Trump al G7 e la questione Russia. Il presidente americano incontra Zelensky a Evian e rilancia la pressione sul Cremlino. I leader del summit valutano nuove sanzioni energetiche mentre Mosca continua a respingere le richieste di Kiev
La guerra in Ucraina al centro dell’agenda del G7 di Evian. Il messaggio dei leader occidentali è quello di una pressione crescente su Mosca. Dopo la sessione dedicata alla sicurezza europea e al sostegno a Kiev, Donald Trump ha dichiarato che «la Russia deve fare un accordo» e si è detto pronto a fare «tutto ciò che è in suo potere» per favorire una soluzione negoziale del conflitto.
Le parole del presidente americano arrivano mentre il G7 valuta nuove misure contro il settore energetico russo e mentre il Cremlino continua a respingere le richieste avanzate dall’Ucraina.
Il G7 rilancia il sostegno a Kiev
Secondo fonti diplomatiche italiane, dalla riunione dedicata all’Ucraina sono emersi tre punti condivisi dai leader.
Il primo è la conferma di un G7 compatto nel sostegno al presidente Volodymyr Zelensky. Il secondo riguarda il rafforzamento degli aiuti energetici e della difesa aerea per Kiev. Il terzo consiste nella volontà di continuare e, se possibile, aumentare la pressione sulla Russia, considerata ancora lontana da una reale disponibilità al negoziato.
A pesare sono anche i nuovi bombardamenti registrati nelle ultime ore sul territorio ucraino.
Verso nuove sanzioni energetiche
Fonti diplomatiche francesi hanno riferito che i leader del G7 hanno concordato la necessità di aumentare la pressione economica sul Cremlino. Misure sul petrolio e sul gas russi.
Anche Trump ha confermato che Washington potrebbe presto tornare a colpire il settore energetico di Mosca. «Presto saremo in grado di reintrodurre le sanzioni sul petrolio russo», ha spiegato il presidente americano, ricordando che alcune restrizioni erano state allentate per evitare conseguenze sul mercato energetico globale.
L’incontro con Zelensky
«Le priorità sono chiare: più missili per la difesa aerea insieme alle licenze per produrli, un pacchetto di sostegno per l’inverno e un aumento della pressione sulla Russia. È importante che gli Stati Uniti siano pronti a fornire una garanzia di sostegno su tutte queste linee d’azione. È fondamentale che tutto ciò di cui si è discusso venga attuato. La Russia deve capire che la sua guerra non sarà mai normalizzata. Ringrazio tutti coloro che stanno aiutando», ha scritto Zelensky su X.

A Evian era presente anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, invitato ai lavori del vertice. Dopo il bilaterale con Emmanuel Macron, il leader ucraino ha preso parte alla sessione dedicata alla sicurezza dell’Ucraina e dell’Europa e ha avuto un colloquio con Trump.
Secondo il Kiev Independent, a margine del summit si sarebbe svolto anche un incontro trilaterale tra Zelensky, Macron e il presidente americano, il primo confronto diretto tra il leader ucraino e Trump da diversi mesi.
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La risposta del Cremlino
Da Mosca è arrivata una replica immediata. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che Zelensky può recarsi a Mosca per incontrare Vladimir Putin se è disposto a discutere «in modo responsabile e serio».
Anche il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha attaccato il presidente ucraino, accusandolo di fare una «diplomazia da megafono» attraverso dichiarazioni pubbliche e appelli mediatici.
Le parole dei vertici russi confermano quanto restino profonde le distanze tra le parti nonostante le pressioni occidentali per arrivare a un cessate il fuoco e all’apertura di negoziati concreti.


Trump guarda anche all’Iran
Nel corso della giornata il presidente americano è tornato anche sul dossier mediorientale. Trump ha dichiarato che «sull’Iran si passa alla seconda fase», riferendosi all’accordo raggiunto con Teheran, e ha escluso di ritenere probabile un cambio di regime nella Repubblica islamica.
Il leader statunitense ha inoltre lanciato un messaggio al premier israeliano Benjamin Netanyahu, invitandolo a essere «più responsabile nei confronti del Libano», un richiamo che evidenzia le tensioni ancora presenti nella regione nonostante gli sforzi diplomatici delle ultime settimane.
La firma dell’accordo Usa-Iran si terrà venerdì a Lucerna, riferisce il Governo svizzero. Araghchi: «L’occupazione israeliana del Libano viola il memorandum Iran-Usa».
































