21 Set, 2026

Trionfo Trump: «L’Arco ospiterà un gran numero di droni». Cecchini sul tetto

L'Arco di Trionfo di Trump

Il monumento da 76 metri progettato vicino al cimitero di Arlington diventa anche un «complesso militare». Il presidente invoca la sicurezza nazionale, come già accaduto per la nuova sala da ballo della Casa Bianca


Prima la sala da ballo, ora anche l’Arco di Trionfo. Donald Trump torna a invocare la sicurezza nazionale per sostenere uno dei grandi e contestati progetti con cui sta ridisegnando Washington.

Il monumento da 76 metri che vuole costruire vicino al cimitero nazionale di Arlington non sarà, nelle intenzioni del presidente, soltanto celebrativo: dovrà diventare anche un «complesso militare» capace di ospitare droni, cecchini e depositi di munizioni.

Trump sostiene che la trasformazione sia stata decisa su «forte richiesta» dei militari e per ragioni di sicurezza nazionale. Nel suo post ha spiegato che l’arco dovrà essere in grado di «ospitare, immagazzinare e impiegare rapidamente un gran numero di droni», oltre ad avere cecchini sul tetto e nella piazza e grandi quantità di munizioni. «Non esisterà una struttura simile in nessun’altra parte del mondo», ha aggiunto. Reuters riferisce che il Pentagono non ha fornito spiegazioni ulteriori rispetto alle parole del presidente.

Dall’Arco di Trionfo al «complesso militare»

La nuova funzione arriva mentre il progetto deve ancora superare ostacoli giudiziari e contestazioni. L’arco dovrebbe sorgere nei pressi del cimitero di Arlington, a circa 1,6 chilometri da un’installazione militare già esistente e a poco più di tre chilometri dal Pentagono. Trump non ha indicato minacce specifiche che renderebbero necessario collocare proprio lì droni, cecchini e munizioni.

La costruzione è contestata da veterani, associazioni e gruppi impegnati nella tutela del patrimonio storico, che temono anche l’alterazione della visuale tra il Lincoln Memorial e Arlington. Un giudice federale ha ordinato all’amministrazione di dare un preavviso di 48 ore prima di iniziare attività sul sito.

Il precedente della sala da ballo

Non è la prima volta che la sicurezza nazionale entra nella difesa di uno dei grandi progetti edilizi di Trump. Era già accaduto con la nuova sala da ballo della Casa Bianca, un’opera da circa 400 milioni di dollari: inizialmente presentata soprattutto come necessaria per ospitare eventi con un maggior numero di invitati, è stata successivamente difesa anche come infrastruttura legata alla sicurezza nazionale.

È proprio il precedente che rende politicamente significativa la nuova motivazione per l’arco: anche un monumento concepito per celebrare i 250 anni degli Stati Uniti viene ora associato a esigenze militari mentre il progetto affronta opposizioni e ricorsi. Reuters sottolinea che si tratta del secondo grande progetto edilizio che Trump ha cercato di sostenere facendo riferimento alla sicurezza nazionale.

L’arco sulla rotta degli aerei

C’è poi il problema della posizione. Il monumento dovrebbe sorgere a circa 3.000 piedi dall’aeroporto nazionale Ronald Reagan e all’interno del principale corridoio di avvicinamento e partenza degli aerei. La Federal Aviation Administration ha stabilito che la struttura non costituirebbe un pericolo per il traffico aereo a condizione che sia resa chiaramente visibile ai piloti, anche attraverso una «fiamma eterna» sulla sommità.

E mentre Trump immagina droni e cecchini sul suo Arco di Trionfo, resta aperta la battaglia sulla sua costruzione. I veterani che hanno fatto causa sostengono che il monumento non possa essere realizzato senza l’autorizzazione del Congresso. Nicolas Sansone, l’avvocato che li rappresenta, contesta anche la nuova motivazione legata alla sicurezza nazionale e sostiene che non risolva i problemi giuridici del progetto.

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