato il decesso.
I 212 decessi in Spagna
In Spagna il caldo è collegabile a 212 decessi avvenuti tra domenica e mercoledì, secondo le stime di un istituto pubblico. Il sistema MoMo raccoglie le statistiche giornaliere sui decessi e calcola la variazione della mortalità rispetto ai livelli attesi sulla base dei dati storici.
Il dato non indica necessariamente un rapporto diretto e individuale per ogni morte, ma segnala l’impatto dell’ondata di calore sull’eccesso di mortalità. È uno degli indicatori più osservati durante le fasi di caldo estremo.
Scuole chiuse in Francia
La Francia resta uno dei Paesi più colpiti. Circa 3.500 scuole sono rimaste chiuse per il caldo torrido, mentre altre 10.000 hanno modificato gli orari per concentrare le attività nelle prime ore del mattino. A riferirlo è stato il ministro francese dell’Istruzione, Edouard Geffray, intervistato da France 2. La misura punta a ridurre l’esposizione degli studenti nelle ore più calde e a limitare i rischi per bambini e personale scolastico.
Parigi oltre i 40 gradi
A Parigi, per la quarta volta in 150 anni, la temperatura ha superato i 40 gradi. Il sindaco Emmanuel Grégoire ha parlato di una situazione difficile su quasi tutti gli indicatori: chiamate al pronto intervento Samu, interventi dei pompieri, accessi ai pronto soccorso e decessi.
«La mortalità è in aumento», ha detto Grégoire, invitando la popolazione a proteggersi dal sole e a non uscire nelle ore più calde. L’appello è rivolto soprattutto ai più vulnerabili, ma anche ai giovani. «Non bisogna pensare di essere onnipotenti», ha ammonito il sindaco, invitando a sospendere per qualche giorno anche l’attività sportiva.
Feriti al Canal Saint-Martin
A Parigi il caldo ha spinto molte persone a cercare refrigerio nell’acqua. Il sindaco ha però invitato a non tuffarsi dai ponti del Canal Saint-Martin, aperto alla balneazione dalla settimana scorsa proprio per offrire una risposta all’ondata di calore.
Grégoire ha parlato di una cinquantina di feriti, anche se non gravi, tra le persone che si sono tuffate dai ponti. «Se diciamo che non bisogna tuffarsi dai ponti è perché c’è un rischio statistico», ha avvertito.
Uffizi, stop ai biglietti fino al 28 giugno
Anche in Italia il caldo continua a creare disagi. A Firenze, la Galleria degli Uffizi proroga fino a domenica 28 giugno lo stop alla vendita dei biglietti d’ingresso, a causa dei problemi all’impianto di condizionamento legati alle temperature eccessive.
Ieri il caldo aveva provocato lunghe file fuori dal museo e la regolazione degli ingressi. Al momento, fanno sapere dagli Uffizi, gli ingressi non sono contingentati, ma possono accedere alla Galleria solo i visitatori già in possesso di prenotazione. La capienza massima è fissata al 50%.
Secondo quanto si apprende, le temperature all’interno degli spazi museali sono calate grazie ai primi interventi sull’impianto di condizionamento e alla minore presenza di visitatori nelle sale.
La polvere del Sahara
Sull’ondata di caldo potrebbe arrivare anche la polvere del Sahara, spinta verso l’Europa da una combinazione tra una tempesta al largo del Portogallo e la cupola di calore che sta bloccando l’aria rovente sul continente. I venti stanno trasportando le particelle dall’Africa fino alla Francia e al Regno Unito, dove il cielo potrebbe assumere una tinta lattiginosa o rossastra, soprattutto all’alba e al tramonto.
Quando la polvere si mescola alla pioggia, il fenomeno viene spesso definito, «pioggia di sangue». In realtà, le concentrazioni previste questa settimana dovrebbero restare limitate, simili a quelle delle molte incursioni di sabbia sahariana che ogni primavera ed estate raggiungono l’Europa.

Più che tingere il cielo di rosso, la polvere può lasciare residui arancioni e fangosi su auto, finestre e superfici esposte.
Secondo gli esperti, con l’aumento delle temperature globali questi episodi potrebbero diventare meno frequenti ma più intensi. Per ora, nel pieno di una delle peggiori ondate di calore degli ultimi anni, la sabbia del Sahara rischia di aggiungere al caldo europeo anche un’atmosfera quasi apocalittica.
L’ondata di calore conferma la fragilità delle infrastrutture europee davanti a temperature sempre più alte e sempre più frequenti. Il caldo non è più solo un’emergenza meteo: è una crisi sanitaria, sociale e urbana.































