1 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

1 Ago, 2026

Mondiali privati: Fifa fa dietrofront, Uefa non perdona

Ritirato il piano da 20 miliardi con i privati. L’Uefa: «Infantino ha perso la nostra fiducia»


Il piano per cedere a investitori privati una quota dei diritti commerciali del Mondiale è naufragato. Dopo settimane di tensioni e la rivolta compatta delle federazioni europee, la Fifa ha annunciato ufficialmente il ritiro del progetto, mentre l’Uefa affonda il colpo contro il presidente Gianni Infantino.

Il passo indietro della Fifa

«Dopo aver ascoltato attentamente tutti i punti di vista, è emerso chiaramente che il progetto ha creato divisioni di una natura tale che, a prescindere dal livello di supporto, non è più nell’interesse dell’obiettivo prefissato», si legge nella nota ufficiale diffusa dalla federazione internazionale.

La notizia era stata anticipata dal New York Post: l’operazione puntava a raccogliere fino a 4,2 miliardi di dollari cedendo circa il 20% di una nuova società valutata 20 miliardi, che avrebbe dovuto gestire diritti tv, accordi con gli sponsor, licensing e biglietteria del Mondiale attraverso un’entità for-profit chiamata FIFA Forward Enterprise.

Il duro comunicato dell’Uefa

L’Uefa ha accolto con favore la marcia indietro, ma senza risparmiare critiche a Infantino. «La proposta è stata respinta all’unanimità dalle federazioni nazionali dell’Uefa e da molte altre federazioni e confederazioni in tutto il mondo», si legge nel comunicato. La federazione europea ringrazia tifosi, club, giocatori e «i numerosi Primi Ministri, Capi di Stato e commentatori che hanno dimostrato al Presidente della Fifa che il calcio non è in vendita».

I toni si fanno ancora più duri quando l’Uefa parla di «piani segreti, elaborati in tempi rapidi da sconosciuti» e chiede di «identificare i responsabili e chiamarli a risponderne». La conclusione è netta: «L’attuale dirigenza della Fifa non solo ha perso la fiducia della Uefa, ma anche quella di molti altri membri della famiglia del calcio».

Le promesse tradite e l’accordo “squallido”

Nella nota, l’Uefa ricorda le parole pronunciate da Infantino nel 2016, quando chiese i voti delle federazioni per diventare presidente promettendo trasparenza e gestione condivisa delle risorse. Promesse che, secondo Bruxelles, non sarebbero state mantenute: l’accordo con i privati viene definito «squallido, segreto e poco trasparente», con oltre 5 miliardi di dollari di riserve mai utilizzati a beneficio del calcio di base.

Come è deragliata l’operazione

A far saltare il piano è stata soprattutto l’Europa, dove club e campionati generano la maggior parte dei ricavi mondiali del calcio. L’Uefa aveva posto una condizione netta: nessuna nazionale europea avrebbe partecipato a eventi Fifa finché il progetto non fosse stato ritirato del tutto. Senza Inghilterra, Spagna, Francia, Germania e Italia, un Mondiale avrebbe perso gran parte del suo valore per emittenti e sponsor.

Alla fronda europea si sono aggiunte nei giorni scorsi anche la Concacaf nordamericana e la Confederazione asiatica, isolando definitivamente il progetto. Secondo il New York Post, anche Thrive Capital, il fondo del venture capitalist Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, avrebbe già avviato colloqui per abbandonare l’operazione, mentre JPMorgan, advisor dell’accordo, non si aspetterebbe più che vada in porto.

Malumori anche dentro la Fifa

Le tensioni non arrivano solo dall’esterno. Il chief operating officer della Fifa, Kevin Lamour, ha dichiarato all’Associated Press che i dirigenti senior si sono sentiti “ingannati” dalla scarsa trasparenza di Infantino, parlando di «una menzogna per omissione durata mesi». Pochi giorni prima si era dimesso Carlos Cordeiro, consigliere di Infantino ed ex partner di Goldman Sachs, motivando l’addio con l’impossibilità di «restare a guardare mentre la Fifa valuta di vendere una quota del Mondiale».

La presidenza di Infantino ora in bilico

Il fallimento del piano rischia di pesare sulla tenuta di Infantino alla guida della Fifa. Molte federazioni leggono lo scontro come un test in vista delle elezioni presidenziali di marzo: l’Uefa cercherebbe un candidato alternativo, con il presidente del Paris Saint-Germain Nasser Al-Khelaifi che raccoglierebbe consensi. Almeno 20 nazioni starebbero discutendo il ritiro del proprio sostegno al presidente uscente.

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